ATTENTI E PARTECIPI

In queste due parole può essere sintetizzata la filosofia operativa di FEDERCOFIT che, messo in archivio un anno ricco di soddisfazioni, si appresta a vivere una stagione di grandi cambiamenti e di ulteriore sviluppo.

È ormai consuetudine che la fine dell'anno costituisca occasione per incontrare il Presidente di FEDERCOFIT, Piero Maurizio Zaffarano, e per ripercorrere insieme a lui i passi salienti di un percorso che ha ormai definitivamente attestato questa Federazione come fondamentale riferimento per tutti gli Operatori Funerari italiani.

È impossibile non iniziare da uno dei punti cardine per il futuro, la nuova legge attualmente in attesa di essere votata al Senato.

"Se nell'arco dell'attuale legislatura non dovessimo giungere al varo di questa importantissima riforma, dovremo prendere atto della inadeguata sensibilità della maggioranza, e del sistema politico in generale, nei confronti delle problematiche del nostro settore e avremo soprattutto perso una formidabile occasione di sviluppo per l'intero comparto funerario e cimiteriale italiano. Senza contare, poi, l'aver disatteso pesantemente le istanze sociali di un Paese che vive una stagione di profondi mutamenti e che, in alcuni punti di questa legge, avrebbe finalmente trovato le risposte che attende da troppi anni".

C'è anche qualcosa di vostro in questo Disegno di Legge.

"Non vorrei essere tacciato di presunzione, ma credo di poter affermare che il ruolo di FEDERCOFIT si sia rivelato determinante per correggere in corso d'opera soluzioni sbagliate ed impostazioni discriminanti per le imprese private. Abbiamo svolto un grande lavoro, fin dai tempi della nostra prima audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, e oggi valutiamo in maniera positiva i dettami di un provvedimento che ci pare garantire, in linea generale, un reale ammodernamento costruito sulla qualificazione e sull'etica professionale, su un riordino della categoria, su interessanti nuove opportunità di crescita, anche economica, per le nostre aziende".

Vi siete mobilitati per sollecitare il Senato.

"Ho scritto al Presidente Marcello Pera, ad Antonio Tomassini, che presiede la Commissione Sanità, ed a tutti i Senatori della Repubblica trovando, ad onor del vero, positivo riscontro presso le forze politiche. Molti mi hanno risposto personalmente garantendo un impegno che indurrebbe all'ottimismo, ma credo che sarebbe utile, da parte di tutte le componenti del comparto, insistere con ulteriori sollecitazioni. Ho molto apprezzato la lettera del Senatore Tomassini che, cito testualmente, ritiene di comprendere la necessità di non vanificare il lavoro fin qui svolto e di condividere le nostre istanze al punto di aver invitato i capogruppo in Commissione a valutare l'ipotesi di avviare una richiesta in sede deliberante che permetterebbe di guadagnare del tempo evitando il voto in Aula. Vedremo!".

Nel frattempo traete soddisfazione dall'aver sostenuto, in passato, l'ipotesi delle legislazioni regionali.

"FEDERCOFIT, fin dal momento della propria costituzione, ha riconosciuto nelle Regioni l'interlocutore che avrebbe potuto innescare una svolta determinante nei processi innovativi relativi al nostro settore. Così è realmente accaduto, come dimostrano i nuovi ordinamenti legislativi già varati in Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Umbria. E altre Regioni (Veneto, Piemonte, Liguria, Abruzzo, tanto per citare le prime che mi vengono in mente) hanno già elaborato i propri disegni normativi che ci auguriamo vengano al più presto portati a compimento. La Federazione, grazie anche all'impegno dei Gruppi Territoriali interessati, non farà mancare il proprio sostegno al Legislatore".

Una delle novità delle nuove disposizioni regionali è l'obbligatorietà della formazione professionale degli Operatori, argomento per il quale vi siete molto battuti.

"La nostra categoria ha maturato, negli ultimi anni, la piena consapevolezza del proprio ruolo sociale, adeguandosi in questo alle aumentate esigenze e ai diritti delle famiglie. La formazione professionale contribuisce a far crescere una vera cultura del settore e sul settore e fornisce agli Operatori capacità e conoscenze nuove per adempiere ai propri compiti con maggiore incisività e con più ampie garanzie sulla qualità delle prestazioni. La Federazione, traendo vantaggio anche dall'essere stata partecipe di due progetti pilota, il Caronte e l'Hermes, ha sviluppato ottime competenze sulla materia. Abbiamo elaborato programmi specifici per i moduli formativi previsti dalle Leggi di Lombardia e di Emilia Romagna e, in quest'ultima regione, forniamo ai Colleghi consulenza nella predisposizione del Piano di Formazione aziendale che obbliga le Imprese a dichiarare i propri bisogni formativi e le relative modalità di adempimento. Abbiamo predisposto un corpo docente di ottimo livello che, in questi primi mesi di attività, ha già licenziato più di 600 Operatori. Ed altrettanti sono già gli iscritti ai corsi programmati per inizio anno. Sempre nei primi mesi del 2006 partiranno i primi moduli sulla tanatoprassi e sulla cerimonia funebre. I primi si articoleranno in una parte teorica su tecnica, procedure e materiali da utilizzare e sulla applicazione e sulla sperimentazione degli interventi di tanatoestetica; i secondi, certamente più complessi e nuovi anche nel panorama europeo della formazione funeraria, forniranno utili indicazioni per quella che sarà la più innovativa delle nuove figure professionali, il Cerimoniere. L'obbligatorietà dei Corsi ci ha fatto anche riscoprire il piacere di incontrarsi con i colleghi e l'utilità di affrontare insieme i problemi comuni e di condividere le proprie esperienze: un nuovo modo di sviluppare e di far crescere il senso di appartenenza alla propria categoria".

