"La sposa cadavere" di Tim Burton

L'ALLEGRO MONDO DEI MORTI

Grigio e tetro il mondo dei vivi, colorato e pieno di musica quello dei morti. È qualcosa che percepisce immediatamente lo spettatore del film "La sposa cadavere" (titolo originale "Corpse Bride") di Tim Burton, girato in coregia con Mike Johnson. I morti cantano, tracannano alcolici al pub, improvvisano macabri ma fantastici musical e sono soprattutto incredibilmente gioiosi. Poco importa se qualche volta un verme esce improvvisamente da un occhio o se un braccio si stacca ribelle dal corpo: sennò che razza di morti sarebbero? Tim Burton ci regala una nuova favola dark, confermandosi ancora una volta cantore insuperato di un mondo cupo, rigorosamente notturno, ma pieno di poesia e incanto.

Certo "La sposa cadavere" non ha lo stesso tocco di "Nightmare Before Christmas", il capolavoro realizzato dal regista nel '93, un affresco di personaggi delineati con più precisione e proprio per questo ancora oggi scolpiti nell'immaginario degli appassionati burtoniani. Ma l'atmosfera è ancora la stessa: notti buie, foreste dai rami insidiosi, cadaveri che camminano o che, più spesso, ballano. E se in Nightmare il colore del Natale si scontrava con l'atmosfera oscura di Halloween, qui è il mondo ottocentesco di una Europa vittoriana a confrontarsi con un allegro universo di vermiciattoli, cadaveri, cani scheletrici e stregoni dalla lunga barba. Ed è identica anche la tecnica usata: il film è girato in stop motion, cioè con veri pupazzi mossi fotogramma per fotogramma. Un procedimento lunghissimo e raffinato che restituisce tutto il fascino del cinema artigianale e predigitale.

Il risultato è una tradizionale fiaba d'amore, piena di ostacoli sulla strada del coronamento del sogno e carica di suspense, capace di tenere con il fiato sospeso i bambini quanto gli adulti. La musica gioca un ruolo chiave, come spesso accade nei film di Burton, e in questo caso Johnny Depp ed Helena Bonham Carter si esibiscono in ottime performance vocali firmate da Danny Elfman.

La trama è semplicissima: Victor deve sposare Victoria. Si tratta di un matrimonio combinato: lui è figlio di borghesi arricchiti, lei di nobili decaduti. Alle prove per il matrimonio Victor si mostra molto imbranato, ma Victoria si innamora comunque di lui, ricambiata. Costretto dal sacerdote ad imparare a memoria le parole della formula coniugale che puntualmente dimentica dando vita a esilaranti gag, Victor vaga per la foresta ripetendo la formula nuziale e proprio nel momento in cui riesce a pronunciarla correttamente infila l'anello in un ramo che spunta dal terreno. Si scopre così che il ramo è il dito della bellissima Emily, la sposa cadavere appunto, che reclama ora Victor come suo legittimo marito. Sarà lei a trascinare Victor nel mondo dei morti da cui il promesso sposo vuole tornare per ricongiungersi con la propria amata. Ma i genitori della fidanzata, tanto malvagi quanto simpatici, non hanno perso tempo e le hanno già trovato un nuovo pretendente, il subdolo Lord Barkis.

La sposa cadavere ha una carica erotica mille volte superiore a quella viva. Il suo entusiasmo è tale che in un pezzo a quattro mani suonato con Victor si lascia prendere dalla felicità e una mano le sfugge libera sulla tastiera. "I like your enthusiasm" dice lui per consolarla, ma è fin troppo evidente che l'amore per la giovane Victoria è più naturale e destinato a trionfare.

Un film visionario e poetico: quando due vecchietti, lui morto e lei viva, si rincontrano momentaneamente, viene la pelle d'oca. Eppure il tutto è raccontato con gusto e con allegria, senza mai cadere nel patetico: solo il disegno raffinato di un mondo oscuro e gotico, molto meno bieco di chi combina nozze per salvare un patrimonio allo sfascio.

 
Giorgia Iazzetta

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