Carmelo Pezzino
Avvertiamo da qualche tempo insidiosi segnali di scollamento fra alcune delle principali componenti del comparto che invece, nei mesi passati, parevano procedere unite, pur con le naturali divergenze legate ai diversi interessi rappresentati da ciascuna, sulla strada del rinnovamento e della modernizzazione.
I gravissimi episodi accaduti recentemente a Milano hanno evidenziato criticità che appartengono a molte altre aree del Paese e che vanno denunciate e stigmatizzate con fermezza, mettendo in essere rapidamente provvedimenti efficaci in grado di debellare in via definitiva questa imbarazzante piaga sociale.
Occorre quindi implementare il dialogo ed il confronto, ricercando linee di intervento e soluzioni condivise per garantire moralità, trasparenza e omogeneità su tutto il territorio nazionale. Non vorremmo più sentire parlare di convenzioni, di appalti o di turnazioni relativi alle camere mortuarie degli ospedali e delle strutture sanitarie; vorremmo invece vedere in azione un soggetto che garantisca la massima neutralità rispetto agli interessi di tutti gli attori e la massima tutela della libertà dei dolenti nella individuazione dell'impresa funebre di riferimento.
Sappiamo bene che i temi in discussione riguardano molti altri argomenti egualmente importanti: il ruolo dell'imprenditoria pubblica e privata, le identiche opportunità che dovrebbero essere assicurate ad entrambe, il controllo su ingerenze indebite esercitate dalle Amministrazioni Comunali (un esempio fra i tanti il "caso Misef", che vede ancora Milano nelle vesti di protagonista), una regolamentazione chiara della attività funebre,... .
Se i differenti punti di vista fra le Organizzazioni che rappresentano il pubblico e il privato possono comprensibilmente generare un momento di empasse, ecco che allora, a nostro avviso, il sistema produttivo dovrebbe assumere a sé il compito e la responsabilità di farsi promotore della ripresa del dialogo e della ricerca di un percorso comune.
Assocofani, e in tempi più recenti il Consorzio Tanexport, hanno portato all'ormai famoso tavolo di lavoro sui principi condivisi il contributo di idee e le esperienze dei produttori italiani da cui non può prescindere quella svolta innovativa che porterebbe certamente positive ricadute in termini di qualificazione e di sviluppo professionale ed economico per l'intero comparto.
A loro guardiamo con fiducia per l'avvio di un processo di armonizzazione che farebbe del bene a tutti e che darebbe al sistema funerario e cimiteriale italiano maggiore forza e idoneo peso politico.
Non giova certamente all'armonizzazione il tentativo di mettere in piedi, in controtendenza rispetto a quanto accade in tutta Europa dove in ciascun Paese si lavora per avere una unica manifestazione di riferimento, una alternativa a Tanexpo motivandola come una risposta al gigantismo della rassegna bolognese, alla spersonalizzazione e agli eccessivi costi della stessa, alla presunta assenza di dialogo con gli organizzatori utilizzata in maniera pretestuosa e strumentale.
È ovvio che saremo tacciati di assoluta parzialità, ma siamo curiosi di venire a conoscenza della "nuova chiave di lettura" che verrà proposta dagli impavidi ed intraprendenti promotori. Staremo a vedere!
La storia non si improvvisa, e un successo internazionale quale è quello di Tanexpo è stato costruito nel tempo e sulla professionalità di chi svolge un lavoro che è capace di fare ed al quale è naturalmente vocato.
Buona lettura a tutti!
 
Carmelo Pezzino

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Tanexpo, 7.8.9 aprile 2022