Il cimitero municipale di San Josè

Un angolo di Granada nei boschi dell'Alhambra

Il cimitero municipale di San Josè nasce nel 1805 quando il cimitero detto "De las Barreras", oggi chiostro principale, si consolida come camposanto generale della città con 7.000 sepolture. I primi ampliamenti di quest'area furono realizzati nel 1844 e, successivamente, nel 1894, portando a 12.000 il numero delle tombe.
Da allora, le modifiche e gli ampliamenti eseguiti per venire incontro alle diverse necessità, spesso seguendo nuove "mode costruttive", hanno portato il cimitero ad assumere una forma caotica: i progetti, studiati senza un piano di sviluppo armonioso, riflettono in definitiva quello che sarebbe accaduto nel tempo all'intera città.
Sono progetti sconnessi che rimarcano l'estetica del recinto e che prevedono l'alternarsi di fosse interrate (proibite dalla metà del XX secolo e ora scomparse), di strutture per le nicchie, di colombari e di volte con differenti forme ed altezze, di pantheon e di tombe senza una distribuzione ordinata, di recinti civili (ora spariti) e religiosi; a questi si aggiungono piccoli spazi verdi, in un'area che si è ampliata nel corso di due secoli e che oggi misura 110.000 metri quadrati con oltre 50.000 tombe.
Nel 1991 il Comune di Granada ha costituito l'Empresa Municipal de Cementerio y Servicios Funerarios de Granada S.A., a capitale integralmente pubblico, con l'obiettivo di dotare la città di servizi funerari capaci di far fronte alle necessità esistenti.
Uno dei primi passi dell'azienda è stato quello di elaborare un Piano di Sviluppo del Cimitero che permettesse di ordinare e di modernizzare l'area attraverso un progetto armonioso e totalmente integrato con la zona monumentale circostante e con il paesaggio, prevedendo il recupero e una buona conservazione dell'area storica.
I lavori iniziarono con le risorse finanziarie disponibili e fecero un importante passo avanti fra il 2004 e il 2008 quando furono completati grazie ad un finanziamento dell'Unione Europea attraverso i Fondi Feder, facendo di Granada la prima città ad ottenere aiuti economici per realizzare un progetto di valorizzazione di un cimitero storico che ha meritato, fra gli altri, il riconoscimento di alcune università europee, dell'Accademia di Belle Arti di San Fernando e della Asociación Granada Histórica y Cultural.
Il cimitero municipale di Granada, nel cuore della Dehesa del Generalife, si trova all'interno del complesso storico e paesaggistico dell'Alhambra, a poca distanza dall'accesso alla zona monumentale, e fa parte dei Bienes de Interes Cultural della città.
Al suo interno, oltre alle tombe di personaggi famosi in ambito culturale, sociale, economico e politico, si trovano interessanti esempi di scultura e di architettura funeraria dei secoli XIX, XX e XXI, molti dei quali realizzati da artisti e da artigiani di Granada, spagnoli e stranieri, sono stati catalogati.
L'antica cappella neoromanica (1904) e la singolare vista sulla Sierra Nevada, su Granada e la sua vallata e sui resti archeologici del Palazzo Nazarí de los Alixares (secolo XIV), creano un contesto storico-artistico unico.
Per tali motivi è stato realizzato un itinerario denominato "Cimitero di Granada, un percorso per la memoria" che, partendo dai chiostri I e II (pantheon e tombe storiche), attraversa il chiostro III (cimitero romantico) e quelli "de la Ermita" (antica cappella), di San Miguel (vista panoramica), di San Cristóbal (palazzo degli Alixares), di San Juan (monumento "Memoria de Granada") e di Santiago (pantheon e lapidi), terminando nel chiostro detto "de las Angustias". La visita richiede circa un'ora e può essere effettuata tutti i giorni. Sono state realizzate anche una segnaletica che evidenzia i punti di maggiore interesse ed una guida in spagnolo e in inglese.
Due brevi estratti dal libro "Memoria de Granada: Estudios en torno al Cementerio" sono il migliore invito per venire a visitarlo.
"Davanti alle porte del cimitero, amico qui in visita, incontrerai un percorso per la memoria. Frammenti della nostra storia, brandelli della nostra identità, retaggi della nostra vita dominano sopra a questa mescolanza di sentimenti suscitati dal camposanto. Caducità ed eternità si stringono la mano nelle lapidi, negli epitaffi, nei nomi più o meno lontani nel tempo, significativi non solo per i parenti di chi giace qui. Testimoniano il ricordo di quelli che furono e l'angoscia per l'arrivo dell'ora finale, umani sentimenti comuni a tutti i periodi storici che si susseguono..." (Juan Jesús López-Guadalupe Muñoz).
"... però alla fine, in conclusione, si può affermare che Arte, Devozione e Culto si danno appuntamento permanente qui, in questo cortile di silenzio e mistero che è il cimitero di Granada, dove la memoria del cipresso, l'emozione e il devoto ricordo dell'epitaffio e dei fiori si confrontano con la solennità e l'oblio. E da lontano con l'eterno spettacolo della Sierra Nevada..." (Domingo Sánchez-Mesa Martín).
 
José Antonio Muñoz Rodríguez

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