ANTONIO MARTELLI

Antonio Martelli lavora da anni come impresario funebre a Lanciano.

Ha iniziato seguendo il padre Giuseppe, fondatore della MARTELLI nel 1969, scomparso tre anni fa. Con il fratello Nicola oggi è titolare della FRATELLI MARTELLI srl. Da un anno è Segretario e socio fondatore dell'I.F.ASS. Abruzzo.

Cos'è l'I.F.ASS.?
"Un'Associazione di categoria della Regione Abruzzo o meglio, come dice la sigla 'Imprenditori Funebri Associati', un'associazione non di massa, nata il 30 gennaio 2000 per riqualificare l'immagine del vero imprenditore funebre, unica sul territorio nazionale ad essere convenzionata con una associazione a difesa dei consumatori quale Arco Consumatori, il cui Presidente è membro effettivo del nostro direttivo".

I>Quanti sono i vostri associati?
"Una trentina".

Pochi. Il numero degli associati non è la forza di una associazione?
"Certamente, ci auguriamo di aumentare, noi però abbiamo scelto di far parte di un'associazione caratterizzata da serietà, trasparenza e correttezza degli impresari aderenti, improntata alla qualità, non alla quantità ed al numero. La scelta è stata giusta e potremmo dire lungimirante. Sono serietà e professionalità che fanno gli interessi della categoria".

Cosa vuole dire farsi "vera" concorrenza nel suo settore?
"Vera concorrenza significa lavorare onestamente, rispettare le regole, combattere sul terreno ad armi pari, offrire il massimo prodotto ed i massimi servizi ad un giusto rapporto qualità/prezzo. Senza favoritismi da forze esterne, colpi bassi e sostegni poco chiari".

Mi fa un esempio di colpi bassi, sostegni poco chiari, favoritismi da forze esterne?
"Certamente. I colpi bassi sono gli accaparramenti all'ultimo sangue, il lavorare a volte anche sottocosto pur di 'soffiare' il servizio all'impresa concorrente, il lavorare sporco e poco onesto, in sostanza; i sostegni poco chiari sono quei sostegni con i quali da sempre la maggior parte delle imprese sono state abituate a lavorare, cioè con la telefonata dal reparto dell'infermiere, del centralinista, del dottore, dell'addetto all'obitorio, a volte purtroppo anche di suore o preti, del personale ospedaliero in genere, gli stipendi del quale sono solo bruscolini per le spese quotidiane a confronto di quello che percepiscono a fine mese dall'impresa 'amica'.
I favoritismi sono quei 'favori', come dice la parola, fatti dalle amministrazioni comunali tramite gli appalti per i trasporti, o della chiamata del poliziotto o del carabiniere 'amico' che, a volte, vedono monopolizzato ad un'unica impresa i recuperi su pubblica via o per morti accidentali, ed altre cose del genere".

Vi siete impegnati a garantire la totale trasparenza dei servizi, il più qualificato rapporto qualità/prezzo, la più rigorosa politica disciplinare per far rispettare tali regole agli associati.
"Si tratta di un atto molto importante, che permette alle nostre imprese di presentarsi al pubblico scrollandosi, concretamente e non a parole, un'immagine discussa o addirittura negativa, che molto spesso ci siamo portati o ci portiamo ancora addosso" incalza Martelli.

Cosa succede ad un socio che non rispetta le regole?
"Se la sua mancanza è grave, viene allontanato".

C'è chi non ha rispettato le regole?
"Purtroppo sì, ed abbiamo preso adeguati provvedimenti".

Quanto costa associarsi ad I.F.ASS.?
"Associarsi costa 500.000 lire l'anno, 250.000 all'atto della domanda, 250.000 lire all'atto dell'ammisione, dopo aver trascorso i due mesi di prova ed avere dimostrato di essere adeguato ai parametri I.F.ASS.. Ma mi consenta di dire che le cinquecentomilalire dell'iscrizione per noi sono l'ultima cosa; per noi quello che conta è che chi vuole associarsi ad I.F.ASS. creda in essa, creda nella politica che essa ha scelto, decida di essere sottoposto a rigorosi controlli nel totale rispetto delle regole e del codice deontologico, ed entri spontaneamente e senza tentennamenti. Tutte le imprese associate hanno aderito liberamente, senza forzature, telefonate, o quant'altro: noi non abbiamo mai accattonato una tessera per avere un associato in più o, peggio ancora, i soldi della tessera".

Quale è stato il giudizio sulla sua categoria che più le ha dato fastidio?
"Su questo punto, chi più ne ha più ne metta: sentirci chiamati sciacalli, uomini senza cuore, avvoltoi, becchini, cassamortari o, addirittura, anche delinquenti privi di dignità, non è certo gradevole. Parlo in generale, perché a me, per fortuna, non è mai successo. Ecco perché, assieme ad altri imprenditori seri della nostra regione, abbiamo voluto l'I.F.Ass.; anche per rispettare l'eredità morale dei nostri padri".

