Arriva la valigia digitale dei ricordi

Un interessante progetto innovativo per fissare i momenti più significativi della nostra vita e trasmettere la memoria di noi stessi a coloro che ci sopravvivono

Qualche volta sarà sicuramente capitato di compilarli per gioco nelle serate con gli amici o anche da soli quando la mente ha bisogno di stimoli per non cadere preda del tedio, come ad esempio quando siamo costretti in una sala di attesa o per molte ore alla guida della nostra auto. Stiamo parlando degli elenchi: i libri da portare sull’isola deserta, le canzoni più belle degli ultimi dieci anni, i viaggi da fare nelle prossime estati… L’aspetto divertente di questo passatempo mentale sta nello scegliere, nel selezionare tra tante possibilità quelle che più ci rappresentano.
Si deve essere ispirato a questo concetto Marco Mercatanti che ha dato vita a Dontshare, una start-up innovativa che offre l’opportunità di creare una sorta di cassetta di sicurezza virtuale (life deposit box) dove stivare, una volta accuratamente selezionati, i ricordi più importanti della nostra vita, i messaggi da far recapitare a chi ci sopravvive, le nostre password ed altro ancora.

Ma vediamo nel dettaglio di che cosa si tratta.
L’idea è nata da una riflessione sulla consuetudine, oggi molto diffusa, di condividere in modo sistematico, soprattutto sui social network, le proprie emozioni - ci spiega Mauro Mercatanti. -  Questa abitudine fa sì che nulla venga fermato, con il rischio di perdere di vista momenti significativi del proprio percorso personale. Per questo ho avvertito la necessità di creare uno ‘spazio di sedimentazione’ in cui selezionare, raccogliere e custodire i nostri ricordi per trasmettere il manifesto della nostra vita a persone designate, una sorta di testamento emotivo e affettivo che parli di noi.
Non trova che in un’epoca, come la nostra, in cui la condivisione è diventata un must imperante che permea il nostro quotidiano, il nome stesso del portale - Dontshare (alla lettera: non condividere) – vada in decisa controtendenza, anche in considerazione del fatto che è uno strumento che vive grazie ad internet?
La caratteristica fondamentale di Dontshare (e da qui il nome) risiede proprio nella sua impossibilità di una condivisione con gli utenti della rete e la conseguente definizione di un’unica persona a cui destinare il proprio ’scrigno’ digitale che ne avrà accesso solo una volta passati a miglior vita. Un’altra peculiarità – continua Marco Mercanti – è la limitazione dei contenuti da immagazzinare che devono sottostare ad un’attenta cernita per mantenere solo l’essenziale, ciò che meglio caratterizza la nostra persona, coniugando emozioni ed esperienze di vita.  
Funziona così: si può acquistare la propria Life Deposit Box collegandosi al sito www.dontshare.it, sottoscrivendo un abbonamento del costo di 20 euro annuali, che si rinnova automaticamente, salvo disdetta (in questo caso una volta scaricati i contenuti, la cassetta viene distrutta). Lo spazio a disposizione si presenta con un layout standard semplice ed intuitivo. 
Il proprietario deve poi indicare una very important person, ossia la persona speciale a cui lasciare in eredità i propri ricordi, che, raggiunta da una e-mail informativa, dovrà confermare la propria accettazione. Una volta avvenuta riceverà subito la metà di una password, mentre sarà suo compito richiedere l’altra metà secondo la tempistica concordata con il proprietario (in genere alla sua morte) e solo in questo momento potrà accedere alla cassetta.
Che cosa si può conservare nella propria Life Deposit Box? Sono previsti una serie di contenuti che toccano vari aspetti della vita intima ed emotiva di una persona. Sarà possibile lasciare alcune lettere, videomessaggi, volontà, raccomandazioni e ringraziamenti. E ancora caricare fotografie e canzoni, depositare tutte le password dei nostri account, indicare i titoli dei libri che più ci sono piaciuti, i nostri piatti preferiti, descrivere i luoghi ed gli ambienti che ci hanno visto protagonisti. Il tutto in un numero limitato di elementi per mettere in evidenza solamente i tratti maggiormente distintivi della nostra personalità e del nostro vissuto al fine di prepararsi al meglio per l’ultimo viaggio e di aiutare chi resta ad elaborare il lutto.

La Life Deposit box può essere utilizzata anche con altre finalità, riempiendola, ad esempio, con i ricordi dei primi anni di vita dei nostri figli, oppure quale deposito di documenti riservati legati alla propria attività lavorativa. In tutto il processo è sempre assicurata la massima privacy e affidabilità, tanto che è stato adottato uno dei sistemi di sicurezza utilizzati per le transazioni finanziarie.
Al progetto partecipa attivamente anche Laura Campanello - esperta di tematiche legate alla felicità e alla vita, con un’esperienza decennale come filosofa nelle cure palliative e nell’ambito della malattia e del lutto presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano - a cui è affidato il blog di Dontshare.
Da anni cerco di aiutare le persone che stanno vivendo situazioni di sofferenza a riordinare le proprie emozioni e a superare i momenti più critici. Ho pertanto aderito con entusiasmo a questo progetto innovativo, proprio perché coniuga l’attualità del linguaggio digitale con l’urgenza della trasmissione della memoria. Dontshare è uno strumento accessibile e contemporaneo che offre all’utente la possibilità di riflettere e di scegliere cosa lasciare di sé per fissare la memoria della propria persona così come vorremo fosse ricordata.
 
Raffaella Segantin


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