L'arte di interpretare il legno

Intervista a Daniela Tagliabue, amministratore della E.M., che conosce tutti i segreti del legno e le tecniche più innovative per ottenere prodotti di alta qualità e pregio estetico.

Siamo a Cantù, il cui nome significa “cento torri”, una suggestiva cittadina di antiche origini alto medioevali nel cui centro storico si può ammirare un’antica e rarissima basilica carolingia. Situata in una terra di verdi colline che ricordano un quadro ottocentesco, Cantù è rinomata anche per essere la capitale del mobile: ci troviamo nel cuore produttivo della Brianza, tra Milano e Como, dal secondo dopoguerra divenuto un importantissimo distretto artigianale e industriale, cuore pulsante dell’arredo e del design mondiale.

È qui che opera Daniela Tagliabue, responsabile del dipartimento promozione e sviluppo della E.M., che in un recente incontro ci ha raccontato del suo percorso e della sua esperienza nel mondo del lavoro.
Sono ingegnere, ho una formazione tecnica, e non ho esitato a seguire la strada tracciata dalla mia famiglia perché è una bella avventura piena di soddisfazioni e di responsabilità. In E.M. ho un ruolo di coordinamento e mi occupo dello sviluppo commerciale dell’azienda, dei rapporti con i clienti, del lancio di nuove collezioni e di tutta la parte promozionale. Ho la mia famiglia, i miei figli, e mi divido tra queste responsabilità come tante altre donne professioniste e lavoratrici.Sono nata in una famiglia canturina che lavora il legno da generazioni: mio padre, e prima di lui, mio nonno. Da sempre respiro e vivo questa storia attraverso la mia famiglia e la mia terra. Mio padre, Enrico Tagliabue, fondatore e tuttora saldamente alla guida dell’azienda, è il nostro maestro che mi ha insegnato tutto ciò che so. Ha viaggiato in tutto il mondo ed è un massimo esperto del legno e delle tecnologie per la sua lavorazione. Nel corso di tre generazioni, da 90 anni esatti, abbiamo costruito una filiera produttiva che parte dall’approvvigionamento della materia prima, sia dall’Italia che dall’estero, e che include tutte le fasi di lavorazione presso la nostra sede storica di Cantù, la Tabu spa, fino ad arrivare alla creazione di pregiati fogli di legno naturale tinto e multilaminare con cui vengono rivestiti mobili e ambienti interni (boiserie, arredi, pavimenti). Siamo un’eccellenza del made in Italy e collaboriamo con architetti di Interni e falegnamerie in tutto il mondo, dall’America alla Cina.
Dalla pluriennale esperienza di Tabu Spa è nata E.M. - che la signora Daniela segue in prima persona - specializzata nella produzione di accessori per mobili e complementi d’arredo, nella progettazione di interni per case funerarie, nonché nella realizzazione di urne cinerarie.
Da circa 10 anni abbiamo deciso di valorizzare le nostre competenze studiando eleganti collezioni di urne, uniche ed esclusive. Ho seguito la presentazione di nuovi modelli che hanno affiancato le tradizionali linee intarsiate, ottenuti con piallacci e masselli naturali, tinti e multilaminari con caratteristiche di elevato pregio e preziosità. La vera svolta per me è arrivata con l’intuizione di valorizzare la nostra esperienza progettuale e le proprietà del legno, materiale caldo e affascinante, dedicandoci alla realizzazione di case funerarie, luoghi privati ed esclusivi per loro stessa natura, volti al raccoglimento solenne e alla condivisione con i propri cari. Grazie al sapiente utilizzo del legno a parete e a pavimento e ad arredi di design sobrio e raffinato, abbiamo saputo imprimere un senso di calore e familiarità agli ambienti. Come è evidente, tutto ciò ha richiesto, oltre ad una notevole competenza progettuale e a conoscenze delle tendenze nell’architettura d’interni, anche una buona dose di sensibilità. Per me questa è stata una sfida personale molto interessante, che ha valorizzato sia la mia intelligenza al 'femminile', sia le mie conoscenze tecniche e sia la mia esperienza nel campo dell’arredo d’interni.
Ancora una volta troviamo una donna ai vertici in un ambito prettamente maschile e anche a lei chiediamo se nel corso dalla sua carriera lavorativa ciò non le abbia creato qualche imbarazzo o difficoltà.
Il fatto di essere donna in questo ambiente di uomini (falegnami, maestranze, imprenditori, anche a livello internazionale) non mi ha mai messo in crisi perché ne faccio parte da sempre. Nel mio percorso personale, soprattutto appena laureata in Ingegneria Gestionale, mi sono da subito cimentata in situazioni molto ‘maschili’, legate alla necessità di fare esperienza sul campo per conoscere a fondo la nostra materia prima e le dinamiche relative al suo approvvigionamento. Anziché fare la cosiddetta gavetta in ufficio tra le famigerate scartoffie, sono stata per anni in produzione e ho viaggiato assiduamente nei Paesi d’origine dai quali importiamo il legname in prevalenza - ci tengo a sottolinearlo - certificato FSC (cioè secondo protocolli rispettosi dell’ambiente e delle popolazioni come l’Africa e l’America). Ho toccato con mano ogni passaggio della nostra filiera a cominciare dalle fasi iniziali e decisive della scelta del legname sui piazzali di raccolta: ogni tronco è unico e irripetibile e sapere scegliere è determinante perché le qualità tecniche ed estetiche del legno sono fondamentali per interpretare le esigenze del mercato dell’arredo di lusso e di alta ebanisteria. Questa partenza direttamente in prima linea in un contesto così evidentemente maschile e ‘fisico’, fatto di fatica e di viaggi non semplici, mi ha aiutato a non spaventarmi di fronte a situazioni che richiedono confronti impegnativi, in particolare, ad esempio, quando mi concentro nella definizione dei rapporti professionali e contrattuali con le maestranze, i collaboratori e i dipendenti.

Una scelta che la soddisfa pienamente…
Amo molto il mio lavoro, perché è ricco di umanità e di consapevolezza per i valori artigianali che ogni giorno viviamo in famiglia, con i collaboratori e tutta la squadra con cui ho instaurato nel tempo rapporti di stima e di collaborazione. Lavoriamo il legno nel rispetto della natura a ogni livello produttivo, sviluppiamo tecnologie sostenibili con standard qualitativi non imitabili, interpretiamo esigenze progettuali personalizzate. Sono queste le sfide che affronto ogni giorno e che danno un senso completo alla mia vita.
 
Sara Sacco


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