Quanto costa un funerale al cliente di una impresa associata I.F.ASS.?
"Mi permetta di fare una precisazione che è bene che vada fatta. Non è che l'associato I.F.ASS. abbia prezzi più o meno concorrenziali di altri: l'associato I.F.ASS. viene sottoposto a rigorosi controlli che permettono al cittadino di avere il massimo delle prestazioni, dei prodotti e dei servizi al miglior rapporto qualità/prezzo. In parole povere, all'associato I.F.ASS. non viene permesso di truffare o di approfittare del dolore del familiare. Con questo non vogliamo dire che tra i non associati non ci siano imprenditori onesti, vogliamo solo garantire con i nostri associati regole che altri possono trasgredire. Come spesso e volentieri succede. Riguardo ai costi, noi abbiamo sottoscritto un accordo con ARCO, una Associazione di Consumatori, depositando i costi 'tutto compreso' di due tipologie di funerali, quello 'base' a lire 2.750.000, e quello 'medio' a lire 3.500.000; comunque ogni associato è libero di fornirne di intermedi o di più cari: l'importante è che ci sia il giusto rapporto qualità/prezzo".

Quanto incide, in percentuale, il costo di un cofano; e del servizio?
"Non si può stabilire facilmente, poiché tutto dipende dal cofano o dai servizi che vengono forniti". Su OLTRE abbiamo fatto diverse interviste fino ad oggi, e sempre ci è stato detto che fra le cose da non chiedere agli impresari funebri ci sono i prezzi del funerale. "Questa è la politica dei 'vecchi' impresari, o di chi è stato sempre abituato a nascondere il più possibile gli scheletri negli armadi. OLTRE, dopotutto, è ormai una realtà di settore: quindi, perché non parlarne? Ma perché non parlarne anche al di fuori come facciamo noi? L'importante è essere sempre trasparenti e corretti. Se a questa domanda qualcuno le risponderà come me, ebbene, questo sarebbe un ottimo associato I.F.ASS.".

Mi faccia un elenco di cosa ha fatto in questo anno di vita l'I.F.ASS..
"In primo luogo, abbiamo intrapreso azioni presso le strutture sanitarie ed i presidi ospedalieri di tutto l'Abruzzo chiedendo, già dal marzo 2000, oltre 200 colloqui con i direttori sanitari, contro il diffondersi di comportamenti scorretti e contro azioni di vero e proprio sciacallaggio, piaga costante nel nostro settore, funzionale solo ad una costante azione di concorrenza sleale e portatrice soprattutto di ulteriore discredito per la nostra categoria".

Ci viene spontaneo pensare 'chi è senza peccato scagli la prima pietra…'. Lei ha commesso scorrettezze, in passato?
"Mai! Vede, sarei pronto da domani assieme a lei, a fare pubblici incontri in tutte le piazze delle cittadine dove operiamo da trent'anni, e farle sentire se solo una volta hanno visto o sentito che la nostra azienda giochi o abbia giocato scorretto, e come noi la maggior parte delle aziende aderenti ad I.F.ASS.. Non le nascondo che a volte anch'io o mio fratello, magari a mezza voce, discutevamo con nostro padre se fosse il caso di 'adeguarci' al mercato. La sua risposta è sempre stata una sola: 'non preoccupatevi, giocare onesto vuol dire che un giorno il tempo ci darà ragione'. Così è stato, per questo oggi siamo tra i fondatori di I.F.ASS., e siamo fieri di essere stati abituati così".

Continuiamo l'elenco delle iniziative.
"Siamo in fase di ufficializzazione, e ne siamo soddisfatti e fieri, di un protocollo di intesa sperimentale con il presidio Ospedaliero di Chieti, mentre ne siamo meno fieri, abbiamo dovuto denunciare altri casi alle relative autorità competenti per il perpetuarsi di comportamenti scorretti ed intollerabili presso alcuni reparti ed alcuni obitori di altri presidi ospedalieri. Ed ancora, siamo intervenuti presso il Comune di Montesilvano (Pescara) sui problemi relativi all'assegnazione privilegiata di loculi. Ricordo che di questi fatti parlarono moltissimo i giornali ed i mass-media locali. Abbiamo promosso azioni contro altri comuni su vari problemi, da quelli dei cimiteri a quelli delle affissioni, da quelli della dismissione dei trasporti funebri a quelli delle false e sensazionali pubblicità sui muri perimetrali dei cimiteri, da quelli dei recuperi pilotati su pubblica via ad altro ancora".

Progetti per il 2001?
"Un tavolo di lavoro sulla funeraria, promosso dalla Regione, così come hanno fatto i nostri colleghi della Lombardia e della Toscana, per poter affrontare con continuità e senza improvvisazione i nostri problemi".

