Alfredo Peculo (1940 - 2008)

Adios, gaucho!

Dalla lontana eppur sentimentalmente così vicina Argentina, dove milioni di nostri connazionali hanno trovato una nuova Patria, ci è giunta la triste notizia della scomparsa, il mattino del 27 febbraio in una giornata di fine estate (siamo nell'emisfero australe), di Alfredo Peculo. Il decesso è avvenuto nell' Istituto Fleni della capitale, dove era stato ricoverato il 12 dello stesso mese.
Alfredo, "el licenciado" (così in sud America viene definito "il dottore"), era un amico di lunga data. Regolarmente ci scambiavamo messaggi. Ora arrivava una poesia, spesso di ispirazione religiosa, scritta di sua mano, ora un "chiste" (una barzelletta), ora un più formale, a Natale ed a Pasqua, cenno di auguri. Sempre, dietro quei messaggi, si intravedeva la prestanza umana dell'uomo dai mille impegni e dalle mille battaglie.
Solo qualche settimana addietro abbiamo ricevuto un ultimo scritto che ci aveva indotti ad un cauto ottimismo nonostante l'evidente tristezza che si poteva leggere tra le righe. Fin che c'è vita c'è speranza, si dice. A quella ci aggrappavamo tutti per allontanare il pensiero dell'esito fatale della lunga malattia contro la quale Alfredo, fedele a se stesso, aveva ingaggiato una lotta durata più di un anno e che lo aveva portato ad una operazione al cervello nella speranza di sconfiggere l'invadenza inesorabile del male.
Tutto ciò non è servito a nulla ed oggi, come ogni volta che una persona cara ci lascia, siamo qui a chiederci perché, come e tutto il resto. A tentare di capire, insomma, che cosa sia veramente questo mistero della morte al quale, pur essendo per ovvie ed evidenti ragioni confrontati quotidianamente nell'ambito delle nostre attività professionali, non riusciamo a dare una risposta soddisfacente a 360 gradi. Né mai ci riusciremo, visto che da quando esiste l'uomo tenta di trovare una soluzione al triplice, ben noto quesito: "chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?".
Alfredo, dunque, ci ha lasciati. Però solamente sul piano fisico, visto che il suo ricordo rimarrà indelebile nella nostra memoria e soprattutto nei nostri cuori. Egli era nato il 25 dicembre 1940. Le sue origini, lo ricordava con fierezza, erano genovesi, com'è il caso di molti "porteños" (gli abitanti di Buenos Aires). Ciò non gli impediva di rivendicare con grandissimo orgoglio l'appartenenza all'Argentina ed a quella tradizione "gaucha" (i "gauchos" sono i "cow-boys" della Pampa, la smisurata pianura) che egli perpetuava in seno al "Centro Tradicionalista El Lazo" di Béccar (comune di San Isidro, nella grande Buenos Aires). Tant'è che in occasione di varie feste tradizionali egli stesso apriva il corteo in sella al proprio cavallo. Conserviamo ancora oggi, vivissimo, il ricordo personale di una manifestazione organizzata da Alfredo presso quel circolo, nel 1998, in occasione del passaggio delle consegne, come presidente di Fiat-Ifta, al successore, l'amico canadese Gilles Poirier. Alle evoluzioni dei cavalieri ed ai giochi della pampa era seguita la degustazione del piatto nazionale argentino, l' "asado de buey", il manzo fondente preparato per ore ed ore su un fuoco all'aperto, che lo stesso Alfredo, fieramente munito degli utensili necessari, aveva servito, con gesto signorile, ai propri invitati. In quello stesso circolo la sua salma è stata onorata prima di essere trasportata, in ossequio alla sua volontà, su di un carretto dell'ottocento tirato da due buoi verso la cappella di famiglia nel cimitero di Boulogne, sempre nel "partido" de San Isidro, dove dal 28 febbraio riposa per l'eternità.
