Un cimitero da vivere

Per il decimo anno consecutivo Bologna apre le porte del cimitero monumentale della Certosa ad iniziative culturali ed artistiche che fanno parte integrante del cartellone estivo della città.

Anche quest’anno il Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna diventa protagonista delle iniziative culturali estive della città. Artefice e curatrice del progetto è l'Istituzione Bologna Musei | Museo civico del Risorgimento che da dieci anni organizza questa singolare manifestazione che intende valorizzare e promuovere lo straordinario patrimonio storico-artistico conservato in questo particolare sito, con l’intento di avvicinarvi un numero sempre maggiore di cittadini e visitatori.

I percorsi guidati

Dal 24 maggio al 26 settembre, il cimitero felsineo ospita una vasta e variegata serie di eventi (circa una cinquantina!) che spaziano da rappresentazioni teatrali a visite guidate diurne e serali, da conferenze a percorsi tematici per conoscere il più imponente complesso monumentale della città. La spettacolarità del luogo offre una preziosa cornice che racchiude diverse scenografiche ambientazioni in cui è possibile ammirare un catalogo unico di linguaggi e stili artistici – tra scultura, architettura e arti applicate – dal gusto neoclassico fino alle istanze moderne attraverso il Romanticismo, il Verismo, il Liberty e il Classicismo del XX secolo.
Due i principali temi-guida in cui si articola il Calendario 2018 che sottolineano la funzione della Certosa come luogo di memoria civica collettiva: il centenario della Grande Guerra e la storia di Bologna nel cosiddetto “Lungo Ottocento”, ossia il periodo compreso tra l’età napoleonica e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale (1796-1915)  in cui la città ha assunto quei tratti distintivi che la connotano ancora oggi da un punto di vista urbanistico, sociale, culturale e di autorappresentazione.

Il primo appuntamento si è tenuto il 24 maggio, data dell’anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915, con lo spettacolo “Il Piave Mormorava”, un racconto sulla nostra storia che partendo da quell’evento brutale che fu la Prima Guerra Mondiale ha riproposto  i valori del pacifismo e della convivenza tra i popoli e le generazioni.

Tra le varie iniziative in programma, vogliamo citare “Così si gioca solo in paradiso. Il Pantheon rossoblu della Certosa”, un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di calcio che si snoda in un suggestivo itinerario per ricordare e rendere omaggio ai grandi campioni del Bologna Football Club.

Per gli amanti del brivido sono stati invece messi a punto alcuni percorsi notturni che intendono indagare il lato oscuro del cimitero e della città soffermandosi su dettagli insoliti, svelando simboli arcani e raccontando storie di delitti. scandali e passioni che hanno caratterizzato la cronaca locale nei secoli.

Non manca un capitolo dedicato all’amore: “Finché morte non vi separi. Amori e passioni senza confine” è la visita guidata che racconta vicende di profondi affetti  e di relazioni tormentate che si celano dietro a molti monumenti.

Le iniziative della Certosa si integrano con altri eventi che si tengono in città diventando parte di un progetto globale che coinvolge altri musei e luoghi di interesse del capoluogo emiliano.
A bordo del City Red Bus (l’autobus turistico scoperto) sarà così possibile partecipare a due interessanti percorsi tra la Certosa e due sedi dell’Istituzione Bologna Musei. Il primo, “Alla scoperta della Bologna napoleonica” parte dal Museo civico del Risorgimento – che conserva le memorie di Gioacchino Murat, Re di Napoli e cognato di Napoleone – per seguire le tracce lasciate da Napoleone in città fino a raggiungere il cimitro, dove la scultura raffigurante Murat campeggia sulla sepoltura della figlia Letizia. Il secondo “Volti, storie e opere di Bologna. Custodire la storia, rinnovare la memoria” ha invece origine dalle Collezioni Comunali d’Arte di Palazzo d’Accursio alla scoperta di alcune opere che per un certo periodo sono state custodite in Certosa, per terminare poi al cimitero con una visita notturna tra arte e memoria.

La mostra

Parallelamente alle visite nel complesso cimiteriale, in centro città presso il Museo civico del Risorgimento, dall’1 al 15 luglio, è stata allestita la mostra "Un cimitero che si può chiamare Museo. Opere e artisti della Certosa di Bologna" che illustra l’imponente raccolta di opere d’arte en plein air disseminata tra le mura e le cappella del camposanto cittadino.
L’esposizione  ha voluto  porsi come un ulteriore spunto di riflessione sulla ricchezza del patrimonio conservato nelle sale e nei chiostri della Certosa, sul numero impressionante di artisti che vi operarono e su come nasceva un'opera da un primo segno grafico fino all'esecuzione finale realizzandosi in  affreschi o sculture in stucco, marmo e bronzo. In mostra sono stati presenti una quarantina di opere oltre ad una selezione di oggetti e documenti donati al Museo civico del Risorgimento dal 2009 ad oggi, insieme a un consistente nucleo di lavori inediti provenienti da due collezioni private. L'esposizione è stata arricchita da un'interessante mostra fotografica realizzata dal gruppo Arti Visive dell'Associazione Amici della Certosa.
Il Calendario delle manifestazioni legate alla Certosa ha avuto inizio in occasione dell'annuale “Settimana alla scoperta dei cimiteri europei” promossa dall'ASCEAssociation of Significant Cemeteries in Europe, il network di organizzazioni pubbliche e private di cui fa parte anche il cimitero della città felsinea, attivo in prima linea nel processo di valorizzazione del patrimonio cimiteriale italiano, che da anni SEFIT Utilitalia sta sostenendo in modo rilevante. A questo proposito ricordiamo che nel  2016 è stato raggiunto un importante traguardo che ha visto la firma di un protocollo di intesa con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali volto identificare una serie di azioni condivise per individuare e promuovere al meglio il valore artistico dei nostri cimiteri.
Iniziative come quelle di Bologna sono particolarmente apprezzabili anche per la loro funzione sociale oltre che turistico-culturale: rappresentano infatti un modo diverso di vivere e valorizzare i luoghi simbolici del territorio scoprendone i piccoli tesori nascosti e i tratti inaspettati della storia di una comunità.



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