Sono tutti interventi atti a difendere la dignità degli operatori ed il buon nome della categoria, ma quali iniziative intendete promuovere a sostegno economico delle vostre imprese?
"Sin dai primi mesi del 2000, quando eravamo appena nati con solo sei soci fondatori, facemmo un accordo, allora tanto discusso e criticato dai nostri cugini di FENIOF, con il quotidiano 'Il Centro', letto dall'ottanta per cento dei cittadini abruzzesi, abbassando moltissimo il costo dei necrologi, dalle 185.000 alle 25.000 attuali, firmando un contratto di circa 50 milioni, ma abbiamo introdotto anche in Abruzzo una abitudine quasi sconosciuta ed ora molto apprezzata.
Pensate -aggiunge Martelli con compiacimento- che i nostri cugini FENIOF sono stati costretti a copiarci".

Quando è iniziato il vostro contrasto con FENIOF o meglio, ci dica, chi ha cominciato per primo?
"Loro hanno cominciato ad ostacolarci perché, diciamocelo chiaramente, toglievamo loro costose quote associative.
Fin dall'inizio, al nostro primo convegno, chiedemmo gli incontri e non gli scontri; avevamo detto e ribadito che non volevamo fare concorrenza a nessuno, che avevamo fatto la scelta di camminare su di un binario parallelo, ma con regole diverse, quelle di riqualificare l'immagine della categoria, non solo ed esclusivamente di accattonare tessere.
Ma evidentemente l'aver smosso acque fino ad allora paludose, a loro diede fastidio, ed ecco il perché dello scontro.
Ma torniamo alle iniziative intraprese. Vorrei raccontarle anche che stiamo facendo una campagna di sensibilizzazione sui quotidiani e sulle televisioni per far capire ai cittadini da cosa e come difendersi; e mi riferisco ai soprusi perpetrati negli ospedali.
Abbiamo raggiunto, e ne stiamo varando molti altri, accordi di partnership e numerose convenzioni con ditte fornitrici di prodotti e di servizi, dai cofani agli accessori, dalla telefonia al carburante, dalle composizioni floreali, alla più grossa concessionaria Mercedes della nostra regione per sconti su pezzi di ricambio e manodopera sugli autotelai per auto funebri.
Abbiamo acquistato, poiché il veicolo Mercedes è quello più diffuso nella nostra categoria, dieci autovetture 'Smart Mercedes' pubblicitarie con i loghi I.F.Ass. e quelli delle nostre aziende".

Come hanno reagito i fornitori quando li avete chiamati per stipulare convenzioni?
"Direi benissimo, alcuni hanno creduto in noi immediatamente, e li ringraziamo pubblicamente, altri hanno aspettato alla finestra ed oggi sono presenti perché hanno visto basi solide, altri ancora sono nostri sostenitori anche economicamente, ma in anonimato poiché intimoriti dai nostri cugini.
'O con noi, o contro di noi', bello vero? Meno male che siamo entrati nel terzo millennio! Non dimentichiamoci di citare che lo scorso 31 marzo si è concluso il primo congresso di I.F.ASS.Abruzzo, presso la "sala dei marmi" nel palazzo della Provincia di Pescara, che ha visto presenti, oltre a numerosi impresari funebri, rappresentanti della classe politica abruzzese, i vertici di FEDERCOFIT, i vertici di ARCO, ed ancora numerosi titolari e rappresentanze di ditte del comparto funerario nazionale, giunti da ogni parte della regione, nonché sponsor e ditte espositrici che desideriamo ringraziare pubblicamente, oltre a tutte le televisioni e le testate giornalistiche regionali. Il tutto con l'organizzazione curata dall'I.F.ASS. COMUNICATION srl, presentata proprio al congresso, la nuova ed unica società di servizi globali alle imprese, riservata solo ed esclusivamente agli associati.
Gli unici assenti erano i nostri cugini di FENIOF, che ringraziamo lo stesso. D'altra parte, c'era da aspettarselo!".

Vorremmo esprimere un desiderio, noi di OLTRE:che FENIOF, FEDER.CO.F.IT. ed altre associazioni di categoria ci spedissero un elenco delle cose fatte nell'ultimo anno di vita, per confrontarle e dibattere sulle pagine di questa rivista in modo costruttivo.

Prima di chiudere la nostra intervista desideriamo ricordare che lo scorso novembre l'I.F.ASS. Abruzzo ha organizzato un concerto per la messa di commemorazione dei defunti.
I mille intervenuti hanno potuto ascoltare un coro di circa quaranta elementi che ha cantato la messa e, alla fine della celebrazione religiosa, un concerto polifonico di quindici elementi.
Un evento culturale di ampio respiro, costato una ventina di milioni, per dare una connotazione un po' meno luttuosa all'Associazione.

Complimenti!
 
Marina Piantoni

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