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Extreme embalming, la nuova tendenza

Il culto che spopola oltreoceano: cerimonie funebri con il defunto protagonista, intento nei suoi hobby insieme agli invitati.

Musica, buffet e drink per gli invitati; discorsi in memoria, video e bottiglie da stappare: i funerali americani ci hanno abituato, anche grazie alle trasposizioni nel cinema e in tv che riportano alcune di queste cerimonie, a un modo di salutare i defunti completamente diverso dal nostro.

Sappiamo che negli USA, ma anche in alcuni paesi europei anglosassoni, quando una persona cara viene a mancare, i parenti e gli amici organizzano una veglia che si trasforma in una sorta di festa per salutare e ricordare la persona che non c’è più. è un modo per celebrare i bei ricordi e non legare la dipartita solamente al lutto o ai momenti tristi che si possono essere vissuti nel periodo precedente la scomparsa di qualcuno, magari legati a malattie o traumi.

Questo è possibile anche grazie alle tecniche di imbalsamazione regolarmente applicate negli Stati Uniti per trattare i cadaveri. Mentre in Italia il funerale viene organizzato entro pochi giorni seguenti il decesso, salvo rallentamenti quando è necessaria un’autopsia a causa di morti sospette o accertamenti, in America e negli stati in cui è consentita l’imbalsamazione, i tempi sono più lunghi. Grazie a questa tecnica inoltre è possibile mostrare il corpo a parenti e amici proprio come quando era in vita, quasi fosse una statua di cera di un museo. E questo ha portato a una nuova moda che sta prendendo piede in alcuni stati americani, soprattutto tra la popolazione di alcune comunità: l’extreme embalming.

Gli Stati Uniti sono un paese estremo per molte cose: dal cibo colorato alle dimensioni delle auto, dalle case enormi ma realizzate in legno e cartongesso alle tazze di caffè da portare in ufficio. Fino alle cerimonie funebri proprio con l’extreme embalming. Come dice anche il nome, si tratta dell’imbalsamazione estrema del corpo del defunto per potergli rendere un aspetto simile a quello che aveva quando era ancora vivo.

L’extreme embalming viene scelto spesso dai familiari di persone che se ne sono andate in giovane età o in maniera improvvisa oppure persone che sono rimaste attive e inserite nella comunità fino all’ultimo. Generalmente si tratta di uomini o donne con una grande personalità, conosciuti per le loro capacità o passioni, per il loro carisma o per la loro arte. Spesso sono persone che in vita hanno lavorato nel mondo della musica, del cinema o che erano relativamente famose nei social o nella loro comunità. In ogni caso avevano una immagine particolare, riconoscibile; spesso sono loro stessi, quando ancora in vita, a richiedere questa tecnica, altre volte sono i parenti a sceglierla per loro.

La tecnica

La tecnica per l’extreme embalming è molto simile a quella usata per la normale imbalsamazione delle salme ma utilizza sostanze chimiche diverse. Le onoranze funebri e case funerarie che forniscono questo servizio non rivelano i loro segreti ma quello che è risaputo è che i fluidi chimici utilizzati sul corpo sono diversi.

Mentre per la normale imbalsamazione vengono utilizzati formaldeide e alcool che mantengono il corpo flessibile, grazie anche alle tecniche di massaggio usate dagli imbalsamatori, nella tecnica per l’extreme vengono utilizzati liquidi che rendano il corpo rigido in modo da prevenire imbarazzanti cadute. Grazie allo sviluppo dei prodotti per la presentazione del corpo e agli elementi chimici è possibile accomodare il defunto in pose dall’aspetto naturale e truccarlo in modo che qualsiasi segno esterno sparisca. L’effetto finale è quello di vedere il proprio caro intento a fare quello che gli piaceva di più, indossando i suoi abiti preferiti e con oggetti a lui cari intorno. Ecco che alcuni di questi corpi vengono sistemati su sedie, poltrone o anche in piedi. Qualcuno gioca con i videogame, qualcuno è in sella alla sua moto, altri giocano a carte seduti ad un tavolo, in attesa dei loro amici con cui fare un poker e bere una birra. Le donne vengono pettinate e truccate secondo i loro gusti quando erano in vita, anche lo smalto è abbinato ad abiti e trucco.
Ovviamente si tratta solo di un’illusione, come se la persona fosse congelata in un attimo della sua vita vissuta, per sempre.

La moda

Ad amare questa nuova tecnica sono soprattutto famiglie che appartengono a determinati gruppi particolarmente legati alla religione e all’idea che dopo la morte ci sia una vita ultraterrena e questa tecnica viene richiesta soprattutto nella zona di New Orleans e Porto Rico. L’idea stessa della festa nasce dalla credenza che il proprio caro abbia lasciato la vita terrena per raggiungere il paradiso o comunque una dimensione vicina a Dio. Alcune cerimonie di extreme embalming sono divenute celebri, come quella di un ragazzo portoricano amante delle motociclette che è stato uno dei primi a essere presentato ai parenti in sella alla sua moto oppure personaggi più o meno noti della musica e dello sport, tra cui alcuni rapper e pugili, che hanno richiesto di partecipare alla propria celebrazione e che sono stati posizionati sul luogo a loro più familiare: un palco e un ring.

La storia

La storia dell’extreme embalming in realtà non è così recente come si pensa. In passato personaggi politici o dello spettacolo sono stati imbalsamati in modo più o meno duraturo: basti pensare a ex leader della politica come Vladimir Lenin o Iosif Stalin, entrambi imbalsamati e custoditi in cofani-teche per poter essere ammirati da nostalgici dell’Urss, oppure a personaggi famosi come Bruce Lee, attore ed esperto di arti marziali, e James Brown, icona del gospel, del soul e del funk che sono stati imbalsamati per alcuni giorni per consentire ai loro fan di portare il proprio saluto ai loro idoli.

La tradizione dell’imbalsamazione sembra poi avere le sue fondamenta in una pratica in voga nell’800: quella di fare fotografie familiari insieme ai defunti. In epoca vittoriana le morti per malattia erano molto comuni, specialmente tra i giovanissimi. Erano numerosi i bambini e gli adolescenti che, nati con qualche problema congenito o con una salute particolarmente debole, morivano prima dell’età adulta: per questo motivo le famiglie ricorrevano ai fotografi per avere un’ultima immagine con i propri cari. Spesso si legge sugli articoli in rete che le salme venivano tenute ferme da appositi piedistalli; in realtà venivano adagiate in braccio ai genitori o su sedie e poltrone ed era merito del fotografo se risultavano naturali nelle immagini con la famiglia. Nelle foto, però, erano gli unici soggetti perfettamente a fuoco.
 
Tanja Pinzauti

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