La grande bellezza di Roma nei suoi cimiteri

Il Cimitero Monumentale del Verano di Roma, uno dei più famosi ed apprezzati del mondo, è un luogo di arte, storia e memoria in perfetta armonia con la città dei vivi.


Lungo la Via Tiburtina, appena fuori dalle mura Aureliane, si erge il maestoso cimitero del Verano, che da secoli continua a svegliarsi ogni mattina baciato dal sole di Roma. L’area in cui sorge oggi era stata già preposta da tempi remoti all’inumazione delle salme. Prima della realizzazione del cimitero, infatti, le catacombe di Santa Ciriaca, sviluppate su cinque livelli sotto l’attuale basilica di San Lorenzo Fuori le Mura, erano già luogo antichissimo di sepoltura. La Basilica di San Lorenzo è stata ed è tutt’ora quell’elemento di unione temporale tra la primissima necropoli romana e l’attuale camposanto.

La Storia

Il Verano non è solo un cimitero monumentale, ma fa parte della nostra memoria collettiva il cui grande patrimonio in esso custodito lo rende un vero e proprio museo a cielo aperto. La sua storia è lunga e articolata: il nome Campo Verano deriva dal lotto di terra di proprietà dell'antica famiglia dei Verani, gens senatoria al tempo della Repubblica Romana, su cui il cimitero è stato costruito. Il progetto moderno è stato affidato a Giuseppe Valadier ed ha visto la sua consacrazione nel 1835. I lavori sono poi proseguiti fino al 1871 sotto la guida dell’architetto Virginio Vespignani, illustre professore dell’Accademia di San Luca, che ha realizzato il maestoso Quadriportico in cui si accede dall’ingresso principale, la Chiesa di Santa Maria della Misericordia e il Pincetto.

Successivamente, dal 1883 con la firma dell’architetto Gioacchino Ersoch, è stato realizzato il nuovo progetto di ingrandimento. Questa nuova area ha visto la creazione di una zona riservata alla sepoltura dei defunti di religione ebraica, la sistemazione degli spazi dedicati alle sepolture acattoliche, il Viale delle Cappelle, la decorazione del Pincetto nuovo e la costruzione del Serbatoio dell’Acqua Marcia, un imponente edificio a pianta circolare.
Il nucleo originario del cimitero è stato successivamente ampliato per accogliere nuove salme e la configurazione attuale è stata ultimata dopo il bombardamento di San Lorenzo che ha danneggiato parte dell’area antistante il sacrario militare, il Pincetto e l’ingresso del Quadriportico.

Diverse fasi, diversi stili

Le diverse fasi costruttive e le vicissitudini di cui il Verano è stato attivo spettatore lo hanno reso testimone dell’evoluzione architettonica ed artistica dalla metà dell’Ottocento fino al XX secolo.Ogni dipinto murale ed ogni monumento funebre rappresenta l’espressione di un diverso stile e di una diversa corrente architettonica che insieme tessono la trama della storia che rappresenta la nostra collettività. Ad esempio, proprio nel Quadriportico, i dipinti murali rappresentativi di una espressione ortodossa convivono con l’Eclettismo della seconda metà dell’Ottocento e con il Gothic Revival.

All’interno del Verano sono presenti tipologie di monumenti e tombe funebri molto diverse tra di loro, pertanto da un punto di vista architettonico ed urbanistico il Verano è un complesso assai significativo perché custodisce l’operato di tre generazioni di architetti, ingegneri, artisti e scultori che hanno lavorato attivamente anche alla realizzazione di opere significative all’interno della città di Roma. In questo modo la città dei morti appare come un insieme di opere che si innestano perfettamente in un tessuto urbano in continua evoluzione.

