FARRI:
impresari da tre generazioni

Si può dall'oggi al domani divenire impresari di onoranze funebri? Non più. Negli anni della seconda guerra mondiale poteva anche capitare… Infatti, l'impresa FARRI nacque a Reggio Emilia nel 1942 in modo quasi "casuale", quando all'esperto falegname Amleto Farri vennero commissionati i cofani per due fratelli partigiani trucidati. Così iniziò l'avventura di nonno Amleto, detto Bruno, prima a Reggio Emilia, poi, dal 1962, a Modena dove esisteva una sola agenzia funebre. Oggi i titolari sono il figlio di Amleto, Federico (detto Renzo) ed il nipote Paolo, e lavorano in una Modena di 180.000 abitanti dove esistono ben 13 agenzie di onoranze! Una concorrenza spietata se pensiamo che nella vicina Bologna, che conta ben 800.000 abitanti, vi sono solo 9 onoranze.

Quali sono stati i primi problemi cui avete dovuto far fronte agli inizi?
"Non ricordo nessun episodio in particolare, proprio perché in tutti quegli anni abbiamo dovuto far fronte a tutti i problemi possibili ed immaginabili, sia in merito ai tabù, sia in merito ai fenomeni di concorrenza comuni, penso, a tutte le altre realtà esistenti".

Ricorda un funerale particolare?
"Il personaggio più noto di cui abbiamo curato il servizio funebre è stato l'Ing. Enzo Ferrari. Fu il Sindaco di Modena a commissionarci il servizio. Abbiamo lavorato, per volontà dei familiari di Ferrari, nel massimo riserbo. La nostra correttezza è stata premiata ed abbiamo ricevuto un ringraziamento ufficiale da parte delle autorità cittadine".

Come reperite i clienti?
"Cerchiamo di farci conoscere grazie alle inserzioni sugli elenchi telefonici pubblici. Ultimamente ci siamo affidati ad una forma pubblicitaria a mezzo affissioni pubbliche ed inserzioni su riviste e periodici a livello provinciale e comunale. La forma utilizzata è sempre comunque molto "soft", cercando di evitare termini che possano offendere la suscettibilità di chi legge, e tendiamo a fare informazione corretta piuttosto che sensazionale o promozionale, in quanto crediamo che la pubblicità della nostra attività non sia mai ed in nessun caso gradita".

Quali altri metodi esistono, leciti ed illeciti, per trovare clienti?
"Il sistema più semplice e corretto è sempre stato il passaparola fra i clienti, non parliamo del resto… Le dico solo che abbiamo intrapreso per qualche mese una campagna "pubblicitaria" dove abbiamo dato precise indicazioni sulla prassi da seguire per chi volesse eseguire la cremazione. Questo perché a Modena, ormai da diversi anni, esiste una SO.CREM. che, sotto l'egida di Ente morale, nasconde una vera e propria agenzia di onoranze funebri. Abbiamo cercato di smentire la credenza ormai diffusa che per essere cremati bisognasse quindi associarsi a questa fantomatica SO.CREM.".

Ha denunciato questi avvenimenti? Quali sono state le risposte?
"La stessa Federazione nazionale ha diffidato l'Agenzia, e poi? Niente altro, continuano a fare concorrenza sleale".

Come sono i vostri rapporti con le aziende di prodotti cimiteriali e funerari?
"Non penso di poter raccontare nulla di particolarmente interessante in merito a questo punto".

Mi dica almeno su quale prodotto (cofani, auto, arredi, lapidi, illuminazione,…) avete verificato una maggiore attenzione da parte dei vostri clienti.
"I nostri clienti prestano la loro maggior attenzione sicuramente alla qualità e all'efficienza del servizio svolto, piuttosto che alla qualità delle forniture".

Quale importanza rivestono oggi le Associazioni di categoria?
"Da sempre ho dato importanza alle Associazioni di categoria, sia a livello territoriale che settoriale. Socio della Fe.N.I.O.F. sin dalla sua fondazione, nel 1994 sono stato eletto Presidente del G.I.F. (Gruppo Impresari - Fornitori) in seno alla stessa Federazione".

Esiste ancora il G.I.F.?
"No, ha avuto due anni di vita, poi il nostro lavoro è stato poco compreso all'interno della federazione, si temette il nascere di una società alternativa ed è morto, così, un progetto culturale. Ma per completare la risposta alla sua domanda sulle associazioni di categoria, ci tenevo ad aggiungere che per due quadrienni ho fatto parte anche della Commissione per gli esami di idoneità all'esercizio del commercio della CCIAA di Modena. Più in generale, penso che la vita associativa sia un importante momento di confronto e di riflessione con le altre realtà esistenti".

Che rapporto ha lei con la morte?
"Non penso che, a livello personale, il rapporto che ho con la morte, se escludiamo il disbrigo delle pratiche burocratiche ad essa conseguenti, sia diverso da quello degli altri comuni mortali".

Qualcosa migliorerà in futuro nel suo settore?
"Vedo sicuramente tempi bui se non prevarrà la volontà, da parte di tutti i soggetti presenti nel settore, di fare in modo che gli episodi di concorrenza sleale tra impresari, ai quali i media danno comunque grande risalto, arrivino a scomparire. Elementi importanti in altri settori quali l'associazionismo, la collaborazione e la centralizzazione dei costi non vengono attualmente presi in considerazione dalla maggior parte degli operatori. Tutto ciò non giova sicuramente all'immagine della categoria. Spero in una prossima inversione di tendenza".
 
Marina Piantoni

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