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For.Tec. punta su A.I. e tecnologia elettrica

Crematori di nuova generazione: innovazione per mantenere affidabilità ed efficienza riducendo costi ed emissioni.

Innovare, per For.Tec., significa osservare l’evoluzione del mercato e trasferire sui propri impianti le tecnologie più avanzate disponibili.

L’azienda, specializzata nella produzione di impianti per trattamento termico e cremazione, considera la ricerca tecnica una parte essenziale del proprio lavoro: ogni nuovo progetto nasce per migliorare affidabilità, efficienza, sicurezza operativa e sostenibilità.

«Per noi innovare non significa aggiungere tecnologia fine a sé stessa, ma rendere ogni impianto più affidabile, più efficiente e più sostenibile», afferma Edoardo Belgrano, CEO di For.Tec. «Un crematorio moderno deve lavorare con precisione e continuità, aiutando il gestore a prendere decisioni migliori».
Nel settore crematorio l’innovazione deve tradursi in risultati concreti: controllo del processo, riduzione dei consumi, tracciabilità dei cicli, minori emissioni e manutenzione più prevedibile. Per questo For.Tec. sta concentrando il proprio sviluppo su due direttrici tecnologiche: Intelligenza Artificiale applicata ai crematori e forni crematori elettrici.

Un crematorio moderno è un sistema termico complesso. Camera primaria, post-combustione, aria comburente, depressione interna, trattamento fumi, automazione e sicurezze devono lavorare in modo coordinato. Il cuore del controllo resta il PLC industriale, indispensabile per sequenze, allarmi, ventilatori, serrande e dispositivi di sicurezza. Il PLC garantisce affidabilità e ripetibilità, ma lavora su logiche predefinite: se una temperatura scende sotto un valore, attiva una regolazione; se una soglia viene superata, genera un allarme.

L’Intelligenza Artificiale introduce un livello superiore: non sostituisce il PLC, ma lo affianca con analisi e ottimizzazione. I dati possono sembrare gli stessi — temperature, tempi ciclo, ossigeno residuo, depressione, assorbimenti elettrici, consumi e allarmi — ma cambia il modo in cui vengono utilizzati. Il PLC esegue una logica programmata; l’AI interpreta l’andamento del processo, confronta i dati con cicli precedenti, riconosce tendenze e suggerisce regolazioni più efficienti.

«Il PLC esegue, l’intelligenza artificiale interpreta», spiega Belgrano. «Non parliamo soltanto di automazione, ma di capacità di leggere il comportamento reale dell’impianto e migliorarlo ciclo dopo ciclo».

Un esempio riguarda la temperatura. Un controllo tradizionale mantiene la camera entro un intervallo impostato. Un sistema supportato da AI può valutare anche velocità di salita e discesa, risposta del forno alle regolazioni, energia impiegata e stabilità della post-combustione. Questo consente di evitare sovratemperature inutili, ridurre i picchi termici, limitare lo stress sui refrattari e migliorare l’efficienza energetica.

Lo stesso principio vale per l’aria comburente. Un sistema automatico apre o chiude serrande in base a soglie prefissate. Un sistema evoluto analizza invece se l’aria immessa è coerente con la fase del ciclo. Troppa aria può raffreddare la camera, aumentare i fumi da trattare e far crescere i consumi; poca aria può rendere meno stabile la combustione. L’AI aiuta a trovare un equilibrio più preciso.

Anche la manutenzione diventa più evoluta. Il PLC segnala un guasto quando un componente non risponde o quando viene superata una soglia. L’AI può individuare segnali deboli prima del guasto: tempi di riscaldamento più lunghi, assorbimenti anomali, instabilità della depressione o risposta irregolare di un ventilatore. Questi elementi possono indicare un decadimento prestazionale e consentire interventi programmati prima di un fermo impianto.

La seconda direttrice di sviluppo riguarda il forno crematorio elettrico, tecnologia di grande interesse per la riduzione dell’uso diretto di combustibili fossili e delle emissioni in atmosfera. In un forno tradizionale alimentato a gas o gasolio, una parte delle emissioni deriva dalla combustione del combustibile usato per generare calore. Nel forno elettrico questa combustione diretta viene eliminata: il calore è prodotto da resistenze elettriche ad alta temperatura.
«Il forno elettrico rappresenta una delle evoluzioni più concrete del nostro settore», sottolinea Belgrano. «Eliminare la combustione diretta del combustibile significa ridurre una componente emissiva importante e aprire la strada a impianti più compatibili con le esigenze ambientali future».

L’assenza di bruciatori riduce le emissioni dirette legate alla fiamma, come la CO2 prodotta localmente dalla combustione del gas o del gasolio e una parte degli ossidi di azoto generati dalle alte temperature di fiamma. Il processo richiede comunque una corretta gestione dei fumi della cremazione e adeguati sistemi di abbattimento; tuttavia il forno elettrico elimina la quota emissiva associata al combustibile fossile necessario al riscaldamento.
Il vantaggio ambientale aumenta quando l’energia elettrica proviene da fonti rinnovabili: si riduce l’impatto complessivo lungo la filiera energetica. Dal punto di vista tecnico, un forno elettrico non è semplicemente un forno tradizionale con resistenze al posto dei bruciatori.
Richiede progettazione specifica: potenza installata, distribuzione delle resistenze, isolamento, inerzia termica, controllo a zone, durata degli elementi riscaldanti, gestione dei picchi di assorbimento e integrazione con post-combustione e trattamento fumi.

L’integrazione tra forno elettrico e Intelligenza Artificiale rappresenta un ulteriore passo avanti. L’AI può analizzare il rapporto tra energia assorbita e andamento termico, ottimizzare la distribuzione del carico tra le zone, individuare resistenze meno performanti, ridurre i picchi di consumo e migliorare la ripetibilità dei cicli. Anche ciò che sembra una normale regolazione automatica diventa, se gestito con logiche intelligenti, un sistema più adattivo ed efficiente.

«Il nostro obiettivo è costruire crematori capaci di consumare meno, emettere meno e lavorare meglio», conclude Belgrano. «La tecnologia ha valore solo quando porta vantaggi reali: continuità di servizio, controllo del processo, minore impatto ambientale e maggiore semplicità per chi gestisce l’impianto ogni giorno».

Con queste linee di sviluppo, For.Tec. conferma la volontà di innovare continuamente e di ricercare le migliori tecnologie da applicare ai propri macchinari. L’obiettivo non è inseguire mode, ma costruire crematori più intelligenti, più efficienti e più sostenibili, progettati e realizzati in Italia.
 
Ing. Sergio De Rosa

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