Carmelo Pezzino
Troverete su "La lettera del Presidente" e su "L'Informatore" ampia ed esaustiva informazione su un documento che, sottoscritto congiuntamente dai Presidenti di entrambe le Federazioni, è stato consegnato all'Assessore alla Sanità della Regione Lombardia Alessandro Cé. È un documento importante perché, se fatto proprio dalla Regione, permetterà agli operatori di affrontare i prossimi impegni e le imminenti scadenze di rinnovamento delle imprese senza penalizzazioni e nel rispetto della propria identità, dei diritti dei cittadini, della trasparenza e della regolarità dei servizi funebri. È un documento importante anche perché per la prima volta Feniof e Federcofit, pur dopo le naturali discussioni ed accesi confronti, hanno individuato e palesato pubblicamente una piena identità di vedute su ipotesi interpretative che chiariscano la norma approvata dalla Regione Lombardia, consapevoli di dover tutelare il settore nel suo complesso e di dover favorire, per la categoria, concrete prospettive di innovazione e di sviluppo.
È il segnale di una nuova stagione nella quale le diverse espressioni del comparto funerario e cimiteriale italiano stanno lavorando per dimostrare la volontà condivisa di "fare davvero sistema" e di presentarsi così agli importanti appuntamenti del prossimo anno con la forza di una rappresentatività e di un peso politico adeguati ed efficaci. Lo abbiamo verificato a Torino dove, il 14 e il 15 dicembre, ha avuto luogo il tradizionale appuntamento promosso da Sefit ed incentrato quest'anno sul valore etico dei servizi funerari. Nelle diverse sessioni del Convegno, tutte di elevatissimo livello, e nelle occasioni informali che come di consueto si hanno quando, per due intere giornate, ci si ritrova a stretto contatto, abbiamo colto come tutti i soggetti presenti si siano adoperati per trovare i necessari punti di convergenza utili ad imprimere slancio ad un processo di modernizzazione atteso dal comparto e preteso dalle evolute esigenze della comunità sociale.
I riti e le pratiche legati alla morte appartengono alla dimensione etico-religiosa dell'uomo ed al suo bisogno di conservare la memoria di quanti ci hanno preceduti. Tale considerazione ci impedisce di sorridere di fronte alla provocazione della Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente che chiede di sostituire il legno pregiato, nella realizzazione dei cofani funebri, con materiale di recupero o con plastica biodegradabile. Questi signori non hanno capito nulla! Nel nome di un ideale ambientalista, legittimo e condivisibile per molti versi, calpestano il valore della tradizione e quei profondi sentimenti di rispetto e di omaggio al defunto che sono propri della nostra storia. Il cofano funebre, lo ribadiamo per l'ennesima volta, è l'elemento centrale del rito di commiato ed assume fondamentali valenze concrete e simboliche. Intorno ad esso si articolano dinamiche psicologiche complesse e necessarie anche come supporto all'elaborazione del lutto. Poco importa che esso sia destinato a inumazione, tumulazione o cremazione. Quindi ci appare strumentale e legato a ideologie demagogiche ed utilitaristiche il millantato sostegno di alcuni esponenti Socrem alla proposta.
Era nostra intenzione trattare questo mese il dibattito sviluppatosi sulla questione dell'opportunità o meno di avere una massiccia presenza di visitatori stranieri alle manifestazioni espositive specializzate e a Tanexpo in particolare. Ce lo impediscono motivi di spazio, ma a chi ci ha sollecitati sull'argomento ribadiamo che esso sarà oggetto, sul numero di gennaio, di ampia riflessione.
Grazie per l'attenzione e l'interesse che ci avete manifestato nel corso del 2006. A voi ed alle vostre Famiglie l'augurio per un sereno Natale e per un prospero, proficuo Anno Nuovo.
Buona lettura a tutti!
 
Carmelo Pezzino

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Tanexpo, 7.8.9 aprile 2022