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Presentiamo la “Death Doula”

Comincia a diffondersi anche in Italia una nuova figura professionale: la Death Doula, il cui ruolo è accompagnare chi sta morendo e i suoi famigliari.

La Death Doula, o Doula della Morte, è una figura professionale, emotiva e spirituale molto diffusa in Regno Unito, Stati Uniti e Canada che accompagna tanto i morenti quanto i dolenti nel difficile percorso di accettazione della morte.

Per la sua formazione, è in grado di occuparsi sia degli aspetti spirituali sia delle incombenze pratiche che investono ogni famiglia alla fine della vita. Più conosciuta, almeno da noi, è la sua controparte che si occupa delle partorienti: la Doula della nascita, che anche in questo caso accompagna le neomamme prima e dopo il parto (a volte anche durante, ma solo se ha competenze ostetriche). La Doula della Morte, invece, offre assistenza, porta conforto spirituale e accompagna il morente e i suoi famigliari, riconducendo la morte a quello che è: una fase naturale della vita.

La Death Doula e il suo ruolo

Per far comprendere al meglio che cosa sia una Death Doula, riportiamo alcuni esempi di come può svolgere il suo ruolo, nei confronti del malato in fin di vita e della famiglia:
  • Pianifica gli ultimi giorni di vita del morente, coinvolgendo anche i congiunti, in un percorso che aiuta ad elaborare l’esperienza del morire.
  • Aiuta il morente a riconciliarsi con il passato, in modo da concludere in serenità la propria esistenza.
  • Asseconda i desideri del morente, creando attorno a lui uno spazio che possa farlo sentire a casa (indipendentemente dal luogo in cui si trova), ad esempio circondandolo di foto delle persone care e di oggetti a cui si sente legato.
  • Usa la musica, la luce e i profumi per stimolare i sensi e rilassare il corpo e la mente.
  • Illustra e spiega i segni che la morte lascia sul corpo e crea riti personalizzati per aiutare il morente e la famiglia a dire addio.
  • Si occupa di incombenze pratiche, lasciando più liberi i parenti di vivere il proprio dolore.
  • Rimane in contatto con la famiglia, anche nelle settimane successive, così da aiutarla a vivere il momento più difficile del lutto.

Come si diventa una Death Doula in Italia?

Fino al 2024, l’unico modo per svolgere questo ruolo nel nostro Paese era il volontariato, attraverso la rete delle cure palliative e delle Associazioni che assistono i malati a domicilio e negli hospice.
Poi, qualcosa è iniziato a cambiare. In dicembre è nata infatti la prima associazione di Doule della Morte in Italia, con tre obiettivi principali. Da un lato, svolgere un ruolo educativo e di sensibilizzazione sul tema della morte e del morire, mostrando entrambi come parti integranti del percorso di ogni essere vivente. Dall’altro, far conoscere le Death Doula e il loro ruolo di supporto emotivo e pratico delle persone in fine vita e delle loro famiglie. E infine, fornire una rete di supporto e di formazione a chi vuole intraprendere questa professione.
E sempre al 2024 risale la prima edizione del corso di alta formazione, creato da SO.CREM Genova: “End of Life Doula – Il sostegno alla persona e ai suoi riferimenti affettivi nelle fasi conclusive dell’esistenza”. Un corso a durata biennale, articolato in incontri mensili di approfondimento, lezioni accademiche, esercitazioni guidate, role playing, discussione di casi e tirocini accompagnati. Il corso è rivolto a tutti coloro che sono interessati ad acquisire conoscenze approfondite e strumenti adeguati a intervenire nella cornice della cronicità e del fine vita, a supporto delle persone malate e dei loro riferimenti affettivi.

Un’integrazione possibile?

Ci tengo a precisare che nel nostro Paese l’assistenza ai malati terminali e ai loro famigliari è disciplinata dalla Legge 15 marzo 2010, n. 38, “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”. Nonostante questo, secondo i dati diramati nel mese di maggio del 2025 dalla Società Italiana di Cure Palliative (SICP) e dalla Federazione Cure Palliative (FCP) risulta che «In Italia l’accesso alle cure palliative e l’assistenza alle persone affette da patologie croniche e inguaribili, pur con un trend in crescita, è ancora ben al di sotto dei livelli di sufficienza, attestandosi al 33% come media nazionale, con forti ed evidenti disparità territoriali e differenze regionali».
In questo quadro, l’integrazione della figura professionale della Death Doula non si presenta certo di facile attuazione. Nei Paesi citati – Regno Unito, Stati Uniti e Canada – queste professioniste lavorano non solo con le singole famiglie, ma soprattutto con i numerosi hospice presenti sul territorio, che in questo modo riescono a garantire un accompagnamento integrato e completo. Collaborano anche con le imprese funebri, che tengono a disposizione dei loro clienti un elenco di Doule della morte accreditate, e naturalmente con le Associazioni che assistono i malati terminali, creando una vera e propria rete di supporto.

La Death Doula come filosofia di vita

Da quanto detto finora, è evidente che la Death Doula potrebbe avere un impatto positivo sul modo in cui, in Italia, gestiamo la fine della vita, sia nei confronti di chi sta morendo, sia per accompagnare nel percorso i famigliari.
Ma non è solo questo: essere una Death Doula può rappresentare anche l’inizio di un cambiamento a livello personale. Come ha raccontato al sito Thecut.com, Alua Arthur, Death Doula statunitense che svolge questo ruolo dal 2012: «Essere a contatto con la morte mi ha reso più onesta. Le parole che non diciamo ci soffocano mentre moriamo. Le persone pensano di avere più tempo e quando realizzano di non averne, rimpiangono le cose non dette e le esperienze non vissute. Cerco quindi di fare quello che mi sento tutte le volte che posso».
Non è la prima – e non è l’unica – a dichiarare che il contatto quotidiano con la morte innesta un processo trasformativo, però dovremmo tutti imparare dalle sue parole e vivere ogni singolo istante come se il domani non ci fosse. O come meglio scriveva Lorenzo de’ Medici nel lontano 1490: “Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza”.
Per approfondire
Martina Frullanti, End of Life Doula: un nuovo approccio per accompagnare al fine vita, per la vita, maggio 2020, http://vivereilmorire.eu/
Charlotte Cowles, How Death Doula Alua Arthur Gets It Done, 19 ottobre 2020, www.thecut.com
End of Life Doula, corso di alta formazione, https://socrem-genova.org/
Per maggiori informazioni sulle cure palliative: www.sicp.it e www.fedcp.org
 
Alice Spiga

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