Dimore senza tempo

Fermo restando il fatto che continuo a sperare che il mio incontro con l'infinito avvenga il più tardi possibile (non parlo di un incontro spirituale o filosofico, intendo dire quello in cui sarò al Suo cospetto privo del corpo), il mio interesse per il cosiddetto "ultimo viaggio" continua ad essere assolutamente vivo e non c'è viaggio in cui non pensi a Oltre Magazine. Così l'affezione per questa elegante rivista rimane e, nonostante la mia collaborazione si sia diluita nel tempo, è con piacere che, quando le circostanze lo permettono, realizzo un servizio da proporre ai nostri lettori.
Queste circostanze si sono verificate di recente e con mia sorpresa in occasione di una vacanza in Corsica. Ho girato per alcune settimane in una zona specifica, la Balagne, una delle più belle ed esclusive di tutta l'isola. Si trova nel nord-ovest e si estende su un territorio che da spiagge stupende si inerpica su montagne aspre e pittoresche dove qua e là si trovano arroccati paesini davvero tra i più belli d'Europa.
Si arriva col traghetto a Calvì, antica roccaforte, storica sede della legione straniera, con la solennità medievale della cittadella e già dagli anni sessanta sofisticato luogo di ritrovo per vip e per celebrità cinematografiche.
Molto più interessanti i villaggi nell'interno caratterizzati da una architettura rurale, ma elegante, con le case di pietra addossate una all'altra e tra le quali si possono esplorare vicoli e gradinate che si perdono sotto suggestivi archi e volte armoniche. Quasi incontaminati sul piano architettonico o sapientemente ristrutturati sono peraltro molto evoluti su quello dell'accoglienza e dell'offerta commerciale e culturale.
Qua e là non mancano simpaticissimi posti di ristoro, boutique del gusto che vendono leccornie di ogni tipo, dai salumi al tipico liquore locale fatto con i limoni o con gli amaretti e i pani di ogni tipo. La presenza di numerose botteghe artigiane ha indotto l'amministrazione locale a istituire un percorso intitolato "Strada degli Artigiani" sulla quale sono segnalati i laboratori di produzione e vendita di pelletterie, ceramiche, tessuti, ferro battuto, giocattoli, strumenti musicali e quant'altro.
D'estate è un fiorire di sagre, fiere e spettacoli teatrali e musicali, mentre sulla costa si può godere di spiagge e di scogliere davvero meravigliose come a Punta Spano e ad Algaiola. Senza dubbio un piccolo paradiso, dotato di Club Med per i più mondani, ma anche della possibilità di vita selvaggia e di cinghiali allo stato brado per i più avventurosi.
I Corsi, a differenza di quanto comunemente si sia portati a credere, sono un popolo, almeno da queste parti, ospitale, complice forse la tradizionale vocazione turistica e di apertura ai viaggiatori della città di Calvì. Sono inoltre dotati di una certa propensione al sacro, come spesso capita presso popolazioni di tutto il mediterraneo, ma in maniera peculiare rispetto ad altre zone. Una caratteristica indicativa è la passione che hanno per il canto sacro polifonico, attività che interessa gran parte degli abitanti di Calvì, ma che raggiunge livelli di professionalità tali da valere l'organizzazione di un rinomato festival estivo che si va ad affiancare a quello, non meno apprezzato e conosciuto, di musica jazz. Nelle nostre esplorazioni ci siamo imbattuti, all'interno di antiche chiese, in prove di canto al lume di candela di appassionati e di seri professionisti.
Fuori dai villaggi la natura padrona sembra non avere fine e le pendici bruciate dal sole alternano macchia mediterranea e uliveti a perdita d'occhio, con qua e là vedute sul mare, su laghi e su picchi immersi nella nebbia. Il passaggio dall'atmosfera marina a quella montana con le capre e le mucche talvolta è sorprendentemente repentino.
Ma al di là delle bellezze del luogo e degli innumerevoli spunti architettonici, di svago e culturali, quello che mi ha fatto pensare in particolare all'Oltre sono state, ancora una volta, le tombe. In questo caso non si tratta di tombe qualsiasi, bensì, neanche a farlo apposta, di intere cittadelle costituite da casette sepolcrali, immerse in una natura meravigliosa.
Sì perché in tutta la Balagne le tombe spesso, anziché nei cimiteri, si trovano sparse sulle pendici dei monti e sono così numerose da caratterizzare fortemente il paesaggio. Non c'è scorcio dove non se ne individui una e talvolta sono molte tutte insieme così da venire a costituire un cimitero che sembra più un villaggio che un camposanto, come se i morti lì ci vivessero proprio.
Alcune sono piccoline, altre invece sono dotate di cancello, ingresso, finestre, tetto e diverse stanze. Alcune sono come gazebo, altre sembrano garitte, alcune sono isolate al centro di paesaggi mozzafiato, altre nei pressi dell'abitato.
Non appartengono a personaggi speciali, ma a persone comuni. È una usanza antica del luogo, tuttora in voga, seppellire le persone lì dove hanno vissuto, meglio se con vista mare o su un uliveto. Tutt'altro che macabre, conferiscono solennità agli scenari naturali in cui sono incastonate e danno la misura del rispetto che la gente di qui ha per se stessa e per la morte, quindi per lo spirito. Si trovano infatti spesso nei pressi di conventi e di monasteri all'interno dei quali i simboli della morte stessa non mancano.
A volte, come spesso capita anche altrove, i sepolcri si trovano sotto le chiese, forse perché il defunto era un personaggio di grande rilievo per la comunità, mentre in altre occasioni, nei pressi di piccole frazioni, abbiamo trovato semplici croci di ferro a costituire piccoli cimiteri quasi diroccati pervasi da una atmosfera magica e suggestiva. Una intera architettura sepolcrale, anche se semplicissima, a ricordare la continuità della vita e della morte e la sacralità dell'una come dell'altra.
Mi sono piaciute molto le casette dei defunti sempre lì, come punti di riferimento, come baluardi di un mondo antico, quasi a "resistere" in un tempo incalzante che di segni a cui riferirsi sembra averne sempre meno.
 
Mauro Villone

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