La prima generazione di architetti che ha contribuito notevolmente alla progettazione ed alla costruzione del cimitero monumentale è quella che ha gestito la prima fase, di cui Valadier e Vespignani sono alcuni tra gli attori principali. La seconda generazione è costituita dagli architetti ed ingegneri che sono stati gli artefici degli interventi urbanistici romani più significativi realizzati durante l’unità d’Italia. All’interno del Verano hanno realizzato alcune delle cappelle più interessanti della zona del Pincetto. La terza generazione, infine, è di notevole interesse perché riguarda una figura professionale nuova che si innesta tra l’urbanista e dell’ingegnere. È la figura dell’architetto inteso come un professionista completo capace di integrare nelle sue competenze l’aspetto tecnico, artistico e culturale. Tra le opere degli esponenti della terza generazione del Verano troviamo ad esempio Marcello Piacentini e Vincenzo Fasolo.

Una città “viva”

L’ingresso principale da Piazza del Verano rappresenta la soglia che unisce e separa la città dei morti dalla città dei vivi; è un ingresso solenne costituito da tre arcate in laterizi e travertino sorvegliato da quattro statue imponenti a guardia di quel giardino esteso per ben 83 ettari; sono le statue che rappresentano la Meditazione, la Speranza, la Carità ed il Silenzio e stanno a ricordare in qualche modo lo stato d’animo con cui si dovrebbe varcare quella soglia.
Entrando ci si rende conto di essere all’interno di una città viva, in cui ogni lapide ed ogni monumento ci parla: i dipinti di Filippo Severati (Roma 1819-1892) ne sono l’emblema. I suoi ritratti sono volti attenti che scrutano ogni passante e ci lasciano un’immagine chiara ed assolutamente realistica dell’alta borghesia di metà Ottocento: dagli abiti, dai gioielli e dalle acconciature dei ritratti, si intuiscono infatti lo stato sociale e lo stile di vita dell’epoca. Anche la tecnica pittorica, rimasta incredibilmente segreta fino alla sua morte, è molto importante: le sue opere sono realizzate in smalto su lava che ha consentito un perfetto stato di conservazione nonostante siano rimaste per oltre un secolo all’aperto. I suoi ritratti esprimono il tema dell’eternità che si evince da un lato dalla durabilità delle sue opere, dall’altro dalla rappresentazione dell’ultima immagine del defunto che oggi rientra nella nostra memoria collettiva.

I progetti di AMA Cimiteri Capitolini

La memoria va coltivata con dedizione ed amore ed ecco perché AMA Cimiteri Capitolini ha reso possibile due grandi progetti: un nuovissimo canale YouTube che raccoglie i tour virtuali all’interno del cimitero monumentale, grazie ai quali si può fruire di percorsi tematici restando comodamente a casa e il progetto culturale “Una passeggiata tra i ricordi” che consiste in una ricca serie di itinerari culturali volti a promuovere il vastissimo patrimonio che qui è custodito. Ogni percorso è una passeggiata onirica che porta lo spettatore ad immergersi completamente in una realtà di cui con ogni probabilità non conosceva neppure l’esistenza.

Gli itinerari toccano temi complessi come la storia dei personaggi di spicco: da coloro che hanno partecipato attivamente al Risorgimento e all’Unità d’Italia, ai protagonisti della prima e della seconda guerra mondiale, fino ad arrivare ai grandi poeti, scrittori, artisti, attori, musicisti e registi. Insomma da Goffredo Mameli a Nino Manfredi, incontrando Trilussa, Gabriella Ferri, Sibilla Aleramo, Bud Spencer, Alberto Sordi e Vittorio Gassman, il viaggio è ricco di tanti commoventi ricordi. É proprio qui che i nostri ricordi personali si fondono con quelli di una memoria condivisa in cui ritroviamo gli illustri personaggi che abbiamo studiato sui libri di scuola, i poeti sulle cui poesie ci siamo innamorati tante volte e i personaggi dello spettacolo che visti da un altra prospettiva ci sembrano molto più vicini di quanto non lo fossero mai stati.

Passeggiare al Verano significa andare alla ricerca delle nostre radici perché se non sappiamo da dove veniamo, non sappiano neppure dove vogliamo andare.
 
Miranda Nera


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