Dalle casseruole alle casse

A Londra un rinomato chef apre una casa funeraria che farà tendenza.


Ci ha incuriosito una recente notizia che in Inghilterra ha suscitato un certo scalpore, diffusa dal quotidiano online Daily Hearse: si tratta di una casa funeraria, da poco inaugurata a Londra, dal nome emblematico di Exit Here.
Fin qui niente di strano, o quasi, se non fosse che l’imprenditore che l’ha realizzata è Oliver Peyton, un famoso chef proprietario di diversi ristoranti e di una catena di pasticcerie, nonché volto noto della TV d’Oltremanica per aver partecipato in veste di giudice ad un popolare show culinario.

Come mai si è messo in questo settore? Tutto è cominciato con le esequie del padre, venuto a mancare inaspettatamente sei anni fa. Per nulla avvezzo ad esperienze di questo tipo, Oliver Paynton ha trovato l'intera vicenda sconcertante e, convinto che non avrebbe mai voluto per se stesso una cerimonia come quella, ha maturato l’idea che il funerale dovesse essere ben altro. Da esperto uomo d’affari ha capito che mancava una risposta ad un bisogno reale, anche se per lo più inespresso. Secondo la sua filosofia il funerale dovrebbe riguardare il prendersi cura delle persone, rispettandone l’individualità e poter aver accesso ad una serie di servizi che le imprese funebri non sono generalmente in grado di offrire.

È nata così Exit Here che non è solo una casa funeraria caratterizzata da ambienti sobri ma eleganti, ma un progetto globale finalizzato ad un diverso approccio nei confronti delle persone colpite da un lutto e nella gestione della cerimonia d’addio. Ci si preoccupa di assecondare i desideri delle famiglie, anche i più stravaganti; non capita di rado che vengano organizzare cene commemorative o eseguite sepolture naturali, per cui è stata avviata una collaborazione con un'azienda agricola biologica. All’occorrenza possono provvedere anche alla produzione di articoli su misura.

Il sito internet è stato parimenti studiato in tutti i particolari tanto che un critico afferma che "assomiglia più alla pagina di prenotazione di un hotel alla moda che ad una casa funeraria”. Tra i testi non vi è alcuna evidenza delle parole che ci si potrebbe aspettare, quali "funerale", "imbalsamazione" o "cremazione";  sono invece presenti termini come "attento", "soddisfatto” e "ospitalità ". Anche le classiche divise sono state appese al chiodo a favore di un abbigliamento più informale, ma comunque curato.

Ci troviamo di fronte ad un nuovo modo di concepire la gestione dell’evento morte, un format destinato ad avere un seguito perchè cerca finalmemte di far vivere il momento in modo meno traumatico e, se possibile, donando un po’ di serenità.
 
Alessandra Natalini


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