DANZE E COCCI DI TERRACOTTA

Presso gli Illiri, antiche genti che abitano fin dal VII secolo a.C. un vasto territorio oltre il litorale adriatico, il momento centrale della cerimonia funebre si svolge nel luogo in cui il defunto viene sepolto. Deposto a terra o in una fossa, il cadavere viene circondato da grandi pietre, quindi ricoperto da un miscuglio di terra e sassolini. Si erge così il "tumulo", la tomba più tipica di questi popoli, che si possono considerare i primi costruttori di bare della storia.
Veri cultori della medicina naturale, cacciatori, guerrieri, ma anche tenaci allevatori di bestiame, vivono nella penisola balcanica, che rendono fertile con intense coltivazioni di grano, miglio, orzo, legumi. Sono anche carpentieri abilissimi, conosciuti per questo un po' ovunque: costruiscono velocissime e snelle navi da guerra che i Romani tanto apprezzano da includerle nelle loro flotte prestigiose. Gli Illiri, vasto insieme di popolazioni che abita il territorio corrispondente all'ex Jugoslavia ed all'Albania, sono un grande esempio di abilità manuali ed inventiva, in tutti gli aspetti della vita: di loro, in queste terre, si hanno testimonianze per un lungo periodo, dal VII secolo a.C. a tutto il III secolo d.C..
Le molteplici occupazioni quotidiane, però, non distolgono gli Illiri da altre incombenze, più "spirituali": adorano le forze naturali, si rivolgono al dio Bindus che protegge le acque, specialmente le sorgenti, a lui sacrificano corna di capre. Medarus, raffigurato con la lancia in mano ed a cavallo, è invece il dio della medicina e delle pratiche magiche, campo in cui sono davvero famosi: sono infatti molto stimati i maghi della Pannonia e uno di loro, secondo le testimonianze, guarisce addirittura l'imperatore Adriano da una terribile febbre. E, soprattutto, venerano i loro morti, che diventano i veri protettori della famiglia, i punti di riferimento a cui si rivolgono per avere la giusta ispirazione in ogni circostanza.

IRIS E MONILI. La morte è un evento che coinvolge l'intera comunità. Ma la preparazione del cadavere è un fatto che riguarda la sola famiglia. Il corpo, dopo essere stato purificato con l'acqua, viene cosparso della fragranza dell'iris, fiore che cresce abbondante in tutto il territorio e che gode di una straordinaria popolarità per il suo gradevole profumo, tanto che viene impiegato anche come medicamento per una grande varietà di malattie.
Il defunto viene quindi vestito con l'abito più bello: di solito una sottoveste su cui viene infilato un abito cucito sulle spalle, fissato in vita da un fermaglio, d'argento o di bronzo. Molto spesso, vengono messe anche le calzature, realizzate con un solo pezzo di pelle che copre gran parte del piede. Se si tratta di una donna, il corpo viene ornato di ricchi accessori, soprattutto braccialetti ed orecchini di bronzo e talvolta anche d'argento. Molto diffusi sono anche i monili d'ambra, in modo particolare spille e pendenti a forma umana e animale, come cavallini ed uccelli acquatici. Agli uomini viene spesso lasciato il copricapo, accessorio tipico di queste popolazioni, che può essere di tre "modelli": a calotta, di forma conica, o sempre a forma di calotta ma con una tesa molto larga, tipico dei soldati.

INCENSO E OFFERTE DI CARNE. Nel luogo di sepoltura le donne del villaggio eseguono attorno al defunto, posto su un piano costituito da pezzi di legno e pietre, la danza funebre, battendosi il petto e piegandosi talvolta verso il cadavere, in segno di saluto.
Nel frattempo, i familiari rompono vasi di terracotta e li gettano sul cadavere. Al defunto viene anche fatta una offerta di carne, sia di animali domestici che di selvaggina. Spesso il luogo in cui si svolge la cerimonia è cosparso d'incenso. Esistono presso gli Illiri diversi tipi di sepoltura, che variano a seconda del territorio e del periodo storico: comunque, il più diffuso ed il più caratteristico è sicuramente quello a tumulo.
Secondo questa usanza il corpo viene prima deposto a terra o in una fossa e quindi circondato da pietre. Attorno al cadavere così protetto viene costruito un tumulo con terra e sassi, di solito di piccole dimensioni. In molti casi i corpi sono circondati da quattro lastre di pietra, ben lisciate, mentre una quinta viene usata come coperchio: sono le prime vere e proprie rudimentali bare della storia. Col passare del tempo, i defunti vengono posti in casse di pietra più "perfezionate", attorno a cui continuano ad erigersi i tumuli.

TUMULI DI FAMIGLIA E PER LE CENERI. Nei primi periodi i tumuli sono eretti per un solo defunto: tanto più importante è il rango che il trapassato occupa nella gerarchia sociale della tribù, tanto più grande è il tumulo innalzato sopra la tomba. Non sempre però la tomba accoglie un solo defunto sotto il tumulo. Spesso, sotto le stesse pietre, vengono sepolti i parenti: quelli più stretti sono posti vicino alla tomba centrale, quelli più lontani alla periferia del tumulo. Vicino ad alcuni tumuli sono stati anche individuati appositi spazi rettangolari, delimitati da pietre, destinati alle offerte al defunto. Oltre a quelli di grandezza comune, di diametro compreso tra uno e quattro metri e mezzo, sono stati trovati tumuli di dimensioni maggiori: si tratta di quelli costruiti per i principi e per gli uomini più importanti o valorosi della comunità, il più delle volte arricchiti da preziose suppellettili ed oggetti personali.
Se numerosissimi tumuli sono stati trovati lungo tutto il litorale adriatico, in Bosnia ed in Slovenia, diverse testimonianze della pratica della cremazione sono state rintracciate sempre in diverse zone costiere dell'Adriatico ed in Albania. La cremazione si diffonde già verso la fine del VI secolo a.C.: le ceneri vengono di solito depositate in urne di terracotta, ma alle volte sono seppellite direttamente nella terra. Durante la cremazione, che avviene nello stesso luogo in cui verranno lasciate le ceneri e dove si innalzerà quindi il tumulo, si svolgono le medesime cerimonie che accompagnano l'inumazione, dalla rottura dei vasi di terracotta, alla danza funebre.

RANNICCHIATI O SOTTO LE PALAFITTE. In alcune zone, il cadavere viene seppellito in posizione rannicchiata, una usanza che si pratica soprattutto nel periodo dell'arrivo dei Romani, nel II secolo d.C. e nelle epoche successive: anche in questo caso, sopra le spoglie viene eretto il tumulo.
Presso alcune popolazioni, è stata segnalata anche la tradizione di seppellire i cadaveri in bare di legno sotto le palafitte abitate: questo perché gli Illiri credono che i morti difendano i vivi da ogni male. I defunti diventano così le divinità protettrici del focolare domestico, a cui vengono fatte periodicamente offerte di bevande, in particolari e decorati recipienti di argilla.
 
Gianna Boetti

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