Carmelo Pezzino
Il 4 ottobre è morto a Roma Gino Giugni, il padre dello Statuto dei Lavoratori. Aveva 82 anni ed era da tempo malato. Giurista, riformatore, considerato il “grande saggio” del vecchio Partito Socialista, nel 1969 ha avuto un ruolo chiave nella scrittura del testo che ancora oggi è considerato la bibbia del diritto del lavoro italiano entrando così a pieno titolo nel novero dei protagonisti dello sviluppo sociale del nostro Paese. Ha pagato caro il proprio impegno: nel maggio del 1983 fu vittima di un attentato ad opera delle Brigate Rosse, colpito alle gambe con sette proiettili mentre camminava per strada a Roma. Con quell’attacco le BR cambiarono strategia: attaccarono non più solo il cuore dello stato (magistrati, poliziotti o politici), ma anche i cervelli, l’anello di congiunzione fra le istituzioni e il mondo economico. E infatti a Giugni toccò seppellire Massimo D’Antona e Marco Biagi, giuslavoristi che come lui lavoravano al rinnovamento del Paese. Grande riformista in un periodo storico in cui non era facile esserlo, fu eletto per due volte senatore, fu membro della Commissione Parlamentare di inchiesta sulla loggia massonica P2 e poi, subito prima di Tangentopoli, fu Ministro del Lavoro dal ’93 al ’94 nel Governo Ciampi. Negli ultimi tempi si era progressivamente allontanato dalla politica, dedicandosi all’insegnamento universitario.
Ancora una volta abbiamo dovuto assistere, attoniti, ad una tragedia legata ad eventi naturali che ha colpito il nostro Paese seminando terrore e morte. Giornali e televisioni ci hanno raccontato il dolore e la disperazione di tanta povera gente che ha perso tutto, la casa, i ricordi, la famiglia, gli amici. Uomini e donne che con grande dignità piangono i propri morti e che vorrebbero dare in fretta ai propri bambini il diritto di poter credere ancora nel futuro. Uomini e donne che, come tutti noi, rivendicano il diritto alle recriminazioni, alla indignazione, alla individuazione di una verità della quale, se mai verrà fuori, non se ne faranno più nulla perché parte della loro vita rimarrà sepolta per sempre sotto quel maledetto fango. Convinti che oggi ogni parola sia comunque inutile, inadeguata e retorica, sentiamo però il bisogno di ricordare alla nostra ed alle vostre coscienze l’enorme importanza della solidarietà, invitandovi a sostenere le iniziative umanitarie in favore delle popolazioni siciliane inviando un contributo sul conto corrente bancario intestato a Mediafriends (Codice IBAN: IT03S0306909400000000006262) con causale “emergenza Messina”.
Buona lettura a tutti!
 
Carmelo Pezzino

Biemme Special Cars

Abbattitore Salme - Coccato e Mezzetti

GEM MATTHEUS - Creamazinoe animale

Rotastyle - L'arte del prezioso ricordo

STUDIO 3A - Risarcimento Assicurato SRL

GIESSE

Infortunistica Tossani

Alfero Merletti - Studio Legale

Scrigno del Cuore

Tanexpo, 7.8.9 aprile 2022