La risposta di Asnaf&AS a Federcofit

Il nostro contratto è valido!

Replichiamo alla “Lettera del Presidente” a firma del Segretario Nazionale di Federcofit Giovanni Caciolli pubblicata come inserto al n. 6/2009 e costellata di gravi errori, di offese del tutto gratuite e di conclusioni discutibili.
Primo errore: il CCNL Asnaf&AS è valido ed efficace in quanto è stato rinnovato per il quadriennio 01.01.08 - 31.12.2011 con la conferma di tutto l’impianto e degli istituti contrattuali normativi disciplinati nel precedente contratto e con l’adeguamento dei trattamenti economici (come da accordo siglato il 16.03.09 con il Sindacato Fiadel e pubblicato sul sito Asnaf&AS).
Secondo errore: il contratto di lavoro a chiamata è tuttora vigente come stabilito dal D.L. n. 112/2008, poi convertito in legge.
Terzo errore: il contratto di lavoro interinale è stato abrogato dalla Legge Biagi e sostituito con il lavoro somministrato. Ad avviso di chi scrive, tale soluzione è meno conveniente rispetto al lavoro a chiamata tenuto conto: del superiore costo del lavoro (in considerazione del così detto “mark-up” applicato dalle Agenzie per il Lavoro in aggiunta al costo del lavoratore); dei tempi di reperimento del personale (più lunghi rispetto a quelli del lavoro intermittente con impegno alla disponibilità); della complessa fase di ricerca del personale cui le Agenzie per il lavoro soggiacciono e che si scontra con la necessità delle imprese funebri di reperire velocemente il personale; della scarsa preparazione del personale somministrato (in contrasto con gli obblighi di legge in tema di sicurezza sul lavoro).
Vero è invece che Asnaf&AS ha siglato un CCNL che ha disciplinato i contratti di lavoro introdotti dalla Legge Biagi (fra i quali quello “a chiamata”) e che ha previsto condizioni normative ed economiche competitive per incentivare le imprese ad assumere i lavoratori (non dimentichiamo che il “lavoro nero” nel settore ancora prolifera). Inoltre Asnaf&AS da anni si occupa della formazione del personale delle imprese associate attraverso corsi riconosciuti dalla Regione Lombardia e dalla Regione Emilia Romagna ed ha permesso la prosecuzione dell’attività a tutte quelle piccole e medie imprese funebri che, con l’entrata in vigore del Regolamento Regionale, avrebbero dovuto chiudere.
Auspichiamo quindi che, per il futuro, lo “scontro” tra associazioni appartenenti al medesimo settore si sviluppi su toni diversi, per consentire alle imprese di associarsi all’una o all’altra realtà a seconda dell’attività svolta e dei servizi resi agli associati e non su false rappresentazioni dei fatti.
 
Jorio Ronca - Presidente Asnaf&AS

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