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A Parma, il rumore del lutto

Educare alla morte

Nel cuore pulsante della città dei vivi si è conclusa la terza edizione della manifestazione culturale Il Rumore del Lutto, progetto interdisciplinare ideato e curato da Maria Angela Gelati e da Marco Pipitone, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma.
Da sabato 31 ottobre a lunedì 2 novembre la rassegna ha saputo offrire una grande opportunità: educarci culturalmente alla nostra e all’altrui morte. Così, dopo due prime edizioni sperimentali dedicate alla figura di Pier Paolo Pasolini e al tema dell’assenza, Il Rumore del Lutto ha abbandonato la fase embrionale e, pur rimanendo un progetto in divenire, si è manifestato attraverso un programma ben definito.
Quest’anno la trattazione del “tempo” ha accompagnato i partecipanti lungo un percorso di tre giorni, secondo l’indicazione di Qohelet, poiché “c’è un tempo per ogni cosa, per soffrire come per guarire”, attraverso l’intrecciarsi di diverse forme d’arte e di diversi ambiti disciplinari, con il contributo di esperti nazionali e con un sapiente filo conduttore musicale.
Dalla tavola rotonda con Gloria Bianchino, Michele Guerra e Mario Turci alla collettiva d’arte contemporanea, inaugurata presso la Camera di Commercio, con autori che hanno portato la propria personale testimonianza: Andy, Michela Basoni, Francesco Bortone, Marco Circhirillo, Mauro Corbelli, Valentina Curà, Patrizio Dall’Argine, Luca Farina, Elisabetta Fontana, Luca Lumaca, Marina Marraffa, Ettore Mossini, Cristiana Mezzi, Katia Verzelloni, Susanna Strati, Francesco Viscuso.
Dallo spettacolo teatrale “Schizzo per un giacente” presso il Teatro Europa - su cui hanno lavorato Marco Musso, Loredana Scianna per la drammaturgia, Giuliana Di Bennardo per lo spazio scenico e le materie utilizzate, Maurizio Soliani e Guido Ponzini per la creazione del clima sonoro, Adriano Engelbrecht per la supervisione del lavoro - alla conferenza dello psicologo clinico Francesco Campione, presso la Pinacoteca Stuard, alla proiezione dell’indimenticabile film di Wim Wenders e Nicholas Ray “Nick’s movie. Lampi sull’acqua”, presso il Cinema d’Azeglio D’Essai.
L’iniziativa è nata dalla comune esigenza di trovare una modalità alternativa per vivere i giorni dedicati alla memoria dei defunti, rendendone la ritualità più completa”, hanno affermato la studiosa e ricercatrice di tanatologia Maria Angela Gelati e il fotografo, dj e giornalista musicale Marco Pipitone. “Da un lato siamo tempestati da ideali di perfezione, intesi come eterna giovinezza e bellezza, che contrastano con l’idea della fine della vita, e dall’altro, siamo immersi in tempi così frenetici e legati alla produzione che fermarsi a riflettere su un argomento profondo e complesso quale la morte non è quasi consentito”.
Il successo di pubblico e il confronto dialettico che ne è scaturito possono considerarsi punti di partenza e spazi di dialogo per costruire un nuovo discorso attorno ad una corretta cultura della vita che ha in sé la morte.
 
Roberto Valli

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