Carmelo Pezzino
"Quelli che ci fanno ridere non dovrebbero morire mai!". Così è stata commentata la scomparsa di Alberto Sordi che, ancora una volta, ci induce a ricordare sulle pagine di Oltre Magazine un personaggio che ha bene rappresentato nel mondo l'italiano medio.

Ma veniamo alle importantissime novità per il nostro settore.

Il Consiglio dei Ministri del 7 marzo 2003 ha finalmente approvato il Disegno di Legge del Ministro della Salute Girolamo Sirchia che, nella sua Relazione di accompagnamento, spiega la necessità di regolamentare "una materia che coinvolge oltre mezzo milione di famiglie all'anno", con ricadute delicatissime sulla salute e sulla urbanistica.

Secondo il Ministro "la sintesi, sul piano legislativo, nella definizione dei principi uniformi, non può che competere allo Stato ed al suo Parlamento, fermo restando che i principi posti dal presente disegno di legge saranno esplicitati dalle numerose riserve di legge regionali cui il testo rinvia per la normativa di attuazione e di dettaglio".

"Anche gli enti locali, storicamente titolari unitamente al Ministero dell'Interno della materia della polizia mortuaria, trovano adeguato riconoscimento e valorizzazione del proprio ruolo nella disciplina di detti servizi nell'ambito del proprio territorio… Lo Stato dovrà esprimere i principi fondamentali cui deve ispirarsi la disciplina per definire standard uniformi su tutto il territorio nazionale… Compete allo Stato dettare norme a tutela del mercato e della concorrenza, al fine di evitare situazioni di monopolio o di oligopolio nel mercato funerario che si ritorcono in danno dei fruitori dei servizi… Alle regioni competono funzioni legislative di dettaglio e di programmazione, mentre i comuni svolgeranno funzioni amministrative e regolamentari per disciplinare sul territorio le modalità operative dei singoli servizi funerari… Il disegno di legge si caratterizza per l'affermazione del principio di sussidiarietà… Tutti i molteplici servizi devono poter essere gestiti in condizioni di pari opportunità tra operatori pubblici e privati… Il disegno di legge contempla la possibilità che operatori privati possano accedere alla gestione di un cimitero che, però, continuerà a far parte del demanio comunale, così come è opportuno che i forni crematori continuino ad essere costruiti all'interno dei cimiteri".

Il disegno di legge si caratterizza "per rendere più agevole la costruzione e l'uso di cappelle private" e definisce in modo organico e compiuto "il concetto di trasporto del cadavere". Definisce altresì il concetto di attività funebre, in tutti i suoi molteplici aspetti, e pone norme di salvaguardia etica del settore. "Anche il trasporto funebre, storicamente assunto in esclusiva dai comuni, trova adeguata disciplina come attività libero imprenditoriale, autorizzata dal comune nel cui territorio ha sede l'impresa". Altra novità del disegno del disegno di legge è la "previsione di ambienti nei quali operatori, pubblici e privati o misti, potranno svolgere i propri servizi per il commiato… Si ritiene di razionalizzare il mercato delle onoranze favorendo gli operatori seri, in grado di effettuare cospicui investimenti che si traducono, oltre che in nuovi posti occupazionali, in maggiori servizi per la popolazione… Per non creare situazioni di monopolio si è introdotta una norma di salvaguardia che non consente ai soggetti gestori delle sale del commiato di convenzionarsi con strutture sanitarie pubbliche e private per la gestione dei rispettivi servizi mortuari".

"È stata introdotta la tanatoprassi e delineata la figura del profilo professionale del tanatoprattore, da attuarsi con legge per armonia con il titolo V della costituzione… Viene infine contemplato il cimitero per animali di affezione…"

Non crediamo certamente di realizzare uno scoop pubblicando, allegato a questo numero di Oltre Magazine, un inserto speciale con il testo integrale del Disegno di Legge e della Relazione Illustrativa del Ministro Sirchia. Era stata diffusa la voce che il testo fosse secretato, ma sappiamo bene che altri ne erano entrati in possesso ancor prima che venisse approvato.

Noi ci siamo battuti per riuscire ad averlo. Per garantire a tutti gli Operatori un utile servizio offrendo loro la possibilità, fino ad oggi negata, di valutare direttamente il fulcro di quanto andrà, negli anni futuri, a disciplinare la loro attività.

Buona lettura a tutti!
 
Carmelo Pezzino

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