Funeraire 2007

Da molto tempo, ormai, ci lamentiamo della scelta infelice del sito espositivo che, ogni due anni, accoglie la principale esposizione funeraria francese (l'altra ha luogo nel mese di novembre degli anni pari a Lione). Quest'anno, poi, è andata ancora peggio del solito. Infatti non solo espositori e visitatori hanno dovuto affrontare il disagevole tragitto dal centro della città alla scomodissima località di Le Bourget, ma in più si sono trovati a subire la pressoché totale assenza di mezzi di trasporto. Uno sciopero indetto dagli autoferrotranvieri ha paralizzato il Paese per più di una settimana. Le conseguenze di tale azione, volta a contrastare il piano governativo (o, meglio, presidenziale) di portare a quaranta (attualmente per questa categoria essi sono trentasette e mezzo), come per tutti gli altri lavoratori, gli anni di contribuzione per poter andare in pensione, si sono fatte sentire in modo particolarmente pesante a Parigi e nella regione parigina. Non solo la struttura urbanistica della capitale non contribuisce ad alleviare gli inconvenienti, ma il fatto stesso che nell'Ile de France (la regione che comprende Parigi "intra muros" - quel territorio che si trova, per intenderci, all'interno del "boulevard périphérique", l'anello autostradale circolare che su 42 chilometri, la distanza di una maratona, circonda la città - e i vicini dipartimenti con qualche centinaio di comuni, Le Bourget essendo uno dei tanti) viva il 20% della popolazione francese, e cioè una dozzina di milioni di persone, lascia intuire quali problemi, e di quale portata, possano sorgere al primo inconveniente di circolazione. Anche il minimo e banale incidente crea immediatamente situazioni di emergenza. Se a ciò si aggiunge un carattere fortemente individualista ed indisciplinato non corredato, tuttavia, dall'inventiva e dall'ammirevole senso d'improvvisazione dei napoletani, si riesce facilmente ad immaginare in quale stato d'animo, sconfortante, possa trovarsi il conducente che si trova preso, come un topo in trappola, in un "embouteillage", o "bouchon" che dir si voglia, mostruoso ed inestricabile. Ed allora tutti a buttarsi sul navigatore per tentare, con scarso successo, di trovare un'uscita dal caos ovvero, per quelli che conoscono un po' la città, la ricerca disperata di itinerari alternativi che, nella migliore delle ipotesi, possono permettere di recuperare un grappolo di minuti senza diminuire in maniera significativa l'usura nervosa e la frustrazione di chi si trova, per giorni e giorni, obbligato, per percorrere pochi chilometri, a trascorrere parecchie ore in auto, circondato da un mare di metallo che emana gas ammorbanti. Una piccola minoranza ha potuto quest'anno approfittare, in centro città, delle migliaia di biciclette messe da pochi mesi a disposizione dei parigini, a pagamento, in tutti i venti "arrondissements" (circondari, noi diremmo quartieri, ognuno con un proprio municipio e un proprio sindaco, anche se poi vi è il "grande" sindaco di tutta la città) della capitale. Dai dati comunicati risulta che nel pomeriggio del primo giorno di sciopero vi sono state 77.000 movimentazioni di velocipedi contro le 40.000 che costituiscono il valore medio abituale. Da qui, però, ad andare al Bourget in bicicletta, ne scorre di acqua sotto i ponti della Senna... Fortunatamente, poi, che il tempo era asciutto e soleggiato ché, se per caso vi fosse stata la pioggia, allora sì che ne avremmo viste "des vertes et de pas mûres" (letteralmente "delle verdi e delle poco mature", per dire "di tutti i colori")!
Una bella tegola sul capo degli organizzatori che peraltro, a dispetto dell'infausto quartiere fieristico e dei movimenti sindacali, se la sono cavata per il rotto della cuffia ottenendo anzi un buon afflusso di pubblico, soprattutto dopo il primo giorno. Certamente superiore a quello dell'edizione precedente che, anche sotto questo punto di vista, era stata fortemente deludente. Con ciò non si vuol dire che tutto sia filato liscio a livello organizzativo. Un esempio tra i tanti: i cavi elettrici, che per forza di cose devono attraversare in lungo ed in largo il pavimento del padiglione, non erano coperti da protezioni adeguate atte ad eliminare gli impervi rigonfiamenti risultanti dalla semplice posa della moquette sul cavo stesso e facevano frequentemente inciampare gli sfortunati passanti mettendone a repentaglio l'incolumità fisica. Da chiedersi se non si fosse al limite delle norme di sicurezza. Comunque sia, la nuova gestione ha certamente fatto meglio della precedente. Ci si dirà che ciò non doveva essere poi tanto difficile. Meglio, forse, non sparare sulla croce rossa o, nel nostro caso, sul carro funebre e pensare al futuro. La Camera Sindacale delle Arti Funerarie, proprietaria del marchio, deve nei prossimi mesi affidare l'organizzazione dei futuri saloni ad una struttura specializzata. Siamo curiosi di sapere su quali criteri sarà basata la scelta e, soprattutto, su chi essa ricadrà.
