A Hong Kong dal 13 al 15 maggio

Asia Funeral Expo 2009

Nel corso delle tante trasferte internazionali alle quali abbiamo partecipato non era mai accaduto che, prima di raggiungere le nostre camere d’albergo, un solerte membro dello staff ci misurasse la temperatura corporea al banco reception per accertarsi che non avessimo qualche linea di febbre. Ad Hong Kong, dove l’efficienza è di casa, abbiamo vissuto tale esperienza. Il Paese non ha dimenticato i danni provocati dalla Sars, la forma atipica di polmonite apparsa sul finire del 2002 in Cina e diffusasi rapidamente nel vicino sud-est asiatico, la cui sindrome era stata diagnosticata correttamente soltanto dopo una iniziale difficoltà e i cui effetti avevano generato un timore di massa, accentuato anche dalle errate notizie che venivano diffuse all’epoca dai mezzi di comunicazione. Nel timore di trovarsi di fronte ad un caso analogo, questa volta nessuno è stato colto impreparato: scrupolosi i controlli negli aeroporti, diffusione capillare delle informazioni sanitarie, distribuzione di mascherine in città, apposizione di fogli plastificati sulle pulsantiere degli ascensori da rimuovere e sostituire ogni quarto d’ora, alberghi evacuati per una sospetta infezione se qualcuno proveniente dal Messico accusa sintomi di spossatezza… Insomma, tutto il possibile per evitare il temuto contagio! In fondo ciò non stupisce, dopotutto ci troviamo ad Hong Kong, un paese in cui, anche in tempi di non sospetta epidemia, i cittadini affetti da sindrome da raffreddamento - il banale raffreddore - camminano per le strade e siedono in metropolitana indossando una mascherina per non contagiare il proprio vicino.
Complice un assai elevato benessere economico, il “porto profumato” (questa la traduzione letterale del nome) è un esempio di corretto uso del denaro pubblico e di efficiente organizzazione, e risulta, almeno ai nostri occhi, un delizioso angolo di mondo. La sua economia è dinamica e profondamente legata al commercio internazionale, come testimonia il numero dei consolati presenti sul territorio: oltre un centinaio, più che in qualsiasi altra città della terra. Il sistema di trasporti, pubblico e privato, è uno dei più efficienti e sofisticati al mondo: oltre alla rete tranviaria, alle due linee di metropolitana, agli autobus a due piani e al traghetto - eccezionale collegamento tra il centralissimo Victoria harbour e le isole periferiche - il terreno erto e collinare che caratterizza l’isola di Hong Kong ha richiesto lo sviluppo di mezzi insoliti lungo i pendii. Per questo, nei distretti Central e Western è stata progettata e realizzata una estesa rete di scale mobili, meglio nota ai locali come “escalator”: è la più lunga al mondo e si snoda come un serpente tra i grattacieli del centro, offrendo al turista che si lascia lentamente trasportare dal tappeto mobile una veduta insolita e curiosa della vita cittadina. Sempre in tema di trasporti - e sempre per non smentire la qualità e la gamma dei servizi messi a disposizione della popolazione - sarà utile sapere che la città è fornita di ben quattro punti in cui effettuare un pre check-in aeroportuale. Onde evitare interminabili code in aeroporto e godersi l’ultima giornata del proprio soggiorno senza che le valigie siano d’intralcio, è infatti possibile recarsi in pieno centro o in prima periferia all’Airport Express, un vero e proprio presidio aeroportuale in cui mostrare i documenti, ritirare le carte d’imbarco e spedire i propri bagagli, che verranno inviati regolarmente a destinazione. Per concludere il nostro breve elenco di tributi alla città, vogliamo consigliare a chi in futuro si troverà per buona sorte da quelle parti di non perdersi lo straordinario show che si rinnova ogni sera sul porto. Già definito dal Guiness dei Primati “lo spettacolo stabile di luci e suoni più grande al mondo”, la “sinfonia di luci” coinvolge oltre quaranta grattacieli situati lungo la costa (tra cui quello della Banca Cinese e quello del Centro Finanziario Internazionale) che puntuali, alle ore 20.00, iniziano ad illuminarsi a tempo di musica, creando giochi assai particolari ed allietando lo spettatore per una buona mezz’ora. La musica viene diffusa alle otto precise in due postazioni del centro città, su alcune emittenti radiofoniche e a bordo di imbarcazioni appositamente allestite per traghettare i passeggeri sufficientemente al largo da poter ammirare lo spettacolo. L’iniziativa, organizzata dall’Ufficio del Turismo locale, si ripete ogni sera. Unica avvertenza: se alle tre del pomeriggio o nelle ore successive vengono segnalati un temporale o un ciclone tropicale (!) forza 3, lo spettacolo è rinviato!
Questo è solo una parte di ciò che può offrire la città che quest’anno ha ospitato la seconda edizione di AFE Asia Funeral Exhibition, la manifestazione del settore funerario organizzata da Wilson Tong di Vertical Expo in collaborazione con NFDA, i colleghi americani che ogni anno progettano e promuovono la fiera statunitense.
Trasferitasi da Macao al moderno e avveniristico centro espositivo di Hong Kong, la manifestazione ha dimostrato ai più scettici come gli sforzi degli organizzatori si siano tradotti in un risultato assai soddisfacente: 6.000 visitatori, 8.000 metri quadrati di area espositiva, 150 espositori provenienti da Australia, Cina, Danimarca, Francia, Germania, India, Giappone, Malesia, Singapore, Svizzera, Paesi Bassi, Taiwan, Stati Uniti, con un aumento della superficie espositiva pari al 70%. Decisamente ampia anche la compagine di buyer e di delegazioni straniere giunte dai cinque continenti per verificare da vicino l’offerta merceologica in esposizione. La proposta commerciale, in base ad una precisa scelta dell’organizzazione, era suddivisa sulla base dell’area geografica di provenienza, in modo da aggregare tra loro i produttori asiatici, quelli americani e quelli europei. Questi ultimi erano rappresentati da Facultatieve Technologies, da Hygeco e dalla tedesca IFZW i quali, evidentemente soddisfatti dall’esito della prima edizione, hanno confermato la loro presenza anche quest’anno. Da rilevare la persistente diffidenza del mondo produttivo europeo, e quindi anche italiano, nel partecipare all’evento, temendo la minaccia rappresentata dalla concorrenza locale, ma lasciandosi sfuggire la grande opportunità di promuovere il proprio prodotto in una rassegna dichiaratamente orientata a mercati assai interessanti come le Filippine, la Malesia, Taiwan e Singapore, tutti alla ricerca del prodotto di qualità.
A margine della manifestazione si sono svolti oltre venti seminari e un incontro internazionale di rilievo dal titolo “In che modo la crisi economica colpisce l’industria del settore funerario: minacce e opportunità”, al quale hanno preso parte più di duecento esponenti del mondo produttivo internazionale. Confermata la stessa location per la prossima edizione della fiera, in programma a maggio 2010, in cui ci auguriamo di trovare un maggior numero di rappresentanti del vecchio continente, affinché possano approfittare anch’essi di questo strategico trampolino per ricercare nuove opportunità di business in Asia.
 
Sara Martini

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