Chi lo ha incrociato, nel mondo intero, in occasione delle diverse manifestazioni professionali ha, vivido, il ricordo di un uomo dall'eleganza britannica nelle occasioni formali, ma anche di un "gaucho" con tanto di stivaletti, cinture multicolori, giubbetti, foulard ed altri accessori in cuoio della stessa origine che, accompagnato dall'adorata consorte Susana (formavano una coppia bellissima e felice), deambulavano, sempre mano nella mano, attraverso gli stand attirando quasi magneticamente lo sguardo ammirato dei passanti. Da tale unione sono nati tre figli. Alfredo era orgoglioso del proprio "ser argentino". L'Argentina è stato il paese dove è nato e che gli ha dato tutto ed egli, nella sua "nobleza gaucha", ha voluto renderglielo con l'impegno professionale, all'origine di un successo economico di prim'ordine, ma anche con quello politico e con quello, meno noto ma non meno importante, sociale a profitto dei diseredati: capitolo, questo, sul quale preferiva conservare una discrezione ed una riservatezza che gli fanno grandissimo onore.
Alfredo Peculo ha fondato la Cocheria Paranà nel 1961. In poco tempo essa è diventata la più importante impresa di pompe funebri del paese. Le sue iniziative hanno creato scompiglio in un mondo piuttosto conservatore e bacchettone. Per primo egli apparve di persona, e con il proprio volto, nelle pubblicità dell'azienda. La sua capacità come innovatore si manifestò anche nell'introduzione del servizio di catering nelle case funerarie e nel formare personale competente e professionalmente al top per prendere in carico i dolenti. Senza dimenticare che è stato il precursore e l'iniziatore della tanatoprassi nel paese, attività che è oggi continuata da Daniel Carunchio. Nel 1998, in un momento in cui i grossi gruppi funerari nordamericani perseguivano una politica sfrenata di crescita esterna, comperando tutto quello che potevano fuori dagli Usa e dal Canada, la Cocheria fu venduta al gruppo Stewart Entreprises in seno al quale Peculo continuò ad operare come consigliere responsabile per tutte le operazioni in America Latina. Nello stesso tempo sviluppò le attività di una compagnia di assicurazioni, la Certeza S.A., di cui era il presidente e la cui sede occupa un magnifico palazzo di vetro ed alluminio.
Tanatologo ed esperto di riti e cerimoniali funerari, aveva conseguito alcuni diplomi negli Stati Uniti, paese dove si recava frequentemente anche per riposarsi nella residenza di Miami. È stato Presidente di Fiat-Ifta nel biennio 1996-98, nonché Presidente della Fadedsfya, la più importante federazione professionale argentina, e fondatore dell'Associazione Latino Americana di Parchi Cimiteriali e Servizi Funebri. Era, inoltre, Ministro Consigliere Incaricato d'Affari in Costa Rica dello Smom (Sovrano Militare Ordine di Malta). Il suo impegno politico si è estrinsecato in seno al Partito Giustizialista (nulla a che vedere con certi settori politici italiani catalogati, per comodità di classificazione, come giustizialisti!) fondato da Domingo Peròn ed al quale è rimasto fedele per tutta la vita. Non nascondeva, quindi, la fierezza di aver partecipato alla inumazione dell'ex presidente nel 1974 e, soprattutto, al trasferimento dei suoi resti nel mausoleo della "quinta" (tenuta) di San Vicente il 17 ottobre 2006, giorno contrassegnato da gravi incidenti. Ebbe, tra l'altro, l'incarico di fornire al giudice competente (in questo caso una donna) i campioni del corpo di Peròn nell'ambito di una causa in riconoscimento di paternità intentata da Martha Holgado che sosteneva di essere figlia del defunto presidente.
