L'arte di morire

Il pensiero della morte è un aspetto pregnante del Cristianesimo che lo indica come via da seguire, con costanza e per tutto il corso della vita, introducendo nella Bibbia e nei testi sacri il memento mori: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”.
L’umanesimo cristiano ha condiviso questa prospettiva e ha dedicato attenzione alla pratica codificata dell’Ars moriendi che trova la sua forma semplice e popolare nel genere letterario, diffusosi in Europa tra il basso Medioevo e il Rinascimento, che raccoglie messaggi di natura devozionale e didattica. Scritti che contengono testi biblici e considerazioni sulla morte, che trattano il tema delle tentazioni contro le virtù, o che raccolgono preghiere, esortazioni e meditazioni sulla morte.
Esistono circa trecento manoscritti, originariamente in latino, ed un centinaio di incunaboli destinati al popolo e ai letterati con la finalità di preparare l’uomo all’incombente giudizio divino. L’ampia diffusione di queste opere è palese se collocata all’interno di una particolare tendenza letteraria in voga a quel tempo che curava la pubblicazione di manuali pratico-didascalici anche su argomenti diversi quali, ad esempio, il galateo e il corteggiamento o intorno al sapere. Il termine “ars” contraddistingueva quella particolare tipologia di scritti destinati a “educare gli atteggiamenti”.
Se si pensa ai testi di Ars moriendi come a veri e propri vademecum per i morenti e per chi li assiste, da argomento da manuale la morte diviene aspetto rilevante della vita. L’Ars moriendi considerava la morte, analogamente alla nascita, come un processo per il quale l’essere umano ha bisogno di sostegno e di aiuto tanto ad entrare nella vita quanto ad uscirne.
Erasmo da Rotterdam, nella sua celebre opera di Ars Moriendi De praeparatione ad mortem” del 1534, indica due “cure” contro la paura della morte: una invita il lettore a percorrere mentalmente le tappe della propria esistenza per rendersi conto della sua caducità e di quanto sia colma di preoccupazioni e di dolori; l’altra si incentra sulla fede in Dio, unica difesa atta a sconfiggere i limiti, le imperfezioni e la fragilità della condizione umana.
L’Ars moriendi propone anche rimedi per liberarsi dalla paura della morte spirituale, la cosiddetta “seconda morte” che condanna alle pene eterne dell’inferno. La finalità dell’ars moriendi viene allora ad interagire con quella dell’ars vivendi intesa come educazione alla vita: per superare il timore della morte assoluta vengono indicati e consigliati i precetti divini che è necessario seguire per affrontare serenamente l’esistenza.
La diffusione di testi sull’ars moriendi fu facilitata dalle condizioni spirituali che condizionarono la nuova geografia interiore dell’Europa di quel tempo. In particolare l’insegnamento tradizionale sulla morte poneva l’attenzione su “come” morire bene e l’arte, preposta al compito di portare ordine nel mondo secondo un modello celeste dove l’uomo e l’ambiente in cui viveva venivano separati dal caos, indicava il “modus” per ottenere la ricompensa ultraterrena. Come l’artista che riceve la corona per avere operato con “arte”, così l’ars moriendi insegna all’uomo, che diviene il principale artefice del proprio destino, a comportarsi secondo le regole spirituali per ottenere il bene eterno.
 
Maria Angela Gelati

Biemme Special Cars

Abbattitore Salme - Coccato e Mezzetti

GEM MATTHEUS - Creamazinoe animale

Rotastyle - L'arte del prezioso ricordo

STUDIO 3A - Risarcimento Assicurato SRL

GIESSE

Infortunistica Tossani

Alfero Merletti - Studio Legale

Scrigno del Cuore

Tanexpo, 7.8.9 aprile 2022