Un inedito consorso di musica per cerimonie funebri

L’iniziativa di un noto impresario funebre trevigiano per rinnovare il repertorio di musiche da eseguire durante i funerali.

La musica è una delle più antiche espressioni artistiche dell’umanità che segna e accompagna i momenti più importanti della vita e allo stesso tempo è un mezzo per comunicare i nostri stati d’animo. Nella patria della musica per eccellenza, dove nell’immaginario collettivo degli stranieri più o meno tutti gli Italiani sanno cantare e suonare uno strumento, manca una vera tradizione che riguarda l’uso della musica nelle cerimonie funebri.

Se ne è perfettamente reso conto Ivan Trevisin, titolare dell’omonima impresa funebre di Treviso, che non è stato a guardare e ha deciso di fare qualcosa per colmare questo vuoto. Coinvolgendo l’associazione Musincantus ha dato vita ad un singolare progetto: il primo concorso internazionale di composizione ed esecuzione denominato “Due sotto #Ivantrevisin” (dove “due sotto” sta ad indicare la profondità espressa in metri in cui viene collocata la bara nelle sepolture), patrocinato dal Comune di Treviso. Una iniziativa specificatamente dedicata alla composizione di musica di genere funebre, pensata sia per cerimonie religiose che laiche.

Il concorso ha operativamente preso le mosse all’inizio del 2019 ed ha visto l’interessamento di numerosi artisti dei più disparati stili musicali e il sostegno di diverse realtà locali sensibili a questa forma di arte.

In Italia, rispetto a quanto avviene nei Paesi stranieri, nei riti di commiato la musica non è per nulla valorizzata - ha dichiarato Ivan Trevisin in occasione della presentazione del concorso alla stampa - e la sua mancanza impoverisce o addirittura svuota il rito eliminando quella dimensione di bellezza e di conforto che sostiene gli animi e rimane impressa nei cuori di chi partecipa alle esequie. La scelta crescente di cerimonie laiche da parte di molte famiglie ha accentuato ancor più questo vuoto per la difficoltà di trovare brani adatti a salutare il proprio caro. Ma ritengo che anche in ambito religioso ci sia bisogno di nuovi stimoli”.
Da qui l’idea di un concorso internazionale di musica per funerali, il primo di cui si abbia notizia. Ai compositori e musicisti che vi hanno preso parte è stata data la possibilità di presentare un brano originale o la rivisitazione di un pezzo noto. Non è stato imposto alcun genere preciso, gli artisti hanno avuto piena libertà di espressione. Dopo una prima fase eliminatoria, avvenuta a porte chiuse, i finalisti si sono ritrovati lo scorso 10 novembre a Treviso, nell’auditorium di Santa Caterina, dove si sono esibiti al cospetto di una giuria di esperti per contendersi il titolo.

Il vincitore è stato proclamato davanti ad un’ampia platea di circa quattrocento amanti della cultura e della musica che hanno sfidato i consueti tabù legati all’argomento. Il massimo riconoscimento e un premio di 500 euro è stato assegnato a Carlo Colombo con la canzone Ridere di me, una ballata in stile swing che ha fatto rivivere le atmosfere nostalgiche ed agrodolci dei film di Woody Allen a cui l’autore si è ispirato. Il testo è una sorta di testamento rivolto da chi deve “partire” a coloro che restano, un vero e proprio flashback di ricordi che attestano il fatto che la nostra vita non finisce, ma si trasforma. Gli altri tre finalisti, tra i dieci concorrenti iniziali, sono stati Marinella Smiderle con la canzone Dall’altra parte, Davide Vettori con Più in là e la banda della Città di Mogliano Veneto diretta dal Maestro Martino Pavan con la canzone Il ritorno.

Il valore aggiunto di questo concorso, che tratta il delicato tema del commiato - ha affermato Ivan Trevisin al termine della giornata conclusiva dell’evento - è stato quello di poterne parlare tranquillamente e pubblicamente in una modalità per così dire “meno funebre” e celebrare il valore di una vita vissuta, più che il definitivo trapasso”.
Una iniziativa lodevole che punta a servizi funebri di maggior qualità dove vengono messi in primo piano il tributo al defunto e l’attenzione nei confronti dei parenti. Ora, dopo il positivo riscontro di questa prima esperienza che ha incuriosito e avvicinato al tema mass media e pubblico, si stanno già pensando a future edizioni.
 
Raffaella Segantin


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