Una doverosa risposta

In un recente numero dell'Informasoci, edito da Feniof, il signor Giovanni Castiglione, Presidente di Giliof, ha scritto una lettera aperta al Presidente Zaffarano che, dopo aver risposto privatamente, intende rendere pubblica la propria replica.
Caro Castiglioni,
Ti ringrazio per l'attenzione che hai voluto dedicare alla mia lettera aperta al Presidente Miazzolo; certo mi sarei augurato uno sforzo maggiore per comprendere e capire e non una totale mistificazione dei fatti e la costante opera di disinformazione nei confronti degli Associati Feniof!
Abbiamo sempre cercato di non alimentare polemiche con Feniof, nonostante le molte provocazioni, alcune francamente puerili. Abbiamo cercato il dialogo. Non lo scontro. Abbiamo cercato l'iniziativa comune nelle vertenze degli operatori verso gli ospedali, verso le Municipalità, verso le ASL ed anche in tutte le numerose e riuscite manifestazioni organizzate da Federcofit. Quale è stato l'atteggiamento Feniof in queste occasioni? Nulla, zero, chiusura totale al dialogo ed al confronto! È forse paura del nuovo che avanza o incapacità di una seria autocritica e di un processo di rinnovamento interno?
Permettimi di ristabilire un minimo di oggettività nei fatti, supportata dai documenti e non dalle opinioni dei singoli che potrebbero risentire degli scherzi del caldo o dell'età. Prima di tutto chiariamo bene un concetto fondamentale: Federcofit non è nata per difendere interessi di "residuali vecchi impresari" sui problemi degli ospedali, o sui monopoli dei Trasporti Funebri, o sulle convenzioni, o sul procacciamento.
Gli Operatori sanno bene ormai che Federcofit è nata per bloccare la totale svendita della nostra categoria e delle nostre attività agli interessi delle "Aziende Pubbliche", come era stato subdolamente previsto nella bozza del Regolamento del 1998, la cosiddetta "bozza Bindi", che Feniof aveva accettato in maniera miope e passiva. Federcofit, sostanzialmente da sola, con la sua azione continua ed insistente, alla luce del sole ed individuando nelle Regioni un interlocutore fondamentale, è riuscita a bloccare un Regolamento fatto male e addirittura letale per gli operatori privati di Onoranze Funebri e per i colleghi di altri comparti collegati.
Si dice che Feniof combatte da anni contro le "Municipalizzate", i Monopoli, le Privative, … ed ora, nel momento cruciale, al varo di una legge che potrebbe permettere a tutta la nostra categoria quel salto di qualità e quelle opportunità che ci consentirebbero di portarci al pari dei nostri colleghi europei, cosa decide Feniof? "Lasciamo che il Regolamento, concepito da Bindi, Bettoni, Fogli e compagnia bella, passi, poi, quando avremo verificato che l'imprenditoria privata è asservita alle aziende pubbliche, vedremo il da farsi". Come dire: "Prima sottoscrivo la mia condanna a morte, poi vedrò di fare ricorso!".
Per rispetto all'intelligenza dei miei colleghi, mi astengo dal commentare una tale scelta strategica dei vertici Feniof. Certo oggi la musica è diversa, la battaglia solitaria sostenuta da Federcofit ha dato risultati concreti e positivi a vantaggio di tutti, caro Castiglioni, anche a vantaggio Tuo e dei Soci Feniof. Questo era ed è il momento giusto per dare insieme una forte accelerazione nell'interesse di tutta la categoria, e cosa fa di nuovo Feniof? Si tira indietro e, mistificando la realtà dei fatti, cerca di accreditare questi risultati, ottenuti da Federcofit, come suoi, e non da ora, ma da lunga data!
È proprio vero che il lupo perde il pelo… Non vi è alcuna possibilità di risposta civile alle mere offese che la dirigenza Feniof esprime nei confronti degli operatori Federcofit: "Associati minoritari, residuali vecchi impresari, paladini dell'ancien regime, atti solo a compromettere la credibilità della Federazione, sveltoni che vorrebbero sedersi ad un unico tavolo imbandito per spartirsi la torta delle benemerenze,…".
Non è questo il solo esempio di malanimo nei nostri confronti, ma preferisco non continuare su questo terreno di insulti che dimostrano solo l'incapacità di ragionare da parte di chi li usa, preferendo quello del confronto costruttivo.
Per parte nostra continueremo nella nostra azione chiara e decisa, senza vincoli e servitù economiche o politiche, per consolidare i risultati fin qui ottenuti a favore di tutta la categoria . Ringraziando tutti coloro, imprenditori e non, che hanno dato un importante contributo alla radicale revisione del futuro Regolamento di Polizia Mortuaria, a partire dall'Avv. Ivan Melis, e dai tanti imprenditori che si sono impegnati a fondo nelle diverse realtà regionali: Alcide Cerato, della San Siro, e Mario Sciannameo, della Sofam-Varesina, di Milano, Piero Trebino delle Generali di Genova, Crespì e Spagnoli di Ofisa di Firenze, Sergio Gasparin di Padova, i Fratelli Martelli dell'Ifass in Abruzzo, Giannecchini di Vecchiano (PI), e tanti altri, troppo numerosi, che colgo l'occasione di ringraziare.
Certo lavoreremo ancora per l'unità della categoria, senza chiedere ai dirigenti Feniof di confluire in Federcofit, perché stanno benissimo dove sono e bastano a loro stessi. Continueremo a lavorare sul campo, insieme ai nostri colleghi operatori, come recentemente a Parma contro le privative comunali dei trasporti, o a Chieti contro le convenzioni di favore negli ospedali, o a Pisa contro lo strapotere delle Misericordie e Pubblica Assistenze, o a Torino per evitare la concorrenza sleale di una costituenda Società Pubblica, o a Genaova contro lo strapotere dell'Azienda Pubblica recentemente costituita… E continueremo a dire: "Feniof, se ci sei, batti un colpo!".
Chiudo, caro Castiglioni, assecondando il tuo desiderio di pace e di tranquillità per Feniof e per il suo Presidente Miazzolo. Ti posso assicurare che Federcofit continuerà a prendere tutte le iniziative che riterrà migliori a tutela della categoria, senza disturbare la serenità e la beata incoscienza che contraddistinguono i vertici Feniof. Sarete sempre i benvenuti a qualsiasi tavolo di confronto e, per quanto usa dirvi prudentemente l'avvocato Sala, che ben conosco, stimo e saluto, "siamo al casello dell'autostrada!…", posso solo suggerire: "Non state, come adesso, fermi in coda; noi abbiamo il telepass!" .
Un saluto da
 
Piero Maurizio Zaffarano


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