Nel frattempo occorre tirare il bilancio dell'edizione testé conclusasi. Dei visitatori si è già detto, anche se potremmo aggiungere che la presenza di professionisti esteri è stata anch'essa superiore a quella del 2005. Lo spazio espositivo netto annunciato dagli organizzatori è stato di 9.250 metri quadrati, inferiore a nostro avviso, e non solo nostro, a quello dell'edizione precedente. Il numero di espositori si è rivelato più o meno equivalente a quello di due anni addietro con tutti i grossi produttori nazionali presenti, compresi molti fioristi e marmisti. Tra questi ultimi da notare la presenza di ben sei cinesi, tutti della provincia dello Xiamen, vera "pietraia", si potrebbe supporre, di quel lontano paese. Tra gli stranieri, comunque, ancora una volta, i più numerosi erano gli italiani che in numero di aziende presenti raggiungevano quasi il 10% del totale. Tra i fabbricanti di cofani citeremo, in ordine strettamente alfabetico come per tutte le altre classi di prodotti, la Ferrari, con le belle realizzazioni che tutti conosciamo e che Franco Ferrari e Daniele Mazzolini hanno proposto su uno stand di ragguardevoli dimensioni, la Lorandi, orgogliosa di esporre il modello in rovere sbiancato disegnato da Marco Ghirardotti della Lombarda Lavorazione Legno, facente parte del gruppo, ed impiegato per il funerale di Pavarotti, la Rotastyle, con uno stand dove urne e cofani di altissimo contenuto estetico ed opera di famosi artisti e designer venivano presentati, con la consueta "verve", dalla "petillante", come lo champagne, Madame (siamo in Francia!) Rota, la cui creatività si è estrinsecata non solo nei prodotti per il funerario, ma anche negli accessori di decorazione (tavoli e pannelli) tutti rigorosamente "by Cinzia".
Ed ancora la Scacf, con i prodotti di alta qualità che ne contraddistinguono la produzione e che ne giustificano il successo, e la Stragliotto, presente con Giorgio, l'Ingegnere vero pozzo di conoscenze tecniche del funerario, e con il figlio Enrico che con giustificata fierezza proponevano le proprie realizzazioni sobrie (bellissimo, ai nostri occhi, un epurato cofano bicolore di una grande semplicità) e di grande qualità, frutto di un gusto sicuro e di una tecnica produttiva di punta. Si evince chiaramente da questa lista che gli espositori nazionali si sono presentati oltralpe con prodotti "haut de gamme". Politica saggia che per noi è la sola che meriti di essere praticata. La creatività e la qualità del prodotto made in Italy sono, non vi è dubbio alcuno, le armi vincenti che i nostri fabbricanti hanno in mano. Soprattutto su un mercato, quello francese, così diverso dal nostro non solo per tipologia di prodotti, ma anche per la sua stessa struttura caratterizzata, tra l'altro, dalla presenza di due gruppi, Ogf-Pfg e Roc-Eclerc, che da soli ne coprono più di un terzo (poco meno di 200.000 servizi all'anno).
Con lo stesso profilo, qualità innanzitutto, anche tutti gli altri produttori italiani. Così, tra i bronzisti, nello stand di Biondan France abbiamo visto Filippo Rossi e consorte occupati a presentare i loro apprezzati prodotti, nonché quelli della Kosmolux e della Roc'Design, ad un folto numero di clienti attuali e potenziali. Lo stesso dicasi di Bosisio e di Lorenzi, aziende ben note agli operatori del settore e presenti tramite i loro distributori locali, rispettivamente Thomas M. & Fils e Amediamant. Per non parlare di Pilla dove Roberto Pilla ed il figlio Manuel hanno subito l'assalto di moltissimi visitatori curiosi di saperne di più sui prodotti creati appositamente per il mercato francese e soprattutto sui "ricami per tomba" e su altri elementi fabbricati secondo la tecnica della cera persa. Per quanto riguarda le autofunebri in grande rilievo Ellena, estremamente soddisfatta della propria partecipazione, come pure Intercar, che presentava alcuni modelli imponenti tra i quali uno destinato alla San Siro di Milano. Pilato ancora una volta ha proposto le proprie creazioni curate ed apprezzate. Peccato che in Francia le cose cambino lentamente. Ancora oggi i veicoli più comuni sono furgoni che a nostro avviso mancano di quel "plus" che conviene ad una cerimonia così importante come quella del funerale. La cremazione sta progredendo regolarmente in Italia e si prevede una crescita costante nel futuro, anche prossimo. In questo settore primeggia ormai la Gem di Udine. Il titolare Fabrizio Giust, reduce da molti successi ottenuti all'estero (oltre alle realizzazioni in Italia), ha avuto il suo daffare per accogliere tutti coloro che erano interessati ai suoi prodotti. Anche per lui Funéraire 2007 è stato proficuo.
