Il cimitero in fondo al mare

Posate le prime 23 strutture che andranno a formare il primo cimitero sommerso dell'America Latina.


Lo scorso 20 settembre nella zona di Porto Progreso, al largo delle coste dello Yucatan, in Messico, è stato inaugurato il primo cimitero sommerso dell’America Latina. Una celebrazione pubblica introdotta da una suggestiva cerimonia Maya ha dato il via all’operazione di collocamento sul fondale marino di 23 strutture in calcestruzzo (a cui ne seguiranno presto altre dieci) su cui sono state fissate dalle 20 alle 25 targhe commemorative per ogni unità, riportanti i nomi e le date di nascita e di morte di persone decedute nel 2020 che, a causa della pandemia, non hanno potuto avere una degna funzione.

Oltre a voler rendere uno speciale omaggio ai cari estinti, uno dei principali obiettivi di questo originale progetto è quello di favorire lo sviluppo della barriera corallina sempre più minacciata dal cambiamento climatico e dalle attività umane. Gli elementi depositati sul fondo, simili a grosse palle bucherellate, per la loro particolare conformazione e la loro superficie porosa costituiscono infatti un ambiente ideale per i pesci e la vita sottomarina in genere, incentivando così lo sviluppo del corallo. Un modo inconsueto ma efficace per dare un concreto aiuto nel preservare un ecosistema fragile e allo stesso tempo indispensabile per la tutela della biodiversità e per garantire la molteplicità di specie ittiche, oltre che per proteggere le spiagge più a rischio di erosione.

L’idea è stata concepita e successivamente realizzata in occasione dell’edizione 2020 di “Mundo Unido por la vida”, una iniziativa a livello internazionale voluta da Alpar (l’associazione latino-americana dei cimiteri e dei servizi funebri) che dal 2012 ogni anno promuove eventi volti a celebrare la vita.
"Quest'anno è un anno particolare - afferma Andrés Aguilar Heck, presidente di Alpar nonchè della Senoriales Corporación de Servicio in Guatemala e Messico - perché abbiamo perso tanti parenti ed amici e per giunta non siamo stati in grado di salutarli in modo adeguato. Questo progetto è stato pensato anche per dare conforto a coloro che hanno dovuto separarsi dai loro cari in un frangente così drammatico e poterli ricordare in un modo davvero speciale”.

Nelle settimane precedenti lo staff si è impegnato a contattare le famiglie che hanno perso un congiunto a causa della pandemia, offrendo loro la possibilità di aggiungere, senza alcun costo, il nome del loro defunto sulle placche da fissare a questi scogli artificiali e ad oggi sono più di 1.000 i nominativi incisi. L’operazione è stata gestita in collaborazione con la fondazione Reef Ball International che ha sommerso più di un milione di queste strutture negli oceani di tutto il mondo al solo scopo di preservare e facilitare  lo sviluppo delle barriere coralline. Successivamente, con la creazione della divisione Reef Ball Memorial, l’esperienza in questo campo è stata implementata con l’inedita idea di dar vita a memoriali sott’acqua.
 
Presto questo luogo diventerà un vero e proprio cimitero perché, come aggiunge Aguilar Heck “è previsto che all’interno di queste anfore a breve si potranno collocare i resti di cremazione dei propri cari, sotto forma di perle, affinché possano riposare per sempre in fondo al mare generando nuova vita”.

Le acque nel tratto di costa in cui sono state collocate sono generalmente calme, poco profonde con una temperatura mite e presentano le condizioni ideali per un’immersione, così che anche i meno esperti possono, se vogliono, scendere per un momento di  raccoglimento o un ideale saluto.

Molte persone da ogni parte del mondo hanno seguito in streaming l’evento coordinato da Cristina Espinosa che ha diretto le operazioni di carico delle strutture su una barca per essere successivamente poste sul fondale da  sub esperti. Per coloro che hanno scelto ricordare il proprio caro in questo modo è stato un momento molto emozionante in cui hanno finalmente potuto congedarsi con serenità e riconciliarsi con la vita, come testimoniato i toccanti commenti lasciati sulle piattaforme social.

Il cimitero al largo delle coste messicane non è l’unico al mondo, ma è il primo dell’America latina, come confermano con orgoglio gli ideatori. Il più famoso è il Neptune, situato nei mari della Florida, un camposanto sommerso che replica l’impianto del cimitero classico, con tanto di viali, tombe e statue: l’unica differenza è che per visitarlo ci vogliono muta e bombole!

Esiste qualcosa anche nel nostro Paese ed è la magica cornice di Venezia a fare da sfondo al primo memoriale sott’acqua attuato nel Mediterraneo a cura della Reef Ball Memorials. Il tutto è partito lo scorso anno su iniziativa dell’imprenditore trevigiano Moreno Buogo che ha coniugato la sua passione per le immersioni con la cura della tutela dell’ecosistema marino e con la sensibilità nel voler onorare in un modo inedito la memoria di chi non c’è più.
 
Raffaella Segantin


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