CORTEO con RISTORO

In Cina, quel che colpisce dei funerali, sono gli imponenti cortei intervallati da pause per il tè. Il lutto è in bianco; fiori e candele ornano il catafalco, su cui spicca una tavoletta con la foto del defunto.

Quello che può catturare maggiormente l'attenzione in un funerale cinese è il corteo funebre. Spesso può essere lungo un chilometro. A volte anche di più, visto che oltre ai congiunti, agli amici e ai conoscenti, sono numerosi i portatori di pennoni, stendardi e insegne. Questi accompagnatori sono il più delle volte piuttosto sparpagliati. Ciascuno va per conto suo o si formano piccoli gruppetti: così il traffico non viene interrotto e chi vuole si può fermare in strada per un rinfresco, in uno dei punti di ristoro piazzati lungo il percorso.

RITI FUNEBRI IN GIORNI PROPIZI
In Cina non è lecito fare un funerale in qualunque giorno dell'anno. Bisogna attendere una data auspicabile: tali giornate vengono scelte dagli esperti di "geomanzia", una tecnica divinatoria legata soprattutto alle religioni popolari, che consiste nel ricavare pronostici da segni tracciati sulla terra o dalla posizione di luoghi rispetto agli astri. Il giorno propizio viene detto "feng-shui". Con la geomanzia si studia anche la collocazione delle dimore, non solo dei vivi, ma anche dei morti, individuando i luoghi in cui si possono catturare le energie positive. Nell'attesa del giorno prescelto, la salma viene conservata intatta nella bara. Del cibo viene posto vicino al cadavere, accanto alla sua mano destra. Il corpo mortale viene vestito di abiti nuovi. Una curiosità riguarda le scarpe: le suole infatti non devono avere mai toccato terra prima.

IL GIORNO DEL FUNERALE
Il rito funebre è meticoloso. Nel giorno destinato alle esequie, la bara viene rinchiusa in un catafalco dai colori vivaci e dalle belle dorature; molti fiori sono racchiusi in ghirlande, numerose sono le candele e le lanterne di carta. Su una tavoletta viene incollata la foto del defunto e su di essa viene anche scritto il nome con l'indicazione dell'età e della condizione sociale che aveva tenuto in vita. La bara, così addobbata, viene trasportata a spalla dai portatori, che non sono mai meno di otto. Li precede un suonatore che batte il tempo della marcia con un apposito strumento a percussione. In Cina, il colore del lutto è il bianco. Nel corteo funebre spiccano semplicissimi abiti di cotone bianco: si tratta di una sorta di saio, senza orli, cuciture e il benché minimo ornamento. Si indossano anche cappucci in testa, sempre bianchi. Ai lati della strada che viene percorsa dal corteo sono esposte per terra iscrizioni che esaltano le virtù del defunto. Lungo la via sono anche sistemate tavole imbandite, a cui siedono i congiunti del morto, per consumare uno spuntino. Vengono allestiti pure tavolini per il tè, affinché tutti i partecipanti al funerale possano bere la loro bevanda preferita. Pertanto i funerali cinesi, anche se prevedono lamentele e pianti rituali, non sono un momento così triste e lugubre, ma un evento pieno di colore e di chiasso, cui corrisponde solamente il tono più cupo dei gong metallici lungo il corteo.

IL DOLORE DEI FIGLI
Si presume che il figlio che accompagna il feretro del padre o della madre sia così affranto dal dolore da non poter camminare da solo. Perciò ci sono delle persone, dette "pietose", che lo aiutano a rialzarsi ogni volta che, lungo il cammino, si inginocchia a terra, su un apposito cuscino. Questo comportamento viene attuato per invocare gli spiriti tutelari: il figlio, vestito di bianco in segno di lutto, si genuflette ogni dodici passi per rendere omaggio allo spirito del trapassato. Il periodo di lutto, per la perdita dei genitori, è di ventisette mesi.

LA CERIMONIA E IL CULTO DEI MORTI
La prima tappa di un funerale cinese è presso il tempio, dove si svolge una solenne cerimonia funebre. Siccome in Cina convivono tre culti, il buddismo, il taoismo ed il confucianesimo, capita spesso che ai funerali prendano parte i bonzi e i sacerdoti delle diverse fedi. Infatti in Cina la religione non costituisce un corpo unico, ma è composta da molte fedi e filosofie diverse. In generale, i cinesi non sentono di dover scegliere un culto determinato e così scelgono ciò che sembra loro più adatto o utile nei riti pubblici o privati.

Sull'altare del tempio dove si svolge la cerimonia funebre, viene esposta l'effigie del defunto, dinanzi alla quale parenti ed amici si genuflettono in segno di omaggio. Dopo il rito, la salma prosegue verso il cimitero: nella tomba si lasciano cibo, effigie in terracotta o in carta dei familiari, degli animali e degli oggetti preferiti del defunto. Raramente le tombe cinesi sono affollate in cimiteri, dove si trovano lapidi un po' retoriche e alle volte anche pessime sculture. Più spesso i cimiteri sono disseminati in un angolo soleggiato di qualche campo coltivato, di proprietà della famiglia, e le tombe disposte in un breve semicerchio.

Fonte di tutte religioni e filosofie cinesi è il culto degli antenati. Un culto che venne introdotto già intorno al 1100 a.c., al cui fondamento sta la pietà filiale prolungata oltre la morte. infatti le famiglie cinesi hanno in casa un altare, una sorta di tempietto in cui conservano delle tavolette, poste in piccole teche: ogni tavoletta rappresenta un antenato. In particolari circostanze (nascite, matrimoni) e anche quando si devono prendere decisioni importanti, vengono effettuate cerimonie attorno a questo tempietto.

L'ANIMA PER I CINESI
Quanto all'anima, i cinesi pensano che consti di più parti, le quali, una volta compiute le cerimonie funebri, si separano e ciascuna va per conto suo. Una se ne va in cielo, ai "campi elisi", o meglio al "palazzo celeste", situato presso l'orsa maggiore, un'altra rimane nella tomba per ricevere sacrifici e offerte di cibo. Quanto alla parte essenziale dell'anima, credono che si fermi sull'apposita tavoletta che, come abbiamo appena visto, viene tenuta sull'altare di famiglia, davanti a cui si compiono gli atti rituali del culto degli antenati, a cui si chiedono pure consigli e assistenza.

I FUNERALI DEGLI IMPERATORI
Assolutamente grandiosi. Gli imperatori cinesi avevano funerali così solenni che, al riguardo, basta ricordare un singolare aneddoto. Si racconta che il catafalco che portava la salma di un imperatore veniva trasportata da seicento portatori e la sua mole era tale che le vibrazioni rischiavano di far saltare il defunto dalla bara; quindi i portatori, seguendo gli ordini del loro capo, avanzavano solo di tre passi alla volta e poi si fermavano per alcuni minuti. Il corteo proseguiva così lentissimo. Tutto intorno si lanciavano in aria manciate di squame dorate: sarebbero servite al defunto nel mondo di là, erano il suo nuovo denaro.

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