Pandemia: iniziative solidali e scenari futuri

La pandemia ha avuto conseguenze rilevanti sul settore funebre e cimiteriale, ma è stata testimone anche di tante iniziative edificanti e ha contribuito ad accrescere l’uso della tecnologia nella gestione del lavoro quotidiano.

Quante sono state fino ad ora e quante saranno le vittime dell’epidemia di coronavirus nel nostro Paese quando tutto sarà finito, è ancora presto per dirlo. Intanto il rapporto stilato da Istat e Istituto Superiore di Sanità sull'impatto Covid-19 nel periodo più critico parla chiaro: mettendo a confronto i numeri della mortalità del mese di marzo 2020 con quelli della media del precedente quinquennio 2015-2019, il Nord Italia più la provincia di Pesaro e Urbino registrano un aumento del 91% (49.351 decessi contro la media di 26.218). Se poi vogliamo concentrare la ricerca sulle zone maggiormente colpite assistiamo ad incrementi impressionanti: Bergamo (+568%), Cremona (+391%), Lodi (+371%), Brescia (+291%), Piacenza (+264%), Parma (+208%), Lecco (+174%), Pavia (+133%), Mantova (+122%), Pesaro e Urbino (+120%).

Cifre sconcertanti che danno la misura delle drammatiche ripercussioni che si sono avute su tutta la filiera del settore funerario e cimiteriale, oltre che su quello sanitario e civile. Le immagini dei mezzi militari che hanno trasportato centinaia di feretri verso cimiteri e poli crematori di altre regioni per l’impossibilità di soddisfare all’impennata di richieste, sono diventate il simbolo di questa tragedia e rimarranno indelebili nella memoria di tutti noi.

I media nazionali hanno speso pochissime parole verso gli operatori funebri, anch’essi in prima linea al pari di medici e personale sanitario. Quando lo hanno fatto è stato quasi sempre, com’è purtroppo consuetudine, per denunciare qualche rara situazione poco edificante. Sono invece tante le storie esemplari di cui si sono resi protagonisti, quasi sempre sottaciute perché improntate sulla discrezione e mosse solamente da spirito di servizio. Non parliamo solo dei numerosi piccoli e grandi atti di solidarietà costituiti da donazioni e offerte a favore di enti e istituzioni impegnati nella ricerca o nella lotta al coronavirus, ma anche dello sforzo che si è reso necessario per adattare l’attività quotidiana alle esigenze contingenti. 

Al di là dei turni di lavoro massacranti, dall’aver messo a rischio la propria vita e dallo stress emotivo per far fronte ad una emergenza improvvisa ed enorme come questa, gli impresari funebri hanno dovuto inventarsi nuovi modi per onorare il defunto, ricoprire funzioni di psicologi e, qualche volta, farsi interpreti anche del ruolo del sacerdote, invitando alla preghiera o dispensando parole di conforto cristiano. In mesi in cui la celebrazione dei funerali è stata vietata o attuata in forme estremamente essenziali senza la partecipazione dei congiunti se non dei familiari più stretti, sono molte, ad esempio, le imprese che si sono organizzate per celebrare funerali in streaming. In questo modo parenti ed amici hanno potuto seguire le esequie dal proprio cellulare e, in alcuni casi, ricevere in seguito il video con la registrazione, a ricordo della persona scomparsa. Alcune agenzie hanno creato pagine sui social network per gli annunci funebri online oppure hanno implementato sui propri siti sezioni ad hoc, affinché il ricordo del proprio caro potesse essere condiviso con una platea più ampia. Sono tutti piccoli gesti di conforto, un modo diverso, reso possibile dalla tecnologia, per rendere partecipi i propri affetti di un’esperienza dolorosa e, anche in un periodo di isolamento, far sentire le persone comunque vicine.

Non solo gli impresari, anche le aziende si sono rese protagoniste di azioni importanti. Nell’ottica della condivisione digitale della memoria della persona scomparsa il portale di annunci funebri Cihalasciato.it ha messo a disposizione delle imprese la propria piattaforma in maniera gratuita collaborando attivamente anche nella stesura e nella pubblicazione degli annunci. All’inizio dell’emergenza Lastello, il portale di comparazione dei funerali, ha lanciato l’hashtag #InsiemeAiutiamoChiLotta utilizzando la propria tecnologia per coordinare gli aiuti accogliendo richieste e disponibilità tramite la compilazione di un modulo online.

Una bella storia di innovazione e vicinanza ci arriva dalla Repubblica Ceca, un paese relativamente risparmiato dal contagio del coronavirus. Ciò non di meno l’imprenditore Dalibor Novák, titolare dell’azienda Memory Crystal, colpito da quanto sta succedendo nel mondo, ha voluto dare un suo contributo per celebrare la memoria di quanti ci hanno lasciato in questo periodo. Autore del brevetto Eiwa, un albero commemorativo in vetro le cui foglie sono costituite da cristallo misto a ceneri, ha deciso la realizzazione di una struttura analoga, ma virtuale, dedicata alle vittime del Covid-19. Un progetto di respiro internazionale a disposizione gratuitamente di tutti coloro che hanno la necessità di ricordare, di salutare o rendere omaggio ai propri cari. L’albero virtuale è presentato su una piattaforma multilingue dove ogni foglia raffigura una nazione a cui è associato il numero totale di vittime costantemente aggiornato. Chi vi accede ha la possibilità di accendere una foglia per ricordare qualcuno che se n’è andato a causa del virus. Cliccando sul bottone una animazione mostra l’illuminazione della foglia, mentre un contatore registra il numero di accensioni per ogni nazione. Vi è anche la possibilità di aggiungere un messaggio di addio o di vicinanza ai superstiti.

Tutte queste iniziative, dalle più semplici dettate dalla contingenza del momento, a quelle più complesse, studiate per essere utili anche quando la pandemia sarà superata, sono segnali importanti che pongono nuovi interrogativi e nuove prospettive dando luogo ad una riflessione sull’evoluzione dell’attività dell’operatore funebre e cimiteriale nel prossimo futuro.

Le problematiche che abbiamo vissuto in questo periodo potrebbero rappresentare le opportunità di domani. É indubbio che, come da più parti si sente dire, “niente sarà più come prima” e questo vale per ogni settore economico, oltre che per la vita privata. Ci stiamo tutti riorganizzando: cambieranno molte modalità operative, così come saranno diverse la gestione degli spazi e le prassi che regolano i rapporti interpersonali. La tecnologia sarà il grande alleato, il mezzo che permetterà mutamenti altrimenti inimmaginabili, a cominciare dalle pratiche burocratiche, che potranno essere prevalentemente espletate online senza bisogno di recarsi negli uffici competenti. Condivideremo sempre più il lutto tramite i social o i messaggi whatsapp, così come affideremo alla rete i ricordi dei nostri cari defunti. La trasmissione in diretta delle cerimonie dell’addio diventerà una pratica comune che consentirà la partecipazione anche a coloro che non possono essere fisicamente presenti, ed anche le visite ai cimiteri diventeranno sempre più virtuali, superando i limiti imposti da distanze ed orari.

Queste sono solo alcune prospettive di scenari di un futuro assai prossimo dedotti da tendenze già in atto che ora l’emergenza Covid-19 ha accelerato determinando un balzo in avanti in un processo che sarebbe avanzato a passi più lievi. Siamo pronti a cogliere questa sfida?

 
Raffaella Segantin


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