Il vostro 2005 è stato anche all'insegna della moralizzazione. Ci riferiamo all'impegno, in Toscana, sul fronte delle Onlus ed alla posizione molto chiara che avete assunto, in Lombardia, sulle incompatibilità fra attività funebre e attività sanitaria, a partire proprio dalla gestione delle Camere Mortuarie.

"Da molti anni ci battiamo contro gli ingiustificabili privilegi di cui godono in molte parti d'Italia le cosiddette organizzazioni no profit. Abbiamo sempre denunciato tutte le situazioni che ritenevamo incompatibili con la legge e continueremo a farlo ovunque se ne presenti l'occasione. Le ultime due iniziative ci vedono contrapposti alla Misericordia di Montevarchi ed a quella di Colle Val d'Elsa. La prima si comporta come un vero e proprio imprenditore commerciale al punto da stringere accordi di cartello con alcuni operatori di Onoranze Funebri a danno di altri. Inoltre opera con una struttura organizzata sul territorio e si avvale di mezzi pubblicitari come qualsiasi altra impresa professionale. Non vediamo perché, quindi, i proventi derivanti da tale attività non debbano essere assoggettati alle imposte sul valore aggiunto e sui redditi. La Misericordia di Colle Val d'Elsa si occupa da molti anni di Onoranze Funebri e gestisce direttamente un cimitero con profitti che le aziende private, oberate da tasse e da contributi sociali, difficilmente riescono a conseguire. Non si può quindi parlare di entrate marginali né per l'entità, né per il fatto che vengono ottenute con l'utilizzo di locali attrezzati quali esercizi commerciali e con il ricorso alla pubblicità. Le recenti posizioni dell'Agenzia delle Entrate confortano la nostra impostazione: l'addebito mosso, infatti, non è tanto la consistenza dell'attività quanto piuttosto la qualità degli interventi tesi a collocarsi come diretta concorrenza con gli operatori privati. Siamo intervenuti anche a Pisa, a Pontedera, a Rosignano Marittimo, a Porto Ferraio. E abbiamo bisogno del sostegno convinto di tutta la categoria senza il quale ogni azione intrapresa perde forza e credibilità".

Sugli ospedali?

"Il rapporto fra sanità ed Onoranze Funebri è un tema di fondamentale importanza oltre che molto complesso. Guai a semplificarlo se vogliamo davvero affrontare con serietà questo argomento. Le norme contenute nel Disegno di Legge Sirchia e quelle approvate dalle Regioni esplicitano divieti ed incompatibilità fra onoranze funebri ed ospedali, pubblici o privati che siano. Questo quadro di riferimento deve essere rispettato e da qui si deve partire. FEDERCOFIT si è presentata a tutte le strutture sanitarie della Lombardia, pubbliche e private, offrendo, nel richiamare le scadenze della Legge, la propria collaborazione. Si comprende, anche intuitivamente, quanto dalla corretta gestione delle Camere Mortuarie dipenda il corretto evolversi dei rapporti commerciali fra le famiglie dei defunti, esposte in particolari condizioni di debolezza contrattuale, e le Imprese di Onoranze Funebri. Gli accessi delle Imprese vanno quindi regolamentati così come il ruolo e gli obblighi del personale sanitario e le modalità per una corretta ed asettica informazione ai dolenti".

Un futuro ricco di impegni.

"Certamente! La Federazione in questi anni è molto cresciuta superando ormai i 350 associati. Ma dobbiamo insistere nella nostra azione ed essere sempre attenti a tutte le problematiche della categoria e presenti a fianco dei singoli operatori laddove essi ne ravvisino la necessità. Ci aiuteranno in questo i Comitati Regionali e le diverse iniziative che culmineranno nel Congresso Nazionale che si terrà a Modena in occasione di TANEXPO 2006. Vogliamo incrementare il dialogo con tutte le altre espressioni del comparto funerario e cimiteriale italiano. Penso agli amici della FENIOF, a quelli di SEFIT, al mondo produttivo dove, con piacere, abbiamo visto crescere ed affermarsi un nuovo modello aggregativo, ASSOCOFANI, e dove abbiamo registrato la ripresa attività del Consorzio TANEXPORT. A tutti, ed in particolare ai colleghi Impresari ed alle loro famiglie, voglio formulare il mio più fervido augurio per un sereno Natale e per un nuovo anno ricco di soddisfazioni. Dandovi appuntamento nella nuova sede di FEDERCOFIT, dove ci trasferiremo nei primi mesi del 2006. Per essere sempre più puntuali, più efficienti, più efficaci".

 
Carmelo Pezzino


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