Carmelo Pezzino
L’11 dicembre dello scorso anno ha avuto luogo a Torino un interessantissimo Convegno promosso da Sefit sulla valorizzazione culturale, monumentale e turistica del patrimonio cimiteriale italiano. Motivi di spazio ci impediscono di darvi su questo numero della nostra rivista un ampio resoconto dei lavori svolti, tuttavia riteniamo opportuno proporvi alcune considerazioni utili a meglio comprendere un fenomeno, il turismo nei cimiteri, che negli ultimi anni si è affermato in molti Paesi rappresentando una significativa voce per l’economia degli stessi.
È un segmento turistico decisamente unico che agisce sul mix possibile, esistente solo in questi luoghi, fra cultura e architettura, visite a personaggi storici e ricerca interiore. L’Europa, e in particolare l’Italia, ospitano la maggior parte dei cimiteri di potenziale interesse turistico a livello mondiale: nel nostro Paese se ne contano ben 192, dislocati nelle diverse regioni, ma fino ad oggi solo in pochissimi casi siamo stati capaci di sviluppare questa significativa ed innovativa risorsa che, non dimentichiamolo, annovera nel proprio ambito anche i sepolcreti militari.
La valorizzazione culturale e turistica dei cimiteri andrebbe vista come parte di una più generale azione di promozione, capace di invertire l’attuale tendenza all’abbandono dei luoghi di sepoltura da parte delle generazioni più giovani. Una difesa di spazi che rappresentano la memoria storica di una collettività, e per tale motivo non da dimenticare o da rifuggire, ma parte viva di una città, centro di aggregazione ed elemento di socializzazione per una società sempre più frantumata. E andrebbero anche implementate nuove attività a supporto della migliore fruizione da parte dei visitatori.
Una operazione di marketing, già sperimentata con successo negli Usa e in diversi Paesi dell’America del Sud, favorirebbe anche il recupero di tombe ormai abbandonate (magari con incentivi quali il “bonus ristrutturazione tombe” che, se introdotto, rivitalizzerebbe categorie economiche pesantemente toccate dalla crisi) e la disponibilità di qualche risorsa in più per progettare e per gestire i cimiteri moderni che vorremmo vedere ancora come rappresentazioni spaziali di qualità della nostra memoria. Torneremo sull’argomento.
Con Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, emesso il 13 gennaio e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 22 gennaio, si fa obbligo alle Imprese Funebri italiane di comunicare all’Agenzia delle Entrate, entro lunedì 29 febbraio 2016, l’ammontare delle spese per i funerali che danno diritto alla detrazione del 19% con l’indicazione dei dati del soggetto deceduto e dei soggetti intestatari del documento fiscale. A breve verranno diffuse le modalità tecniche di trasmissione sulle quali vi ricordiamo la necessità di tenervi costantemente informati. Parlando di fiscalità, ribadiamo ancora una volta l’auspicio che il Governo voglia valutare con favore l’innalzamento dei limiti di detraibilità sui costi, anche quelli cimiteriali, sostenuti dalle famiglie in occasione del decesso di un proprio congiunto. Ciò porterebbe i cittadini a richiedere la fatturazione dell’intero importo pagato facendo emergere la contabilità parallela ed illegale e le gravi inadempienze sotto il profilo dell’inquadramento professionale e della previdenza che le imprese meno corrette mettono in atto generando quella pesante concorrenza sleale che è fondamentalmente alla base del progressivo impoverimento qualitativo dei servizi funebri erogati.
Buona lettura a tutti e arrivederci a Tanexpo 2016!
 
Carmelo Pezzino


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