L'ultimo romanzo di Carlo Mariano Sartoris

67 anni nella notte

La clinica degli orrori e il prode maresciallo. Un giallo anomalo, un notturno che è quasi una premonizione.

La paura, la morte, la fuga nella notte, l'amara verità mai del tutto scoperta. Storia per alcuni versi astratta e per altri veritiera. Crudeltà perverse si annidano nelle menti di uomini insospettabili; l'unica strada è tentare la fuga, salvarsi per poi smascherare.
È una lotta impari contro il male che non mostra mai l'intero volto. È una ipotesi agghiacciante, ma nemmeno poi così improbabile. Veri protagonisti sono il tempo, l'età e tutto ciò che si può ancora fare in epoca matura: indagare finemente, lottare con foga, amare cedendo a quell'erotismo lussurioso che si riscopre e che si assapora solo in una fase avanzata della vita.
Chi è l'indomito maresciallo? Un pazzo visionario o un eroe d'altri tempi? Cosa rappresenta il sinistro simbolo che appare ricorrente? I mostri sono attorno a noi o ci vivono dentro? Chi è il vero colpevole, il predestinato ad esserlo o l'animo che cela la nostra stessa crudeltà latente?
"67 anni nella notte" è un giallo introspettivo, astratto, materico, dove l'azione si incastra con la riflessione e con la scoperta del sé. Tempi brevi e intensi si alternano al sottile piacere dell'attesa. La morte genera nuova vita; il tempo non aspetterà il finale.
Se è vero che in ogni romanzo si cela una parte della personalità del suo autore, allora, inoltrandosi tra gli intrecci della storia, non mancheranno spunti per immaginarla. Anticipare che l'assassino non sarà il maggiordomo non toglierà certo il pathos all'andare della storia. Una storia imperdibile.
 
Roberto Valli
Carlo Mariano Sartoris, 67 anni nella notte, Elena Morea Editore, Torino, 2008.


Carlo Mariano Sartoris, 67 anni nella notte, Elena Morea Editore, Torino, 2008. Carlo Mariano Sartoris nasce a Torino il 2 gennaio 1954. Nel 1981 si laurea in Architettura ed inizia ad affermarsi nel mondo del design, progettando sculture abitative per le migliori aziende di arredamento. Ma il 30 novembre 1986, nel momento migliore della sua vita affettiva e professionale, incappa in un antipatico imprevisto: un incidente stradale che, apparentemente, stronca il suo avvenire. È vivo, ma totalmente paralizzato. Da quel momento, superate mille peripezie, affrontando la menomazione con determinato ottimismo e con profonda autostima, l'architetto, il creativo, tenta ugualmente di tornare ad esprimersi, nel talento e nei sentimenti. Munito di una protesi il designer si ricicla e inizia a dipingere usando tutte le tinte delle parole: da anni pigia sulla tastiera del pc e scrive, ottenendo prestigiosi riconoscimenti letterari.
Coopera con numerose testate regionali, si adopera per l'inserimento dei disabili nel mondo "normodotato", cercando di abbattere le ruvide barriere mentali che spesso emarginano più della disgrazia stessa. Fin dai primi numeri della rivista collabora con Oltre Magazine inserendo i suoi apprezzati e sinistri racconti con finale a sorpresa ed intervenendo, spesso, nella parte opinionistica, con contributi pungenti ed azzardati, ma sempre ben mirati. Il suo sogno resta la matita. Ultimamente, grazie al pc, ha ripreso a disegnare ambiziosi progetti e oggetti abitativi davvero particolari che propone, limitati e numerati, in ambientazioni e in mostre d'arte. Un bell'esempio di tenacia, di agilità mentale contrapposta all'immobilismo del fisico, ferito sì, ma sempre vivo e vivace, una risposta coerente ai crudeli trabocchetti della vita (www.handyscap.it - http: //opinionidiunmondoarotelle.blogspot.com).

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