Una nuova opportunità per le imprese funebri

Breve storia di un fabbricante di frasi

Carlo Mariano Sartoris collabora con questa rivista dal 2001, ma lo conobbi alcuni anni prima. Quando lo incontrai, non lo nascondo, mi procurò un certo sconcerto. Vidi un uomo ancora giovane, scherzoso, pieno di entusiasmo e di energia intrappolate in un corpo seduto su una sedia a rotelle, sofferente, ma senza lamentele. Diventammo amici, non poteva essere altrimenti: non accade spesso di imbattersi in una simile storia. Nel 1986 era un promettente designer che aveva saputo farsi rapidamente strada in un settore artistico ambito da ogni architetto. Il 30 novembre di quell’anno l’uomo, il padre, il professionista è incappato in un incidente stradale senza scampo. Paralisi totale e permanente! Un colpo micidiale che spegnerebbe ogni sogno, ogni speranza nella maggior parte di noi. Al giovanotto non è bastato il duro verdetto: sopravvissuto a tre arresti cardiaci, dopo 15 mesi di ospedale è tornato al mondo civile, ritrovandolo ingrato e cattivo. Impatto duro, ma insufficiente a piegargli l’anima. Mi raccontò tutto una sera, ma faticai a capire: per metabolizzare certi avvenimenti occorre tempo. Sono trascorsi più di vent’anni dal nostro primo incontro e, strada facendo, ho compreso che l’animo artistico è un propellente fantastico quando è abbinato a un orgoglio interiore determinato a onorare il proprio tempo e ad avere le idee chiare sull’importanza del vivere.
Dovrebbero incontrarlo tutti almeno una volta. Non so se si è davvero gettato alle spalle il proprio passato, come afferma con convinzione, ma una cosa è certa: la parola “paralizzato”, applicata al soggetto, non ha significato. In uno dei suoi libri racconta come, appena approdato in una clinica francese, si fece approntare una protesi per disegnare e lasciò più di un segno della sua presenza: arredamenti, decorazioni, bozze per cortometraggi e qualche caricatura conservata nel tempo. Rientrato in Italia nel 1988, la sua paralisi si è scontrata con molti pregiudizi, facendolo ritrovare solo. Non si è arreso, affrontando con coraggio la menomazione e superando mille peripezie: con le sue protesi al braccio, ha iniziato a scrivere, dipingendo con le parole, riciclando il suo talento. Carlo sostiene che l’arte si esprime sempre secondo una medesima, armonica sequenza, seppur con linguaggi diversi e forse ha ragione perché, dopo 12 romanzi, è tornato a disegnare e poi a dipingere, sfatando l’impossibile. Ultimamente si è dedicato anche a testi teatrali, rinnovando il consenso.
Ho voluto raccontare tutto questo perché, come sostiene lui stesso, “l’invalidità è una casacca che si vede e che rende più difficile la credibilità”. Sono le cosiddette barriere mentali, ostacoli in più per chi, seduto in carrozzina, si lamenta poco, vuol giocare ugualmente la partita e lavorare. Oggi è un gradevole signore che onora la propria disabilità con leggerezza e con eleganza, un uomo che si rinnova, che si ricicla e che si propone come nella sua ultima, originale invenzione: “Il tempio delle parole”. Sartoris scrive con l’originale sensibilità di chi conosce il valore del vivere, scrive memorie e biografie con attenta sapienza, ne scrive da anni su questa stessa rivista. Giustamente sostiene che ogni vita è una storia che merita di essere tramandata, condivisa, descritta, così che rimanga al mondo la testimonianza della nostra unica, irripetibile, fugace esistenza”.
“Il tempio delle parole” è una idea nuova e interessante, un punto di riferimento dedicato ai professionisti del comparto funerario, un prestigioso valore aggiunto da offrire ad ogni cliente, un creativo andare oltre le solite frasi di circostanza fino a rendere fattibile ogni biografia, ogni pubblicazione, anche illustrata, ogni storia di vita che sia più di una semplice rimembranza. Ma non solo: è un servizio per tutti coloro che sono in cerca di un vero e proprio scaricatore di frasi, è una officina d’artista, è una fabbrica di brani costruiti sulla base di una esperienza unica e irripetibile. L’impegno è garantito.
Chi ne volesse sapere di più può consultare il sito http://carlomariano.wix.com/tempio-delle-parole.
 
Carmelo Pezzino


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