Rotastyle

Un cimitero che si può chiamare museo

Le opere e gli artisti della Certosa di Bologna in mostra dal 3 giugno al 15 luglio.


Si è inaugurato venerdì 1° giugno alle ore 17.30, presso il Museo civico del Risorgimento di Bologna, il progetto espositivo "Un cimitero che si può chiamare Museo. Opere e artisti della Certosa di Bologna" che illustra la natura di imponente raccolta di opere d’arte en plein air disseminata nel Cimitero Monumentale di Bologna.
La mostra vuole porsi come spunto di riflessione sulla ricchezza del patrimonio conservato nelle sale e nei chiostri della Certosa, sul numero impressionante di artisti che vi operarono e su come nasceva un'opera da un primo segno grafico fino all'esecuzione come affresco o scultura in stucco, marmo e bronzo.
La Certosa di Bologna fu meta per tutto l'Ottocento del turismo internazionale. Tra le personalità che ne ammirarono grandiosità e bellezza vi fu lo statista e storico russo Alexander Turgenev (1784-1846), che confrontò il cimitero con il Camposanto di Pisa, definendo ambedue “musei”.

In mostra sono presenti una quarantina di opere oltre a una selezione di oggetti e documenti donati al Museo civico del Risorgimento dal 2009 ad oggi, insieme a un consistente nucleo di lavori inediti provenienti da due collezioni private. L'ultima donazione in ordine di tempo si deve alla Ditta Imbellone di Bologna, che ha consegnato il bozzetto del monumento Degli Esposti (1913 ca.) di Armando Minguzzi, mentre nella sezione dedicata ai documenti spicca una selezione dell'imponente fondo della ditta di marmisti Davide Venturi & Figlio, donata nel 2009 dagli eredi al museo.

Tra gli architetti, scultori e pittori che hanno segnato il volto del cimitero si possono ammirare opere di Arrigo Armieri, Enrico Barberi, Alfonso Borghesani, Giacomo De Maria, Roberto Franzoni, Ercole Gasparini, Tullo Golfarelli, Luciano Minguzzi, Silverio Montaguti, Giovanni Putti, Pasquale Rizzoli, Giacomo Savini, Cesarino Vincenzi. Da segnalare come unica presenza non attiva in Certosa quella di Umberto Tirelli, scelto con una delle sue tipiche sculture umoristiche poiché dedicata a Ercole Drei che, diversamente, ha eseguito grandi opere monumentali collocate nei Chiostri VI, X e del 1500.

Arricchisce l'esposizione una mostra fotografica realizzata dal gruppo Arti Visive dell'Associazione Amici della Certosa (Lorena Barchetti, Alessandro Chalambalakis, Nadia Carboni, Antonella Di Tillo, Miriam Girard, Sonia Meotti, Feliciano Musolesi, Paolo Vegetti), che dal 2009 si occupa di promuovere il sito monumentale come bene culturale di primaria importanza per la città di Bologna, collaborando con il Comune di Bologna e il Museo civico del Risorgimento e raccogliendo attivamente fondi per la realizzazione di progetti di tutela, restauro e manutenzione costante del luogo.

La mostra Un cimitero che si può chiamare Museo. Opere e artisti della Certosa di Bologna fa parte di Bologna Estate 2018, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna.


Per informazioni:

Periodo di apertura: 3 giugno - 15 luglio 2018
orario: dal martedì alla domenica dalle 9 alle 13
Sede: Museo Civico del Risorgimento
Piazza Carducci 5 | 40125 Bologna
tel. + 39 051 347592
museorisorgimento@comune.bologna.it
www.museibologna.it/risorgimento
  Museo Civico del Risorgimento



Biemme Special Cars

Abbattitore Salme - Coccato e Mezzetti

GEM MATTHEUS - Creamazinoe animale

Rotastyle - L'arte del prezioso ricordo

STUDIO 3A - Risarcimento Assicurato SRL

TANEXPO

Infortunistica Tossani

Alfero Merletti - Studio Legale

Scrigno del Cuore