L'uomo che non c'era

Il fato non modifica le carte in tavola

"la vita mi ha servito delle mani perdenti, o magari non ho saputo giocarle" Ed Crane
Nella Santa Rosa degli anni ’50 vive Ed Crane (Billy Bob Thornton). Tipo particolare, questo Ed: taciturno, di professione barbiere (per caso), ha una moglie fedifraga piuttosto incline all’alcol ed un rapporto di amore viscerale con le sigarette. Non ha alcuna velleità, né talento specifico. Il fumo del tabacco, poi, è l’unico elemento che rivela la sua presenza: Ed tende a rimanere sullo sfondo, ad osservare senza parlare, spettatore più che attore di tutto ciò che gli accade intorno. Sa, o comunque sospetta, che la moglie ha una relazione con Big Dave (James Gandolfini), padrone dell’emporio in cui lavora, ma non mostra gelosia nè risentimento verso la coppia: “Questo è un paese libero”. Non stupisce allora come alla prima occasione cerchi un riscatto: accetta infatti di finanziare il progetto di un nuovo cliente e con una lettera anonima ricatta l’amante della moglie per recuperare il denaro necessario. Il salto tanto paventato però, quello da spettatore passivo a protagonista attivo della propria vita, purtroppo non avviene.
La filmografia dei Coen insegna: gli antieroi coeniani non escono mai dalla propria remissiva condizione. Nessun riscatto sociale, nessun cambiamento positivo all’orizzonte. Il Fato non modifica le carte in tavola; e anche quando sembra farlo non è che una ironica illusione: l’amante della moglie scopre l’inganno, chiama Ed in ufficio e ingaggia con lui una lotta prima verbale e poi fisica; Ed ferisce a morte il rivale con un gesto rapido ed improvviso; la moglie Doris viene arrestata e accusata dell’omicidio al suo posto. Anche la donna del resto, lei che aveva sempre tentato di prendere parte attiva al disegno della vita, finisce per subire la sorte allo stesso modo del marito: condannata per un omicidio che non ha commesso e impotente di fronte all’ineluttabile compiersi del proprio destino, si impiccherà prima del processo in un ultimo disperato gesto di reazione.
La condizione di Ed comunque non migliora. Da spettatore passivo diventa invisibile e prova senza successo a confessare l’omicidio di Big Dave, non suscitando alcuna credibilità. Verrà condannato, ma per un omicidio di cui è innocente, ultimo schiaffo morale di un Fato beffardo che si accanisce contro di lui. Ripone allora le proprie speranze in Birdy (una giovanissima Scarlett Johansson), talentuosa pianista dal roseo e promettente futuro. Tuttavia, anche Birdy risente della “maledizione dei Coen”. Non può cambiare la propria sorte, né diventare parte attiva della propria vita perché non ne possiede le capacità: Ed la accompagna da un celebre maestro di musica per promuoverne il talento, e questi la declassa a buona esecutrice però priva di cuore.
È il cuore la qualità di cui sono privi gli inetti coeniani: la mancata passione li imbriglia in una esistenza senza sbocchi il cui grigiore è proiettato visivamente nell’uso del bianco e nero. Le atmosfere fosche e i toni sulfurei sono un magistrale omaggio al cinema noir a cui i Coen sono debitori sotto molti aspetti. La fotografia è studiata al dettaglio e l’uso della luce è sapientemente calcolato. È un bianco e nero ad intervalli piuttosto luminosi che, oltre al grigiore, proietta altrettanto visivamente il barlume di speranza avvertito alla fine del film: un Ed senza sigaretta è sulla sedia elettrica e si mostra sereno e fiducioso, sicuro di essere in procinto di andare incontro alla moglie per “dirle tutte quelle cose che qui non hanno parole”.
Ex aequo al Festival di Cannes 2001, con L’uomo che non c’era i Coen si sono portati a casa il premio “miglior regia” e altrettanti riconoscimenti morali. Brava Francis Mc Dormand, azzeccato James Gandolfini e plauso speciale a Billy Bob Thornton, qui alla sua prova di maturità.
 
Laura Savarino

L'UOMO CHE NON C'ERA
(USA, 2001)
di Joel e Ethan Coen
Durata: 116 minuti
Cast: Billy Bob Thornton, Frances McDormand, James Gandolfini, Scarlett Johansson, Michael Badalucco


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