Parlando di cremazione il pensiero va direttamente alle urne. Oltre a quelle proposte in legno dai fabbricanti di cofani, erano presenti a Parigi quelle in peltro de La Leonessa di Brescia, di cui abbiamo già avuto modo di parlare in occasione della recente fiera austriaca. Nello stand Zorsol erano altresì proposte quelle, artistiche, di Laura Mocellin, della Valbrenta New Design, che abbiamo visto con sommo piacere tra i visitatori. Tra i fabbricanti di accessori erano presenti, tutti apparentemente contenti dell'andamento del salone, Giulio Colpani della New Artleva, gran viaggiatore davanti all'Eterno, gli Ingegneri Bernasconi e Raffa della GVM di Codogno, nonché Sergio Scanziani, Andrea Menni e Pierluigi Poledri di Zorsol (rappresentata in Francia da S.P.F.) che praticamente quest'anno ha partecipato a tutte le manifestazioni, da sola o nell'ambito di Tanexport. Nello stand del Consorzio, oltre agli altri associati menzionati precedentemente (Gem, Lorandi, Pilla, Scacf, Stragliotto), facevano bella mostra di sé le imbottiture della 3 Bi - R.B. di Raffaella Bianchin con la figlia Marina Moretto. Sono pezzi di gran pregio che non possono mancare su cofani di alto livello, ma che possono, parimenti, dare un tocco di grande qualità anche a cofani più modesti. Ancora un esempio dell'eccellenza italiana, e ci è parso capire che il loro viaggio non sia stato inutile. Tra i settori di punta della nostra realtà produttiva vi è anche quello della fotoceramica. Antonio Scarcella è stato, come sempre a Parigi, assai impegnato, da leader del mercato, a promuovere la vasta gamma di prodotto della Pafc Fratelli Scarcella. Non molto distante si trovava la Stiltecno, il cui direttore Secondo Bellei ha presentato insieme alla consorte i ben noti prodotti del proprio catalogo. Questo resoconto sarebbe incompleto se non parlassimo di Nuvola e di Servicim. La prima, che si presentava assieme a Binz, colosso tedesco dell'automobile, è una giovane azienda di Tregnago che ha studiato monumenti provvisori, maneggevoli e funzionali, di varie forme, di diversi colori e di sicuro effetto. I risultati sono estremamente incoraggianti e siamo certi che il prodotto troverà molto presto la parte che gli compete nei cimiteri della penisola, e non solo, per la più grande soddisfazione di Domenico Nardi. Quanto alla seconda, di Lemignano di Collecchio (Parma), essa è all'origine di un prodotto prezioso che ha impresso una impronta di modernità alla luce votiva, la lampada elettronica floreale. È una azienda "storica", attiva già nel lontano 1927 e condotta oggi da Annalisa Gatti, gratificata da come il nonno Bruno Ronchini sia ancor oggi ricordato ovunque per la sua professionalità, la sua passione e la sua competenza.
Fin qui per ciò che riguarda gli espositori. Parlare nel dettaglio dei numerosi visitatori richiederebbe tempi e spazi lunghissimi. Ci accontenteremo quindi di menzionare "pêle-mêle" (nel disordine) tutti coloro che hanno fatto il viaggio dall'Italia e che sono venuti a trovarci presso lo stand di Tanexpo, frequentatissimo come al solito. Chiediamo scusa in anticipo a chi, per nostra dimenticanza o per non esserci incontrati, potesse rimanere deluso dal non venire citato. Ricorderemo così Francesco Forgione, Giovanni Resmini e Silvano Urciuoli, delle omonime aziende produttrici di cofani, assieme a Michele Bertolli di Palladini (contenitori di ceneri di pregio), Paolo Moretti di Tecnica Press, Bartolomeo Sandrone della Spaf, Merlotto e Viarengo della GFM Imbottiture, Gianni e Paolo Imeri della Art Funeral International, Rino e Alberto Pagotto della Europag, Nazzareno Sorrentino della Caggiati, Alessandro Taffo della Eurocof di Roma, Gianfranco Dalla Chiara di La Errevieffe e Fabrice (ormai diventato Fabrizio) Desplanches, della Desplanches Italia, che ha approfittato del corto e travagliato (a causa degli scioperi) soggiorno nel proprio Paese d'origine per riabbracciare suo padre, persona tra le più gradevoli che mai ci sia stato dato di frequentare nel microcosmo funerario e che continua, anche dopo il pensionamento, ad interessarsi attivamente dell'azienda che porta il suo nome.
A tutti questi amici, e a tutti coloro che per una ragione o per l'altra non abbiamo incontrato, vadano i nostri più sinceri auguri di buone feste di fine d'anno. Dopo il meritato riposo cominceranno per ciascuno di loro, e a maggior ragione per noi tutti, i preparativi per Tanexpo, l'appuntamento più importante del 2008. Arrivederci a Bologna, quindi, a fine marzo.
 
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Tanexpo, 7.8.9 aprile 2022