L'ERTO OLTRE

Oltre è un punto più in là di un'orma, due orme, quelle dei nostri piedi ora. Erba schiacciata che si risolleverà, melma che ritroverà la sua forma, l'asfalto rifiuta il segno, che solo per uno stampocacca ha una inclinazione istintiva.
Oltre è un punto più in là di un luogo stabilito a priori: oltre il mare c'è la terra, oltre la terra c'è il mare. Ma c'è terra sotto il mare che lento o violento stordisce e modifica.
Il nostro corpo in riva al mare è l'oltre del mare e della terra, anche del cielo.
Oltre sarà, forse, un rimpianto, nei sogni sospeso, avvolto con carta da pacchi regalo, un profumo che torna improvviso e sorpreso, e mille immagini veloci, rivelatrici nel loro non appartenere più alla mente che le ha rese vive.



L'oltre può essere un desiderio freddo, disperato o amante.
Alterni oltre le emozioni si rincorrono, inafferrabile l'inizio, così la fine.
Oltre è un punto più in là, come il tempo, sempre.
Oltre l'intero percorso delle nostre orme, otterremo un disegno compiuto, e sopra questo un altro, volumetrico, del corpo. Avessimo gli occhi per vederlo, questo lungo solido a sezione variabile, nell'accadimento del nostro oltre, il nostro corpo estraneo, lo vedremmo snodarsi in mille curve, intrecciarsi e sovrapporsi sulla superficie terrestre e anche in cielo per chi ha volato anche solo saltando fossi, o corde che vorticano, o abitato un piano che non sia quello terreno. E se questo accadimento avvenisse nel medesimo luogo che ci vide nascere, fine ed inizio del solido della nostra vita coinciderebbero, ma le loro sezioni sarebbero diverse: piccola la sezione iniziale, grande quella finale, che avvolgerebbe la prima come una bocca pronta a cibarsene.
Un solido serpente che si morde la coda.
Una probabilità, questa, possibile solo se il nostro punto di visione è stato, è, sarà, saldamente legato alla terra, o comunque al suo moto; slegato da essa ci permetterebbe di osservare un solido serpente che ha avuto, ha, avrà, ben altre fluttuazioni. Così che, anche se il nostro oltre avvenisse nello stesso luogo terrestre della nostra nascita, non coinciderebbe con il luogo che ci vide nascere nell'universo.
Il serpente, così, non si morderà più la coda.
Se avessimo gli occhi per VEDERE, ridurremmo l'OLTRE ad un concetto ORA. Possibile sia mai stato qualcosa di diverso da una idea?
Possibile ci sia mai stato qualcosa di diverso da una idea?
 
Gianni Maria Tessari
MARIA TESSARI nasce a Carmignano di Brenta (PD) il quattro settembre millenovecentoquarantanove. Artista d'oltre-avanguardia, sviluppa la sua pittura su due diversi piani: il primo improntato su una immediata e interiore espressività che sfiora, a volte, l'astratto; il secondo, più didascalico, affronta temi sociali e politici. Irrequieto fin da bambino, non sopporta la staticità, soprattutto quella espressiva, così corre volentieri qua e là, rischiando di apparire artisticamente instabile. Ma una considerazione è opportuno fare: la vera maturità dell'uomo, è proprio quella che sa accettare gli ondeggiamenti e le diversità contraddittorie del proprio essere e che le vive senza strutturazioni rigide. Dal 1985 espone sia in Italia che all'estero. Nel 1998 ha pubblicato un suo libro d'artista, Città Quadro (Edizioni Com'Media, Torino). Può essere contattato, via e-mail, all'indirizzo info@commediaonline.org.

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