Il Cimitero degli Inglesi

Un’isola di pregio architettonico e artistico in mezzo alla città di Firenze.


Firenze, culla del rinascimento ed officina d’arte e architettura, è sempre stata patria di un popolo aperto ed accogliente. A partire dal 1828 la Chiesa Evangelica Riformata Svizzera ha acquistato un bel terreno appena fuori le mura della città per realizzarvi un camposanto destinato alle sepolture non cattoliche. Tuttavia, anche se di proprietà degli Svizzeri, nel linguaggio comune il luogo di sepoltura è sempre stato chiamato “Cimitero degli Inglesi”; dopotutto proprio gli inglesi erano la comunità più numerosa a Firenze e ancora oggi quel luogo sacro si chiama così.

Caratteristiche architettoniche e decorative

La sorte del Cimitero degli Inglesi è legata ai forti cambiamenti urbanistici che Firenze ha subito a partire dal 1865, periodo in cui nella città medicea venne apportata una profonda trasformazione strutturale per prepararsi degnamente a diventare la Capitale del Regno d’Italia. L’architetto Giuseppe Poggi, che ha guidato il progetto di risanamento, ha cercato di sopperire alle nuove esigenze economiche e sociali della città rimodellando il tessuto urbano. Lavorando sull’espansione territoriale ha demolito le mura e ridisegnato Piazzale Donatello incastonando il cimitero al centro ovale tra le due carreggiate di un’importante arteria stradale. Si trova in posizione elevata e ben visibile dall’esterno tramite una grande cancellata.

Se è vero che ogni luogo ha la sua storia, quella del camposanto degli inglesi è cambiata con il rinnovamento della città. Il cimitero infatti è diventato un’isola urbana e i suoi visitatori, varcata la soglia, vengono proiettati in una realtà multiforme e multiculturale che lascia senza fiato. Il cimitero protestante accoglieva anche russi, greco-ortodossi, ebrei ed in genere tutti coloro che non abbracciavano la religione cattolica.

Da un punto di vista architettonico, il grande ovale del cimitero rappresenta un’isola verde che rompe la monotonia dell’asfalto e del cemento. Il fascino di questo luogo è rappresentato proprio dal contrasto apparente con la città, il suo caos e i suoi rumori. L’isola dei morti, infatti, è un luogo suggestivo ricco d’arte e di rappresentazioni simboliche in cui i diversi modi di concepire la morte si legano in un unicum architettonico che si amalgama alla perfezione.

Le ricche decorazioni delle tombe rimandano a paesaggi lontani e seducenti in cui la relazione con diverse culture vede l’apice nell’interessante legame con l’Egitto e le sue logiche espressive. E se l’antico Egitto celebrava la morte tramite il simbolo dell’obelisco e della piramide, nel cimitero fiorentino spiccano innumerevoli monumenti legati alla simbologia del sole.
Le piramidi, tombe divine intese come elementi di congiunzione per raggiungere l’aldilà, e gli obelischi, rappresentazione della pietra sacra benben a Heliopoli in Egitto, erano proprio  considerati come la prima manifestazione del dio Sole. Tutti i motivi egizi presenti sulle tombe del Cimitero degli Inglesi sono legati al simbolo della rinascita e della resurrezione, così come l’immagine del disco solare che si trova molto spesso scolpito sulle tombe. Anche lo scarabeo alato è identificativo dell’idea di rinnovamento che porta la morte con la resurrezione dell’anima.

Il Cimitero degli Inglesi raccoglie le tombe di defunti appartenenti ad oltre 16 diverse nazionalità, ospitando personaggi famosi che hanno trovato a Firenze la propria casa. Tra questi la poetessa inglese Elizabeth Barrett Browning, l’illustratrice statunitense Francesca Alexander, la scrittrice inglese e critica letteraria vittoriana Frances Trollope, lo scrittore Giovan Pietro Viesseux, Bartolomeo Odicini, medico di Anita Garibaldi e molti altri.

Il fantasma di Lord Byron e altre storie

Il Cimitero degli Inglesi, come molti luoghi monumentali, ha da sempre un alone di fascino e mistero, forse anche per la natura stessa delle sue sculture funebri. Una delle storie più famose e conosciute è quella che riguarda il fantasma del noto poeta e scrittore Lord Byron. Alcuni scritti riportano che Byron sia sepolto proprio nell’isola dei morti a Firenze ma in realtà, mentre le spoglie del poeta sono state deposte a Hucknall Torkard in Inghilterra, nel Cimitero degli Inglesi è stato tumulato Demetrio Corgialegno che combattè al suo fianco. Ma molti sono sicuri che se avrete la possibilità di recarvi all’interno dell’isola dei morti all’ora del tramonto potrete incontrare il poeta che vaga tra le tombe, forse per fare visita a vecchi amici come lo stesso Corgialegno.

Sembrano più fondate le storie che riguardano l’influenza che il Cimitero degli Inglesi ha avuto su artisti e pittori. L’isola dei morti avrebbe ispirato uno dei quadri più famosi del mondo, opera del pittore svizzero Arnold Bocklin, raffigurante proprio il suggestivo cimitero. La figlia del pittore, non a caso, è una delle ospiti illustri di questo luogo sacro. Il pittore realizzò ben 5 versioni del quadro. Anche Emily Dickinson sarebbe stata ispirata dal cimitero nelle sue opere.

Il Cimitero degli Inglesi è un luogo unico al mondo, che col suo fascino magnetico suscita ancora oggi l’interesse di tutti coloro che sanno apprezzare l’arte e l’architettura oltre ad essere estremamente suggestivo.
 
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