La sua militanza giustizialista si sviluppò soprattutto nel distretto di San Isidro (zona residenziale della Grande Buenos Aires dove, nei giorni d'autunno, sembra di ritrovarsi ad Oxford - non a caso lì si trova il famoso ed esclusivo club de San Isidro dalla cui sezione rugby esce la quasi totalità dell'eccellente nazionale "albiceleste" di quell'amato sport - e dove si estende, amplissima, la proprietà della famiglia Peculo che discende, in prati verdeggianti, verso il Rio della Plata) dopo il ritorno, nel 1983, della democrazia successivo agli anni bui della giunta Videla. I suoi tentativi di farsi eleggere, nel 1991, "intendente" (sindaco) della località non furono coronati da successo. Pur essendo il primo dei candidati peronisti egli dovette soccombere al radicale Melchor Posse. Ciò che non gli impedì qualche anno dopo (ecco la nobiltà d'animo!) di far parte della Commissione Permanente di onoranze all'ex intendente di San Isidro deceduto nel 2004. Del resto al suo funerale hanno partecipato l'attuale sindaco avvocato Gustavo Posse, figlio di Melchor, nonché il Ministro dello Sport Fernando Galmarini, l'ex governatore Antonio Cafiero e l'ex Presidente della Repubblica Eduardo Duhalde. Tra i diversi incarichi pubblici fu anche consigliere del Presidente Menèm e, come tale, titolare di un ufficio alla Casa Rosada, il Quirinale argentino. Conserviamo ancora tra i biglietti da visita quello che, con giustificato orgoglio, ci aveva consegnato, relativo a questo importante incarico. A chi gli chiedeva dettagli sul suo impegno politico rispondeva: "Sono peronista di anima. Non cerco onori. Faccio politica per vocazione e spendo in essa quello che mi avanza". Che differenza con la nostra pletorica classe politica dove la grandissima maggioranza dei numerosissimi eletti più che spendere incassa e si procura prebende e rendite "ad vitam aeternam" pronta a disquisire, con spocchiosa sufficienza, sulla differenza tra "pensione" e "vitalizio" ma poco propensa, anzi per nulla, ad allinearsi sulle famose "medie europee" che vengono tirate in ballo ogni volta che si tratta di aumentare tariffe e prezzi di servizi di pubblica utilità! "Altri spenderebbero - aggiungeva - possedendo quattro cavalli da corsa o mantenendo quattro amanti. Io apporto quello che posso al peronismo".
Messaggi di cordoglio sono giunti da ogni parte. Le espressioni di stima sono state numerose ed unanimi. Leandro Martin, Presidente del Blocco dei Consiglieri del Fronte della Vittoria di San Isidro, ha affermato in una intervista che Alfredo Peculo è ricordato dai concittadini e dai militanti come un individuo serio e di parola e, soprattutto, come una "persona buona". In un altro comunicato viene definito come "una personalità riconosciuta nel distretto di San Isidro ed in seno al Partito Giustizialista nel quale si affermò come uomo politico di importanza nazionale ed imprenditore di successo. Inoltre si distinse come cittadino ed essere umano sempre disposto a tendere la mano a chi ne avesse bisogno". La stampa, attraverso i prestigiosi quotidiani "Clarìn" e "La Naciòn" ha dato grande rilievo alla scomparsa di Peculo.
Pochi sanno, viceversa, che tra le numerosissime attività egli sosteneva non solo a parole, ma con azioni molto concrete la Fondazione Marambio, che porta il nome di un famoso vice-commodoro e che ha tra gli altri obiettivi quello di valorizzare il patrimonio storico, culturale e tradizionale dell'Argentina, la Patria cui il nostro Amico era tanto legato.
In questo tristissimo momento vadano alla moglie, ai figli, ai membri della famiglia ed a tutti gli amici di Alfredo, tra i quali il Presidente di Fiat-Ifta Josep Cornet e quello di Fadedsfya Jorge Horacio Bonacorsi, l'espressione della nostra emozione e del più sincero cordoglio.
Ti ricorderemo sempre, "Gaucho", sorridente e con Susana sottobraccio!
 
Pietro Innocenti

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